Popolazione straniera in Giappone ai massimi storici
Il volto del Giappone sta cambiando, e i dati più recenti lo confermano. Il Ministero degli Affari Interni e delle Comunicazioni ha diffuso i risultati dell’indagine demografica annuale, rivelando un doppio trend opposto: la popolazione giapponese continua a diminuire a ritmo record, mentre quella straniera raggiunge nuovi massimi.
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Giapponesi in calo da 16 anni consecutivi
Al 1° gennaio 2025, la popolazione giapponese era di 120.653.227 persone, in > calo di 908.000 unità (-0,75%) rispetto all’anno precedente. Si tratta sia della riduzione numerica sia della percentuale più alta mai registrata dall’inizio delle rilevazioni nel 1968. Il calo ha interessato 46 prefetture su 47, con Tokyo come unica eccezione (+0,13%). La diminuzione più marcata è stata registrata ad Akita (-1,91%). Il numero di decessi ha toccato un record di circa 1,59 milioni, mentre le nascite sono scese al minimo storico di 680.000. A questo ritmo, la popolazione giapponese potrebbe scendere sotto i 120 milioni già nel 2026.
Cresce la popolazione straniera: +10,65% in un anno
In netto contrasto, il numero di residenti stranieri è aumentato di circa 354.000 persone (+10,65%), raggiungendo quota 3.677.463: il dato più alto dall’inizio della rilevazione nel 2013. L’aumento è stato registrato in tutte le prefetture per il terzo anno consecutivo. Gli stranieri rappresentano ora il 2,96% della popolazione totale, rispetto al 2,66% dell’anno scorso.
Tra i residenti stranieri, nel 2024 sono state registrate 22.738 nascite e 9.073 decessi, entrambi dati record. La loro distribuzione resta fortemente concentrata nei centri urbani (94%). Ma cresce anche la presenza in piccole comunità rurali, grazie all’esistenza di > milioni di case abbandonate vendute a poco in queste zone. Un esempio significativo è Oizumi-machi (prefettura di Gunma), dove circa il 20% dei 42.000 abitanti è straniero.
Tokyo ospita la comunità straniera più numerosa, con 721.223 residenti (5,15% della popolazione locale), seguita da Osaka e Yokohama. Le crescite più rilevanti si sono registrate a Hokkaido (+19,37%) e in comunità minori come il villaggio di Akaiwa (Gunma), con un +10,86%.
Una popolazione straniera giovane e attiva
Gli stranieri in Giappone sono in gran parte in età lavorativa: l’85,77% ha tra 15 e 64 anni, contro il 59,04% dei giapponesi. Solo il 6,08% ha più di 65 anni, a fronte del 29,58% dei cittadini giapponesi. Questa composizione anagrafica li rende un bacino di forza lavoro fondamentale: nel 2024, i lavoratori stranieri erano oltre 2,3 milioni, con un aumento del 12,4% in un anno.
Con il progressivo invecchiamento e la contrazione della popolazione giapponese, le stime indicano che il Paese potrebbe aver bisogno di fino a 7 milioni di lavoratori stranieri entro il 2040. L’attuale crescita della popolazione straniera sta già compensando in parte il calo delle nascite e della forza lavoro locale, rendendola sempre più indispensabile per le comunità e per l’economia nazionale. La prossima indagine, prevista per il 2026, dirà se questa tendenza continuerà a rafforzarsi o se il Giappone riuscirà a invertire, almeno in parte, il suo declino demografico interno.
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