Il Giappone ha accolto la cifra record di 42.7 milioni di visitatori
Il 2025 è stato un anno storico per il turismo giapponese. Il Paese del Sol Levante ha accolto 42,7 milioni di visitatori internazionali, segnando il livello più alto di sempre e superando per la prima volta in assoluto la soglia dei 40 milioni. Un risultato impressionante, raggiunto nonostante alcune tensioni geopolitiche e un brusco calo dei turisti cinesi negli ultimi mesi dell’anno.
Il nuovo record rappresenta un +15,8% rispetto al precedente massimo del 2024, quando i visitatori erano stati 36,9 milioni. Il dato è ancora più significativo se confrontato con il periodo pre-pandemia: nel 2019, infatti, il Giappone aveva registrato 31,9 milioni di arrivi, quasi 10 milioni in meno rispetto al 2025. Ovviamente sono grandi numeri solo per un Paese non ancora pienamente turistico come il Giappone. Se paragonati a quelli dell’Italia ad esempio, 185 milioni di arrivi nel 2025, con un +7,1% sul 2024, sono ancora pochi considerando anche che ha il doppio della nostra popolazione.
I flussi turistici nipponici si sono concentrati soprattutto nei periodi di punta, come la primavera per la fioritura dei ciliegi Sakura, l’autunno per il foliage, l’evento dell’Expo di Osaka durato fino ad ottobre e l’inverno per la celebre > neve di alta qualità, particolarmente apprezzata dagli amanti degli sport invernali.
Yen debole e spesa record dei turisti
Uno dei fattori chiave di questo boom turistico è stato sicuramente la debolezza dello yen. Se nel 2019 il cambio si attestava intorno ai 117-125 yen per euro, nel 2025 si è mantenuto tra 156-184 yen per euro, rendendo il Giappone una meta relativamente economica per molti viaggiatori stranieri, nonostante l’aumento dei prezzi interni.
Questo ha avuto un impatto diretto anche sulle spese: nel 2025 i visitatori internazionali hanno speso 9,5 trilioni di yen (crc. 51 miliardi di euro), un nuovo record assoluto per il Paese. Questo record non riguarda solo il numero di arrivi, ma anche la qualità della spesa turistica. I visitatori stranieri soggiornano più a lungo e investono maggiormente in esperienze, alloggi tradizionali e gastronomia. Il turismo si conferma così un pilastro sempre più importante per l’economia giapponese, soprattutto a livello locale.
Da dove arrivano i turisti
Analizzando i dati per paese o regione, nel 2025 la Corea del Sud si conferma il primo mercato turistico del Giappone, con 9,5 milioni di visitatori (+7,3%). Seguono la Cina con 9,1 milioni (+30,3%), Taiwan con 6,8 milioni (+11,9%) e Stati Uniti con 3,3 milioni (+21,4%). Per quanti riguarda i turisti italiani, sono stati 309.400: un incremento di ben il 34,6% rispetto all’anno precedente, tra i più alti, persino della Cina. Sintomo che l’Italia ama da sempre il Giappone, ma ora anche di più. Questi numeri mostrano comunque una forte diversificazione delle provenienze soprattutto asiatiche, ma con una crescita significativa anche dai mercati occidentali.
Il calo dei turisti cinesi e di Hong Kong alla fine dell’anno
Nonostante i risultati complessivamente positivi, il 2025 non è stato privo di difficoltà. I visitatori cinesi sono stati numerosi fino a novembre, ma le > dichiarazioni del Primo Ministro Takaichi riguardo a una possibile emergenza a Taiwan, hanno provocato una reazione diplomatica da parte di Pechino. Il governo cinese ha invitato i propri cittadini a evitare viaggi in Giappone, causando un crollo del 45% dei visitatori cinesi a dicembre rispetto allo stesso mese del 2024.
Un altro elemento critico è stato il calo dei visitatori provenienti da Hong Kong. La diffusione online di alcune > voci su un presunto grande terremoto imminente hanno scoraggiato i viaggi nella prima metà dell’anno. Il risultato è stato un -6,2% su base annua, rendendo Hong Kong l’unica area in flessione tra i 23 principali mercati turistici del Giappone nel 2025.
Sguardo al futuro: obiettivi ambiziosi per il 2030
Nonostante le tante difficoltà, il governo giapponese guarda avanti con grande ambizione. L’obiettivo ufficiale è raggiungere 60 milioni di visitatori internazionali annui, e una spesa complessiva di 15 trilioni di yen (crc. 81 miliardi di euro) entro il 2030. Dopo il risultato record del 2025, questi traguardi sembrano oggi più realistici che mai, anche se la gestione dell’overtourism e delle tensioni geopolitiche resteranno delle sfide centrali per il futuro del Giappone.
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