Un recente sondaggio conferma un forte sostegno pubblico alla pena di morte in Giappone
Un sondaggio quinquennale condotto in Giappone ha rilevato un ampio sostegno alla pena di morte da parte del popolo giapponese. Più dell’80% degli intervistati la considera una parte essenziale del sistema giudiziario del Paese. L’indagine d’opinione, condotta dal Cabinet Office, riferisce che il 16,5% dei partecipanti ha dichiarato di essere favorevole all’abolizione, mentre ben l’83,1% ritiene che sia una misura inevitabile. Un recente sondaggio conferma un forte sostegno pubblico alla pena di morte in Giappone!
Il sondaggio è stato realizzato nell’autunno 2024 su un campione di 3.000 persone dai 18 anni in su. A differenza delle edizioni precedenti, che prevedevano interviste dirette, questa volta è stato adottato il metodo del questionario postale, con un tasso di risposta del 60,5%. Sebbene questo cambiamento renda difficile un confronto diretto con i dati passati, la tendenza di un sostegno superiore all’80% è rimasta stabile per la quinta rilevazione consecutiva.
Il governo giapponese giustifica il mantenimento della pena capitale per impiccagione, grazie al forte consenso pubblico che ha. Ritenendo che essa risponda perfettamente alla richiesta di giustizia per i crimini più efferati. Tuttavia, alcune persone criticano il sondaggio, evidenziando che il modo in cui sono formulate le domande potrebbe aver influenzato le risposte. Lasciando agli intervistati solo l’alternativa tra abolizione o ‘inevitabilità‘ della pena. Senza avere una terza scelta neutra.
Le ragioni contro e a favore della pena di morte
Tra coloro che sostengono l’abolizione, il motivo più citato da ben il 71,0% degli intervistati, è stato il rischio di condanne errate. Questo dato è risultato il più alto mai registrato dal 1994, probabilmente influenzato dal famoso caso di Hakamata Iwao (foto sopra). Questo ex pugile giapponese infatti, è stato condannato a morte l’11 settembre 1968 per un omicidio di massa avvenuto nel 1966 e noto come Incidente di Hakamada. Ma nel settembre 2024, dopo ben 58 anni nel braccio della morte, è stato assolto in un nuovo processo grazie a nuovi test del DNA. Un errore giudiziario che ha rovinato completamente la vita di un innocente, finalmente libero ma all’età di 91 anni suonati.
Al contrario, chi ritiene la pena di morte inevitabile ha indicato come principale motivazione (62,2%) la necessità di considerare i sentimenti delle vittime e delle loro famiglie che meritano giustizia. Un altro 55,5% ha espresso la convinzione che chi uccide deve pagare a sua volta con la propria vita.
L’ergastolo come alternativa?
Il sondaggio ha anche esplorato l’opinione pubblica nipponica sull’eventuale introduzione di un ergastolo senza possibilità di libertà condizionale al posto della pena di morte. Come capita in Italia e in molti altri paesi del mondo. In questo scenario però, solo il 37,5% degli intervistati si è detto favorevole all’abolizione della pena capitale. Mentre un massiccio 61,8% continua a sostenerla, considerando l’ergastolo non abbastanza severo per chi commette reati gravissimi.
Post consigliato > Un recente sondaggio rivela che il Giappone è la nazione che crede meno in Dio al mondo
Un recente sondaggio conferma un forte sostegno pubblico alla pena di morte in Giappone
Canale TELEGRAM! > Unitevi per restare aggiornati!





