Ryo Saeba dice addio al sessismo nella versione live-action Netflix di City Hunter

Ryo Saeba dice addio al sessismo nella versione live-action Netflix di City Hunter 

Era una sfida adattare un classico manga giapponese come City Hunter per il pubblico di oggi, soprattutto considerando il poco contemporaneo protagonista, un donnaiolo incallito. L’attore Ryohei Suzuki (41 anni) ha dovuto affrontare questo problema nel prestare i panni a Ryo Saeba, il pistolero d’élite del > manga cult anni ’80 nel film live-action Netflix uscito ieri 25 aprile nella piattaforma di streaming.

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Ambientato nello sfavillante quartiere di Shinjuku a Tokyo, City Hunter segue le vicende di Ryo Saeba, detective privato e mercenario che ripulisce le strade dai criminali su commissione. Creato dal mangaka Tsukasa Hojo, l’opera ha venduto oltre 50 milioni di copie nel corso degli anni. Ispirando adattamenti live-action in tutto il mondo, incluso un film ambientato ad Hong Kong del 1993 con protagonista > Jackie Chan.

Nonostante la sua abilità letale con la pistola, Ryo Saeba è diventato un personaggio iconico per altro. Ovvero per le sue battute oscene e il suo comportamento da maniaco sessuale. Un argomento che in passato ha sempre fatto molto presa nei lettori maschili nipponici, basti pensare ai molteplici personaggi esistenti con questa caratteristica. Consapevole però che questo suo lato non sarebbe piaciuto al pubblico internazionale odierno, per interpretare Saeba nel film Suzuki e il suo team di lavoro hanno stabilito alcune ‘regole’.

Ryo Saeba dice addio al sessismo nella versione live-action Netflix di City Hunter

“Abbiamo deciso che Ryo Saeba nella nostra versione live-action non avrebbe toccato il corpo di nessuno senza il suo consenso”, ha detto l’attore all’AFP in un’intervista. Il > manga originale, serializzato nel 1985, conteneva alcune scene molto esplicite, poi attenuate nell’adattamento anime successivo. “Abbiamo aggiornate ulteriormente alcune parti di trama pensando a un pubblico contemporaneo”, ha detto Suzuki.

Inoltre, è stato vietato al personaggio di fare battute sulla sessualità altrui ed è stato assunto un coordinatore dell’intimità sul set. Il team di produzione ha anche deciso di rendere la compagna di lavoro di Saeba, Kaori Makimura, una donna ancora più forte e indipendente di quanto fosse nel manga originale e nell’anime storico. “L’abbiamo resa più attiva e combattiva, anche senza bisogno dell’aiuto di Saeba. Non volevamo che fosse una damigella in pericolo che ha bisogno di essere sempre salvata da un uomo”, ha detto Suzuki.

Grande fan del manga originale, l’attore Suzuki ha contribuito anche allo sviluppo della sceneggiatura. Era consapevole dell’esistenza dell’> adattamento francese di City Hunter del 2018, diretto e interpretato da Philippe Lacheau. Ampiamente elogiato in Giappone come esempio di come i manga giapponesi dovrebbero essere adattati in live-action. “All’epoca i fan, me compreso, pensavano che la versione francese fosse davvero ben fatta. Ho pensato: grazie Philippe Lacheau!” ha detto Suzuki.

Ryo Saeba dice addio al sessismo nella versione live-action Netflix di City Hunter

City Hunter è solo l’ultimo di una serie di recenti tentativi di Netflix di adattare anime. Dopo > One Piece e > Yu Yu Hakusho usciti recentemente. “Manga e anime sono scommesse relativamente sicure per gli streamer globali come Netflix, data la loro vasta fanbase coltivata per oltre tre o quattro decenni sia in Giappone che in Asia ed Occidente” ha detto all’AFP Roland Kelts, autore di Japanamerica, un libro sull’influenza culturale giapponese negli Stati Uniti.

Tuttavia, non tutti gli adattamenti live-action hanno avuto successo in passato. Alcuni “hanno deragliato in un’enfasi sullo stile piuttosto che sulla sostanza. Come la terribile interpretazione hollywoodiana del 2009 del franchise di Dragon Ball”, ha detto Kelts. I fan hanno criticato aspramente il film > Dragonball Evolution per aver snaturato il materiale originale, spingendo lo sceneggiatore a scusarsi per quello che ha ammesso essere un “remake insultante a livello globale.”

“La regola numero 1 è rispettare i manga originali”, ha detto all’AFP Yuichi Sato, regista di City Hunter. Fortunatamente Sato ha potuto contare sul consulto di Suzuki, che ha definito scherzosamente un “mostro dei manga e un’enciclopedia ambulante.” Ma anche per il formidabile duo Ryo e Kaori, un aspetto della storia originale rimaneva una sfida. Come affrontare le frequenti esclamazioni “mokkori” di Saeba, un noto eufemismo per erezione“Ebbene, abbiamo ritenuto che fosse tollerabile mantenerlo, dato che il protagonista non usa sempre la parola in senso sessuale ma quasi in modo casuale”, ha detto Suzuki.“Dopotutto è la sua identità.”

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Source: @netflix @thejapatimes


Ryo Saeba dice addio al sessismo nella versione live-action Netflix di City Hunter