La PM giapponese Takaichi perde popolarità alla vigilia del voto
Il Giappone si prepara a elezioni legislative anticipate dopo che la premier Sanae Takaichi ha deciso di sciogliere la Camera bassa della Dieta (il Parlamento bicamerale giapponese), con diversi mesi di anticipo rispetto alla scadenza naturale della legislatura. La scelta è stata motivata dalla volontà di ottenere un mandato politico più solido per affrontare una fase complessa: rallentamento economico, aumento del costo della vita e un contesto internazionale sempre più instabile. Peccato che il 47,3% degli intervistati si è detto contrario alle elezioni anticipate, contro il 44% favorevole. E i numeri sono in calo in generale secondo diversi sondaggi.
Il voto dell’8 febbraio diventa così un passaggio chiave per misurare il sostegno reale all’attuale governo e alle sue priorità. Ma alla vigilia delle elezioni legislative anticipate, la popolarità della PM giapponese Sanae Takaichi mostra segnali di indebolimento. I sondaggi indicano un calo del gradimento personale, mentre il suo Partito Liberal Democratico (PLD) di destra conservatrice, rimane in testa nelle intenzioni di voto. Senza però avere la certezza di poter governare da solo, obiettivo dichiarato dell’attuale leadership.
I sondaggi confermano una tendenza in discesa
Secondo un recente sondaggio dell’agenzia Kyodo, l’indice di approvazione del governo è sceso al 63,1%, rispetto al 67,5% di dicembre. Parallelamente, il tasso di disapprovazione è salito dal 20,4% al 25%. Il dato si inserisce in una tendenza già emersa nei giorni precedenti: il quotidiano Nikkei ha rilevato un calo dal 75% al 67%, mentre Mainichi Shimbun e Yomiuri Shimbun hanno registrato livelli di consenso rispettivamente al 57% e al 69%. Tra le principali preoccupazioni degli elettori emergono le promesse fiscali del governo e l’inefficacia delle misure adottate per contrastare l’inflazione.
Nella quota proporzionale, il PLD resta la prima forza politica con il 29,2% delle preferenze, seguito dalla nuova Alleanza riformista centrista all’11,9%. Più distanziati il Partito democratico per il popolo (8,4%), il Partito dell’innovazione giapponese (5,5%) e il partito populista Sanseito (4,3%). Una percentuale significativa degli elettori, pari al 27,8%, si dichiara però ancora indecisa.
Il peggioramento dei rapporti con la Cina
Negli ultimi mesi, i rapporti diplomatici tra Giappone e Cina si sono irrigiditi, in parte a causa delle dichiarazioni della premier Sanae Takaichi sulla possibile reazione di Tokyo in caso di conflitto su Taiwan. Una posizione che Pechino considera estremamente provocatoria. Queste tensioni hanno portato a ritiri di eventi bilaterali, > cancellazioni di voli e visti e misure economiche cinesi contro il Giappone, addirittura la > fine della panda-diplomazia.
Segnando uno dei momenti più difficili nelle relazioni tra i due Paesi degli ultimi anni. Il deteriorarsi dei rapporti con il vicino più importante dell’Asia ha alimentato incertezza e preoccupazione tra gli elettori giapponesi, e non solo. Contribuendo al recente calo dei consensi della premier in vista delle elezioni legislative.
Economia e caro vita al centro del dibattito
Sul fronte economico, il governo ha promesso un’esenzione di due anni dall’imposta sui consumi dell’8% per i prodotti alimentari, con l’obiettivo di contrastare il caro vita. La misura arriva dopo un maxi piano di rilancio varato a fine 2025, basato su un aumento della spesa pubblica. L’esecutivo sostiene che l’intervento non richiederà nuove emissioni di debito, ma l’incertezza sulle coperture ha contribuito a un aumento dei rendimenti dei titoli di Stato. Il debito pubblico giapponese rimane intorno al 230% del prodotto interno lordo.
Le priorità degli elettori
Secondo Kyodo, il 59,3% degli elettori considera le misure contro l’inflazione il tema principale della campagna elettorale. Seguono la sicurezza sociale, le condizioni economiche e occupazionali, e la politica estera. L’opinione pubblica appare divisa anche sulla durata del taglio dell’imposta sui consumi per gli alimenti, con percentuali quasi identiche tra chi lo vorrebbe temporaneo e chi permanente. Con l’avvio ufficiale della campagna elettorale, sia la coalizione di governo sia l’opposizione puntano proprio sulle proposte fiscali per conquistare il consenso degli indecisi.
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