In Giappone il numero di lavoratori anziani ancora occupati ha raggiunto un nuovo record
Il Giappone sta attraversando una situazione demografica che lo sta portando a essere uno dei Paesi con la popolazione più anziana al mondo. Secondo i dati del Ministero giapponese degli Affari Interni e delle Comunicazioni, il numero di lavoratori anziani over 65 ancora occupati in Giappone, ha raggiunto un nuovo record.
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Al 15 settembre 2024, il numero di anziani ha raggiunto quota 36,25 milioni su 125 milioni totali di giapponesi. Con un incremento annuo di 20.000 persone. Si tratta di quasi il 30% della popolazione nipponica, con un aumento di 0,2 punti percentuali rispetto all’anno precedente. Un nuovo massimo storico. L’invecchiamento demografico del Giappone si riflette anche nella composizione del mercato del lavoro. Nel 2023, il numero di lavoratori over 65 ha raggiunto 9,1 milioni, segnando il 20° anno consecutivo di crescita.
Settori che impiegano più lavoratori anziani
Gli anziani rappresentano attualmente il 13,5% della forza lavoro nipponica complessiva. Questo significa che circa un lavoratore su 7 ha più di 65 anni. L’aumento del numero di anziani occupati non si distribuisce uniformemente in tutti i settori. Il commercio all’ingrosso e al dettaglio è uno dei più presenti, con l’impiego di 1,3 milioni di anziani. Seguito da sanità e welfare con 1,1 milioni e dai servizi con 1 milione.
Una delle crescite più impressionanti si è registrata nel settore sanitario e dell’assistenza sociale, dove il numero di lavoratori anziani è aumentato di 2,4 volte negli ultimi dieci anni. Questo fenomeno è particolarmente evidente nel campo dell’assistenza infermieristica, dove la domanda di personale qualificato per prendersi cura di una popolazione sempre più anziana ha portato a un aumento delle opportunità di impiego per i lavoratori senior.
Tassi di occupazione e motivazioni
Analizzando i dati per fasce di età, emerge che il tasso di occupazione per le persone di età compresa tra 65 e 69 anni è del 52%, un dato sorprendentemente alto che riflette la capacità di questa fascia d’età di rimanere attiva nel mercato del lavoro. Tale tasso scende al 34% per coloro che hanno tra i 70 e i 74 anni e all’11,4% per gli ultra 75enni. Nonostante il naturale declino nella partecipazione alla forza lavoro con l’avanzare dell’età, questi dati rappresentano comunque record storici. Ci sono anche casi limite di lavoratori ultra novantenni, come la famosa > signora Tamiko Honda che a 90 anni lavora ancora in un fast-food.
Il continuo aumento del numero di lavoratori anziani in Giappone è il risultato di una combinazione di fattori economici, sociali e demografici. Il Giappone affronta da anni una > crisi demografica caratterizzata da un basso tasso di natalità e una lunga aspettativa di vita. Con una popolazione giovane in calo e un numero crescente di anziani, il Paese si trova costretto a trovare nuove soluzioni per mantenere l’equilibrio occupazionale per coprire le richieste del mercato del lavoro.
Uno dei principali motori di questa tendenza è l’esigenza economica: molti anziani giapponesi scelgono di continuare a lavorare anche oltre l’età pensionabile per integrare le proprie pensioni, che in alcuni casi non sono sufficienti per mantenere uno stile di vita dignitoso. Inoltre, molti anziani preferiscono restare attivi per ragioni psicologiche e sociali, desiderando un senso di utilità e appartenenza alla comunità.
Da parte del Governo nipponico, esistono delle politiche favorevoli e degli incentivi fiscali che incoraggiano le aziende a mantenere o riassumere i lavoratori anziani. La legge giapponese stabilisce già che le imprese possano offrire opportunità di lavoro ai dipendenti fino all’età di 70 anni. E molte di queste hanno adottato modelli di lavoro flessibili per accogliere meglio le esigenze dei lavoratori senior.
Sfide e prospettive future
Nonostante il contributo dei lavoratori anziani alla forza lavoro giapponese, ci sono ancora numerose sfide da affrontare. L’aumento dell’età media dei lavoratori può ridurre la produttività complessiva e aumentare i costi per la salute e la sicurezza sul lavoro. Inoltre, la crescente domanda di servizi di assistenza per i sempre più numerosi anziani, potrebbe gravare ulteriormente sul sistema sanitario nazionale.
In futuro, il Giappone dovrà continuare a implementare politiche innovative per supportare la crescente mancanza di mano d’opera giovane e l’occupazione anziana. Come aumentare l’automazione e usare nuove tecnologie come la robotica e l’intelligenza artificiale. Tutto per compensare la continua diminuzione della forza lavoro e ridurre il carico fisico sugli anziani.
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