Crollano gli arrivi turistici in Giappone a causa delle voci di un possibile cataclisma
Recentemente il settore turistico giapponese sta registrando un netto calo di arrivi, soprattutto da Hong Kong e da altre aree dell’Asia, a causa della diffusione virale di una voce infondata. Ma che ormai, nell’era dei social, è difficile da sradicare una volta che prende piede. Si tratta della previsione di un devastante disastro naturale il 5 luglio 2025. Nonostante le smentite ufficiali e le rassicurazioni degli esperti, il panico generato online ha già avuto effetti concreti sul comparto turistico e sull’economia locale. E così crollano gli arrivi turistici in Giappone a causa delle voci di un possibile cataclisma… ma da cosa è partita questa follia collettiva?
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Una bufala nata da un manga
La diceria ha preso piede a partire da un manga intitolato “The Future I Saw“ (Il futuro che ho visto), che descrive un gigantesco tsunami che colpisce il Giappone a luglio 2025. L’autore, Ryo Tatsuki, iniziò ad avere sogni profetici su eventi futuri alla fine degli anni ’60. Ed è noto per aver predetto la morte di Freddie Mercury dei Queen e la data del Grande Terremoto del Giappone Orientale. La narrazione del manga è stata poi amplificata da youtuber e influencer, trovando terreno fertile soprattutto a Hong Kong. Dove credenze millenarie legate al feng shui e recenti scosse sismiche nella regione hanno contribuito a diffondere un’incredibile ansia collettiva.
A peggiorare la situazione è intervenuta l’ambasciata cinese a Tokyo, che ha pubblicato un generico avviso di cautela per i viaggiatori. Alcuni media di Hong Kong l’hanno interpretato come una conferma implicita delle voci, alimentando ulteriormente il clima di timore. Che ha inevitabilmente avuto un impatto significativo sui piani di viaggio di molti asiatici, spingendo le compagnie aeree a ridurre i voli per il Giappone e le aziende turistiche a cercare soluzioni.
Numeri allarmanti: la viralità della disinformazione
Secondo un’analisi della tv nipponica NHK, l’ondata di contenuti che ha invaso il web ha avuto un impatto diretto sulla percezione del rischio tra i viaggiatori:
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Su YouTube sono comparsi oltre 1.400 video sull’ipotetico “disastro di luglio 2025“, con oltre 100 milioni di visualizzazioni.
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TikTok ha raccolto più di 40 milioni di visualizzazioni su oltre 50 video a tema.
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Nelle aree di lingua cinese, soprattutto a Hong Kong e Taiwan, si contano oltre 220 video che hanno superato i 52 milioni di visualizzazioni.
Turismo in picchiata e voli tagliati
Le conseguenze economiche non si sono fatte attendere. Diverse compagnie aeree, tra cui Greater Bay Airlines e Hong Kong Airlines, hanno annunciato riduzioni dei voli verso il Giappone. Anche le nuove rotte, come quella tra Hong Kong e Tokushima, inaugurata con entusiasmo solo nel 2023, saranno ridotte a due voli settimanali da maggio 2025. Altri tagli interesseranno le destinazioni di Sendai, Fukuoka e Sapporo.
Le agenzie di viaggio di Hong Kong riportano un crollo delle prenotazioni estive per il Giappone, con numeri dimezzati rispetto al 2024. Molti turisti stanno optando per mete alternative come Thailandia, Taiwan, Australia e Dubai.
Il dato è particolarmente significativo considerando che nel 2023 il Giappone era la destinazione estera più amata dai residenti di Hong Kong: ben 2,68 milioni di persone lo avevano visitato, ovvero circa un terzo della popolazione totale.
Cosa pensano gli ‘hongkonghesi‘
Intervistati in aeroporto, molti turisti provenienti da Hong Kong hanno ammesso di aver cambiato i loro programmi a causa della crescente apprensione riguardo ad un papabile cataclisma estivo in Giappone. Oltre alla specifica profezia, a influenzare le decisioni c’è anche un timore più generale verso i terremoti, fenomeno poco familiare nella regione di Hong Kong.
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Una coppia trentenne ha dichiarato di voler rimandare il viaggio a dopo luglio.
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Una turista ha preferito scegliere la Thailandia per precauzione.
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Una coppia di viaggiatori abituali sulla cinquantina ha deciso di sospendere le visite al Giappone, spaventata dal costante bombardamento di video sui social.
Gli esperti: “Panico infondato“
La risposta della comunità scientifica è stata netta. L’Agenzia Meteorologica Giapponese ha ribadito che non esiste alcuna possibilità di prevedere con precisione data, ora o luogo di un terremoto, tsunami o eruzione vulcanica.
Il professor Naoya Sekiya dell’Università di Tokyo ha paragonato queste paure diffuse a precedenti ondate di disinformazione, come la profezia di Nostradamus. O il presunto “crollo del mondo” previsto dal calendario Maya nel 2012.
“La chiave – ha detto Sekiya – non è indovinare come sarà il futuro, ma essere sempre pronti. Anche se un disastro dovesse davvero avvenire a luglio, ciò non confermerebbe alcuna profezia. I cataclismi sono imprevedibili per natura: ciò che possiamo fare è rafforzare la resilienza della nostra società”.
Disinformazione e reputazione turistica: una sfida aperta
Il Giappone oggi si trova a dover fronteggiare una doppia emergenza: contrastare la disinformazione virale e rassicurare milioni di turisti. L’Organizzazione Nazionale del Turismo Giapponese (JNTO) ha rilevato un calo del 9,9% negli arrivi da Hong Kong a marzo 2025 rispetto allo stesso mese dell’anno precedente. Una parte del calo è legata anche a modifiche nel calendario scolastico di Hong Kong, ma l’impatto della voce catastrofista resta significativo.
Per riconquistare la fiducia dei viaggiatori, molte agenzie turistiche stanno offrendo incentivi, tra cui biglietti gratuiti per bambini e rimborsi integrali in caso di cancellazioni dovute a forti terremoti. Tuttavia, il timore è che ormai il danno d’immagine in Asia possa influenzare negativamente il turismo giapponese almeno fino all’autunno del 2025.
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