'Meditare dentro una bara': l'esperienza estrema

‘Meditare dentro una bara‘ a Tokyo

Il Giappone non smette mai di sorprendere con le sue idee originali e fuori dagli schemi. Stavolta la trovata arriva dal prolifico settore del benessere nipponico. Tra > Onsen immersi nella natura, > bar silenziosi dove rilassarsi dopo il lavoro e parchi zen perfettamente curati, la ricerca della pace interiore è quasi una forma d’arte nel Sol Levante. Ed ora a Tokyo arriva un nuovo modo, decisamente più insolito del normale, per liberare la mente: meditare dentro delle casse da morto!

Nel ‘vivace’ quartiere di Takadanobaba, ha aperto il salone Meiso Kukan Kanoke-in, un nuovo centro relax che unisce meditazione e riflessione sulla morte. Il nome giapponese significa letteralmente ‘spazio di meditazione nella bara’, e l’esperienza viene presentata come un modo per ‘osservare la vita attraverso la consapevolezza della morte‘.

'Meditare dentro una bara': l'esperienza estrema

La morte secondo i giapponesi 

In Giappone in concetto di morte è diverso da quello a cui siamo abituati in occidente. Non è vista come una fine assoluta, ma come una parte naturale del ciclo della vita. Questo deriva dall’influenza combinata delle due religioni più diffuse nel Paese, Buddhismo e Shintoismo:

  • Secondo lo Shintoismo, la morte è qualcosa di ‘impuro’, ma allo stesso tempo necessaria: dopo la morte, l’anima può trasformarsi e diventare uno spirito protettivo degli antenati. Per questo si onorano i defunti con riti ed offerte in altari domestici (butsudan).

  • Nel Buddhismo giapponese, invece la morte è un passaggio verso la reincarnazione. La vita è impermanente, e la consapevolezza di questo fatto aiuta a vivere in modo più pieno e distaccato dai desideri materiali.

Per i giapponesi, quindi, riflettere sulla morte non è morboso, ma un modo per apprezzare la vita e trovare equilibrio interiore. È anche per questo che un’esperienza come la meditazione dentro alle bare, non è vista come macabra, ma come un esercizio di consapevolezza e serenità spirituale.

'Meditare dentro una bara': l'esperienza estrema

Meditazione tra silenzio e ombra

Ogni sessione di meditazione dura 30 minuti: i partecipanti si sdraiano in vere bare giapponesi, identiche a quelle utilizzate nei funerali buddisti, e vengono avvolti da musica rilassante e immagini proiettate sul soffitto. Chi desidera può chiedere di lasciare aperto il coperchio ad altezza viso tipico delle casse nipponiche. Ma la maggior parte dei clienti preferisce chiudersi del tutto, per un’esperienza di totale introspezione. L’obiettivo non è inquietare, ma invitare alla calma, al silenzio e alla consapevolezza. Un modo per fare i conti, in chiave laica, con la propria finitezza e tornare alla vita quotidiana con una mente più leggera.

Nonostante le bare siano autentiche, l’esperienza non ha alcun legame religioso. È aperta a tutti, di qualsiasi credo, maggiorenni e in buona salute. E soprattutto senza problemi di claustrofobia. Ci sono però limiti fisici: altezza massima 185 cm e peso sotto i 90 kg. Il centro specifica anche che la meditazione nella bara non è consigliata a chi soffre di depressione o ansia grave.

Prezzo e prenotazioni

Ogni sessione di ‘meditazione nella bara’ costa 2.000 ¥ (crc. 11 €) e si svolge quattro volte al giorno. Alle 11:00, 13:00, 15:00 e 17:00. Se qualcuno fosse interessato, gli orari aggiornati si trovano sul > sito ufficiale del Kanoke-in.

Nel Paese in cui la morte è vista come parte naturale del ciclo della vita, trasformare una bara in un luogo di meditazione in realtà non è poi così strano. È un modo per guardare dentro sé stessi, per ricordarsi che la consapevolezza della fine può rendere ogni momento più prezioso. Un’esperienza che, più che spaventare, invita a vivere con più calma. E forse con un pizzico di ironia tutta giapponese.

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‘Meditare dentro una bara‘ a Tokyo


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