I lavoratori stranieri in Giappone raggiungono un nuovo record

I lavoratori stranieri in Giappone raggiungono un nuovo record

Il numero di lavoratori stranieri in Giappone ha raggiunto un massimo storico nel 2025, arrivando a fine ottobre 2025 a quota 2,57 milioni, ovvero il 2,4% della popolazione totale del Giappone. Si tratta di un aumento dell’11,7% rispetto all’anno precedente, spinto soprattutto dalla grave carenza di manodopera causata dal continuo calo della popolazione giapponese, secondo i dati diffusi dal Ministero della Salute.

La crescita è costante da oltre un decennio: per il tredicesimo anno consecutivo il totale segna un nuovo record. Rispetto al 2015, quando i lavoratori stranieri erano circa 900.000, il numero è quasi triplicato. La pubblicazione dei dati arriva a una settimana dall’annuncio, da parte del governo guidato dalla premier > Sanae Takaichi, di un nuovo pacchetto di politiche rivolte a residenti e visitatori stranieri. Le misure prevedono normative più rigide, ma anche un miglior accesso ai corsi di lingua giapponese, con l’obiettivo di favorire l’integrazione e una gestione più efficace della presenza straniera nel Paese.

Per fare un rapido confronto, nel 2025 anche i lavoratori stranieri in Italia hanno superato i 2,5 milioni, rappresentando il 10,5% del totale degli occupati (avendo la metà degli abitanti del Giappone), con una forte concentrazione nel Nord Italia e un alto tasso di contratti a tempo indeterminato (79% circa). La maggior parte proviene da paesi non UE, con una presenza sempre più cruciale in settori come agricoltura, turismo e assistenza familiare (badanti). 

I lavoratori stranieri in Giappone raggiungono un nuovo record

Cambia la provenienza dei lavoratori

Negli ultimi dieci anni è cambiata in modo significativo anche la composizione dei lavoratori stranieri. I cittadini provenienti dal Sud-est asiatico sono aumentati rapidamente, superando i lavoratori cinesi che nel 2015 rappresentavano oltre il 35% del totale. Particolarmente rilevante è la crescita dei lavoratori altamente qualificati, passati da circa 167.000 nel 2015 a 866.000 nel 2025, un segnale del tentativo del Giappone di attrarre competenze specializzate dall’estero.

Per nazionalità, i vietnamiti rappresentano il gruppo più numeroso con 605.906 persone (23,6% del totale), seguiti dai cinesi (431.949) e dai filippini (260.869). Gli aumenti più marcati su base annua riguardano il Myanmar, con una crescita del 42,5% fino a 163.311 lavoratori, e l’Indonesia, in aumento del 34,6% a 228.118 unità.

Tipologie di visto e settori lavorativi

Circa un terzo dei lavoratori stranieri possiede lo status di lavoratore altamente qualificato. Seguono coloro con permessi di residenza non direttamente legati al lavoro, come residenti permanenti o con visti per coniuge, che rappresentano il 25,1%, e gli stagisti tecnici con il 19,4%. Per quanto riguarda i settori, circa un quarto lavora nel manifatturiero, mentre il 13,3% è impiegato nel commercio all’ingrosso e al dettaglio. Il 12,4% opera invece nel settore alberghiero e della ristorazione.

I lavoratori stranieri in Giappone raggiungono un nuovo record

Ingressi dall’estero ai massimi storici

Parallelamente, i dati dell’Agenzia per i Servizi di Immigrazione (ISA) mostrano che nel 2025 il numero totale di ingressi in Giappone, inclusi i residenti stranieri di ritorno, ha superato per la prima volta quota 40 milioni. Gli ingressi dall’estero hanno raggiunto 42,43 milioni, con un aumento di 5,65 milioni (+15,4%) rispetto all’anno precedente. Anche i cittadini giapponesi in uscita dal Paese sono aumentati, arrivando a 14,73 milioni.

Per provenienza geografica, il maggior numero di arrivi è arrivato dalla Corea del Sud (9,23 milioni), seguita da Cina (7,22 milioni) e Taiwan (6,39 milioni). Nonostante la crescita complessiva, gli arrivi dalla Cina hanno subito un brusco calo negli ultimi mesi dell’anno: a dicembre si sono fermati a 280.746, con una diminuzione del 46,6% rispetto a ottobre, a causa delle crescenti > tensioni politiche tra Tokyo e Pechino.

Il ruolo chiave del turismo e dei voli internazionali

Secondo l’ISA, l’aumento degli ingressi è stato trainato soprattutto dal turismo, con i soggiorni di breve durata che rappresentano il 98,1% dei nuovi arrivi stranieri. A sostenere questo trend ha contribuito anche l’incremento dei voli internazionali: nel 2025 i voli di linea settimanali invernali sono passati da 5.178 a 5.679. Confermando la ripresa e il rafforzamento della mobilità internazionale verso il Giappone, anche se purtroppo i prezzi sono triplicati rispetto a prima del Covid.

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