Il Giappone perde i suoi ultimi panda

Il Giappone perde i suoi ultimi panda

Il Giappone dovrà dire addio ai suoi ultimi due panda giganti. Xiao Xiao e la sorella gemella Lei Lei, adorati dal pubblico e nati allo Zoo di Ueno nel 2021, saranno restituiti alla Cina in base agli accordi bilaterali di prestito. Una decisione che segnerà un momento storico: per la prima volta in circa cinquant’anni, il Giappone resterà senza nemmeno un panda. L’ultimo giorno in cui i visitatori potranno vederli sarà il 25 gennaio 2026. Il loro rientro in Cina era previsto entro febbraio, ma è stato anticipato di un mese causa crisi diplomatica.

Il Giappone perde i suoi ultimi panda

Panda e diplomazia: un simbolo oggi in crisi

Il futuro di un nuovo prestito di panda dalla Cina appare tutt’altro che certo. I panda giganti, da decenni simbolo di amicizia e cooperazione tra Pechino e Tokyo, sono infatti al centro di un delicato equilibrio diplomatico che oggi sembra incrinato. Le relazioni tra i due Paesi si sono deteriorate dopo le recenti > dichiarazioni del primo ministro giapponese Sanae Takaichi su Taiwan, considerate da Pechino una provocazione. E che hanno portato ad una escalation di ripicche contro il Giappone: dai voli cancellati dai turisti cinesi spinti dal governo, ora anche a causa del recente terremoto ad Aomori, ai concerti di artisti giapponesi a Shanghai annullati all’ultimo momento.

Essendo nati da genitori concessi in prestito per programmi di ricerca sulla riproduzione, Xiao Xiao e Lei Lei (foto sopra) appartengono formalmente alla Cina. In realtà tutti i panda sparsi negli zoo del mondo sono proprietà della Cina in prestito. Pechino li utilizza da tempo come strumento disoft power, concedendoli ad altri Paesi come gesto di amicizia diplomatica. Ma ora la crisi di Taiwan ha compromesso i rapporti Cina-Giappone.

 Il governo giapponese: ‘Speriamo che in futuro gli scambi continuino

Di fronte alla prospettiva di un Giappone senza panda, il segretario capo di gabinetto Minoru Kihara ha espresso la speranza che la cooperazione possa proseguire in futuro.

“Gli scambi di panda hanno a lungo contribuito a migliorare il sentimento pubblico reciproco tra il Giappone a la Cina”, ha dichiarato Kihara in conferenza stampa.

Da Pechino, tuttavia, il portavoce del Ministero degli Esteri Guo Jiakun ha evitato di rispondere direttamente a una domanda sulla futura collaborazione con il Giappone nella conservazione del panda gigante. Rimandando la questione alle autorità competenti.

Il Giappone perde i suoi ultimi panda

Delusione e nostalgia tra i cittadini nipponici

Alla notizia della prossima partenza degli amati panda che si trovano a Tokyo, allo Zoo di Ueno, prevale un sentimento di amarezza tra i cittadini giapponesi.

“Il panda era un simbolo di amicizia. In circostanze normali, vorrei che la Cina li prestasse di nuovo al Giappone, ma temo che oggi sia difficile”, ha raccontato una donna settantenne della prefettura di Chiba, in visita nei pressi dello Zoo di Ueno.

Una residente di Tokyo di 78 anni ha invece ricordato con emozione le lunghe file per vedere Xiang Xiang, il cucciolo di panda nato nel 2017 a Ueno: “È triste pensare che i bambini di oggi non potranno fare la stessa esperienza”.

Fine di un’era iniziata nel 1972

Con la partenza dei quattro panda dell’Adventure World di Shirahama, nella prefettura di Wakayama, avvenuta lo scorso giugno 2025, quelli di Ueno erano rimasti gli unici panda presenti nel Paese. La storia dei panda in Giappone iniziò nel 1972, quando la Cina donò una coppia di esemplari per celebrare la normalizzazione delle relazioni diplomatiche tra i due Paesi. Da allora, questi animali iconici hanno conquistato il cuore dei giapponesi e generato importanti ricadute economiche, soprattutto in termini di turismo.

Xiao Xiao e Lei Lei sono figlie di Shin Shin e Ri Ri, arrivati allo zoo di Ueno nel 2011 dopo la morte di Ling Ling, lo storico panda residente scomparso nel 2008. I genitori delle gemelle sono tornati in Cina nel 2024, mentre la sorella maggiore Xiang Xiang era rientrata già nel 2023.

Oltre allo Zoo di Ueno e all’Adventure World, anche lo Zoo Oji di Kobe, nella prefettura di Hyogo, aveva in passato ospitato panda in prestito dalla Cina. Oggi, però, quella lunga tradizione sembra giunta a un punto di svolta. Per il Giappone, l’addio ai panda non è solo la perdita di un’attrazione amatissima, ma il simbolo tangibile di un rapporto diplomatico sempre più fragile con la Cina.

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