Viaggiare in Giappone da ora in poi costa il doppio

Viaggiare in Giappone da ora in poi costa il doppio

Il > Giappone nel 2025 continua ad essere una delle mete più desiderate dai viaggiatori di tutto il mondo. Dopo la riapertura post-pandemia, il flusso turistico ha raggiunto numeri da record: oltre 36 milioni di arrivi nel 2024 e stime che parlano di 40 milioni nel 2025. Tra i viaggiatori, anche moltissimi italiani rispetto al passato, attratti dalle tradizioni millenarie del Paese, dalle città ultramoderne ed efficienti e dalla cultura pop di anime, manga e videogiochi.

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Un boom che, tuttavia, non è privo di conseguenze. Il cosiddetto overtourism, il turismo di massa che mette sotto pressione città e siti naturali di cui anche in Italia soffriamo sempre più, è diventato una sfida sempre più urgente. Strade affollate a Kyoto, sentieri del Monte Fuji sovraccarichi, templi presi d’assalto e residenti esasperati: il Giappone si trova oggi nella posizione di dover proteggere i propri tesori culturali e al tempo stesso garantire la qualità della vita ai suoi abitanti. Per questo motivo, il governo ha deciso di introdurre una misura drastica: un sistema di prezzi maggiorati che colpirà in particolare i turisti stranieri.

Viaggiare in Giappone da ora in poi costa il doppio

Prezzi raddoppiati per gli stranieri: gli esempi più eclatanti

Dall’estate 2025 in poi, viaggiare in Giappone sarà sensibilmente più caro per chi arriva dall’estero. Alcuni casi concreti mostrano chiaramente la portata del cambiamento:

  • Monte Fuji: sul celebre sentiero Yoshida, gli stranieri pagheranno 4.000 ¥ (crc. 23 €) per il permesso di salita, esattamente il doppio rispetto al passato. I giapponesi, invece, saranno esentati. Post dedicato > QUI
  • Niseko, Hokkaido: negli impianti sciistici più amati dai viaggiatori internazionali, il ticket giornaliero costerà 6.500 ¥ (crc. 38 €) per i turisti, contro i 5.000 ¥ (crc. 29 €) per i residenti.

  • Templi e santuari storici: luoghi iconici come il Kiyomizu-dera e il Fushimi Inari Taisha di Kyoto o il Todai-ji di Nara introdurranno biglietti d’ingresso differenziati. Un residente potrà pagare 500 ¥ (crc. 2,90 €), mentre un turista straniero dovrà sborsare almeno 1.000 ¥ (crc. 5,80 €).

  • Castello di Himeji (UNESCO): dal marzo 2026 l’ingresso resterà a 1.000 ¥ (crc. 5,80 €) per i residenti, ma salirà a 2.000-3.000 ¥ (crc. 11-17 €) per i visitatori stranieri. Post dedicato > QUI

  • Junglia Okinawa, nuovo parco a tema naturale: aperto a luglio 2025, applicherà un biglietto di 8.800 ¥(crc. 51 €) per gli stranieri e di 6.930 ¥ (crc. 40 €) per i residenti giapponesi, con un divario di quasi il 30%. Post dedicato > QUI

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Non solo biglietti: tasse e shopping più cari

Le nuove regole non si fermano agli ingressi. Sono in arrivo ulteriori provvedimenti che renderanno più costoso e complesso viaggiare in Giappone:

  • Kyoto: la città, già soffocata dal turismo di massa, sta valutando un aumento fino a dieci volte della tassa di soggiorno per hotel e strutture ricettive. Post dedicato > QUI

  • Shopping tax-free: dal novembre 2026 cambierà il sistema per gli acquisti detassati. I turisti non potranno più usufruirne direttamente in cassa, ma dovranno pagare l’intero importo (tasse incluse) e richiedere successivamente il rimborso. La procedura sarà più macchinosa, anche se senza costi extra. Post dedicato > QUI

Viaggiare in Giappone da ora in poi costa il doppio

Perché il Giappone ha scelto questa strada

Il doppio sistema tariffario non è solo una questione economica, ma anche culturale e sociale.

  • Tutela del patrimonio: i siti storici e naturali rischiano di deteriorarsi sotto la pressione di milioni di visitatori. Prezzi più alti possono ridurre i flussi e finanziare la manutenzione.

  • Qualità della vita dei residenti: molte comunità locali, soprattutto in città turistiche come Kyoto, hanno visto aumentare il costo della vita e la congestione urbana. La differenziazione dei prezzi viene vista come una forma di ‘compensazione’.

  • Precedenti internazionali: il Giappone non è il primo Paese a introdurre tariffe maggiorate per i turisti. In Islanda, Thailandia o in alcune città europee come Venezia, si stanno sperimentando misure simili per gestire i flussi.

Cosa significa per chi vuole visitare il Giappone

Il > viaggio nel Paese del Sol Levante resterà un’esperienza unica, ma da ora in poi sarà necessario mettere in conto un budget maggiore. Se fino a ieri il Giappone era percepito come una meta accessibile, soprattutto per quanto riguarda l’economicità del mangiare fuori tutti i giorni, ora diventerà un viaggio da programmare con più attenzione. Scegliendo bene cosa vedere, quando partire e come muoversi.

Non si tratta solo di un rincaro economico, ma anche di una trasformazione nel modo di concepire il turismo internazionale in un Paese che fino a pochi anni fa non sapeva nemmeno cosa fosse. Per renderlo più consapevole, più rispettoso e meno ‘mordi e fuggi’. Soprattutto in un’epoca in cui i social incentivano un tipo di viaggio fatto solo per sfoggiare il ‘trofeo fotografico‘ di turno nei luoghi di tendenza su Instagram.

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