Cambia il sistema del Duty-Free per i turisti in Giappone
Il Giappone si prepara a rivoluzionare il sistema di acquisti duty-free (senza tassazione) per i turisti in visita nel Paese. Le nuove normative imporranno infatti ai visitatori di richiedere il rimborso dell’imposta sui consumi direttamente in aeroporto. Abbandonando il modello attuale in cui la detassazione avviene direttamente nei punti vendita. La motivazione principale? Se state pensando che la colpa è dei soliti stranieri che pensano di fare i furbi in barba alle leggi giapponesi, bingo! Ci avete preso.
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Una riforma per contrastare le frodi fiscali
Questa modifica rientra in un disegno di legge sulla riforma fiscale recentemente approvato dal governo giapponese. L’obiettivo principale è prevenire abusi e frodi legate all’imposta sui consumi, attualmente al 10% per la maggior parte dei beni. Negli ultimi anni, sono emersi numerosi casi di rivendita illegale da parte di visitatori o residenti stranieri.
Questi acquistavano prodotti esenti da imposte, ma poi li rivendevano all’interno del Paese. Per evitare ciò, il Giappone ha trovato una soluzione. Far pagare a tutti a prezzo pieno nei negozi, per poi togliere le tasse solo a chi ha passaporto straniero e sta per imbarcarsi per tornare a casa.
Come funzionerà il nuovo sistema
I turisti pagheranno l’imposta sui consumi come i giapponesi al momento dell’acquisto. I negozi registreranno tutte le transazioni in un database centralizzato, condiviso con l’agenzia doganale giapponese. I visitatori avranno un periodo massimo di 90 giorni, corrispondente alla durata di un visto turistico, per presentare i loro acquisti alla dogana in aeroporto e richiedere il rimborso.
Gli agenti doganali verificheranno le richieste incrociandole con il database dei negozi. Questo processo permette di semplificare anche le operazioni per i rivenditori, che non dovranno più controllare e valutare direttamente l’idoneità degli acquisti per l’esenzione fiscale. E le file ora si faranno alla dogana dell’aeroporto, non più alle casse apposite dentro i negozi come ora. Quindi prevedibilmente si dovrà calcolare di arrivare ancora prima del nostro orario di partenza abituale.
Altre novità della riforma
La nuova normativa apporterà ulteriori cambiamenti significativi:
- Eliminazione del limite di spesa: sarà abolito il tetto massimo di 500.000 ¥ (crc. 3.000 €) per gli acquisti duty-free.
- Rimozione degli imballaggi speciali: non sarà più necessario che beni di consumo come cosmetici, alimenti e medicine siano confezionati in modo specifico per dimostrare che non sono stati aperti ed utilizzati.
- Uniformità tra beni: saranno eliminate le distinzioni tra i beni normali e quelli destinati al duty-free, semplificando ulteriormente il sistema.
Quando entrerà in vigore
Oltre a combattere le frodi, il governo mira anche a modernizzare il sistema. L’automatizzazione delle procedure di rimborso, saranno infatti simili a quanto avviene già per i controlli doganali in entrata tramite chioschi elettronici. Questo semplificherà la vita sia ai turisti che agli operatori doganali. Oltre che ai negozianti ovviamente.
Questa riforma epocale diventerà operativa nel novembre 2026, segnando un cambiamento importante nel modo in cui i turisti vivono l’esperienza di shopping in Giappone. I viaggiatori abituali sono invitati a familiarizzare già da subito con il nuovo sistema, per evitare disagi durante il loro soggiorno. Ma comunque questo cambiamento ha più pro che contro anche per i turisti. E senza più il limite di 3.000 €, per i più spendaccioni servirà anche più di una valigia aggiuntiva al ritorno!
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