Hayao Miyazaki rilascia un'intervista sull'ultimo film Ghibli del figlio

Hayao Miyazaki rilascia un’intervista sull’ultimo film Ghibli del figlio

Lo scorso dicembre 2020 è uscito sulla rete televisiva giapponese NHK, Āya to Majo アーヤと魔女 , il primo lungometraggio in computer grafica dello Studio Ghibli. In Italia è uscito per ora solo al cinema lo scorso 21 luglio 2021 per Lucky Red, con il titolo Earwig e la Strega.

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Il prossimo 27 agosto 2021 una versione migliorata del film, con spezzoni inediti, uscirà anche nei cinema giapponesi. Prima della sua uscita, il leggendario co-fondatore dello Studio Ghibli Hayao Miyazaki in persona, ha rilasciato un’intervista per Toho, che distribuirà la pellicola.

Miyazaki in questo film figura solo come “pianificatore”, alla regia c’è il figlio Goro Miyazaki. Ma è stata la sua passione personale per il romanzo originale Earwig e la Strega dell’autrice britannica Diana Wynne Jones, la stessa de Il Castello Errante di Howl, che ha fatto decidere allo Studio di realizzare l’adattamento animato anche di quest’opera.

Quando ho letto il romanzo Earwig è stato molto interessante, ricorda Miyazaki durante l’intervista. Con Howl, una volta che abbiamo iniziato a realizzarlo, ci sono state parti difficili da rendere in animazione. Ma Earwig è breve e molto incisivo ho pensato: Ah, è qualcosa che si può trasformare in animazione.”

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Miyazaki non ha voluto dirigere il film Earwig e la Strega. Il mio destino è quello di realizzare solo lungometraggi cinematografici. Ho pensato: ‘non posso dirigere Earwig‘” spiega. Quindi ho lasciato le decisioni nelle mani di Toshio Suzuki.” (produttore storico e co-fondatore dello Studio Ghibli)

In seguito Suzuki è riuscito a convincere il figlio di Miyazaki, Goro, (che all’inizio non voleva), a dirigere la pellicola. Si sa che l’accoglienza verso i lavori di Miyazaki junior è da sempre abbastanza fredda.

Già del debutto alla regia di Goro con I Racconti di Terramare e poi con il secondo film La Collina dei Papaveri, la risposta del pubblico è stata al di sotto della media Ghibli. E’ stata una scelta coraggiosa da parte di Suzuki affidargli ancora una volta un film, considerando che Goro per primo aveva deciso di non voler più dirigerli.

Non avevo affatto pensato a Goro, dice Hayao. “Se non altro, pensavo che sarebbe stato un po’ impossibile per lui.

Ma nonostante il mio pensiero, Earwig si è rivelato piuttosto godibile. Penso che abbia usato abilmente la computer grafica e che abbiano messo insieme una buona squadra.”

Ecco l’intervista completa (in giapponese) dal canale Youtube ufficiale Toho. Continuando a leggere sotto trovate la traduzione delle parti principali.

Nel corso dell’intervista, Miyazaki usa più volte la parola giapponese “omoshiroi“. Solitamente la sua traduzione più usata è “interessante“. Ma quando si parla di media è più appropriato tradurla come “divertente“.

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Un elogio sorprendente quello di Miyazaki per l’ultimo film del figlio. Solitamente non ha mai esitato a stroncare i suoi passati lavori. Quando vide il suo primo film I Racconti di Terramare commentò con:

È positivo che Goro abbia fatto un film. Detto questo, dovrebbe smettere“.

In questa intervista invece Hayao ha parole sorprendentemente gentili per Earwig. Ha addirittura qualcosa di buono da dire sul fatto che sia un anime in CG invece che disegnato a mano!

Parole sue:È divertente. Essere in grado di dire semplicemente ‘è divertente’ è davvero una buona cosa. Penso che trasmetta correttamente l’energia del romanzo originale.

La determinazione della protagonista Aya a non arrendersi, il suo giusto atteggiamento ‘Io rimango qui’. Questo arriva davvero. Goro si è aggrappato alla sua determinazione nel fare film, quindi stavolta è venuto davvero bene. Non importa che sia mio figlio. Essendo un film in CG, non disegnato a mano, questa cosa lo ha liberato.

Hayao Miyazaki rilascia un'intervista sull'ultimo film Ghibli del figlio

Questo apprezzamento della natura determinata della protagonista di Earwig è qualcosa di cui ha parlato anche Suzuki durante la produzione dell’anime. Paragonandola alla determinazione che vede nella personalità di Goro. E anche Miyazaki ha avuto belle parole sul carattere della protagonista:

Sarebbe fantastico se potessi esprimerlo a parole. E’ il suo cuore forte. Aya ha una forza che non vacilla. Lotta a lungo e duramente ma senza gridare. È flessibile, prova tutti i tipi di metodi e lo fa anche con umorismo. Per me questo lato ironico è molto divertente.

La caratterizzazione di Earwig conferisce all’anime un fascino unico. La protagonista è esuberante, amichevole, diligente e a volte astuta. Ma mai in un modo subdolo. Hayao pensa che il pubblico più giovane avrebbe molto da imparare da lei.

Di fronte all’animosità, molte persone crollano emotivamente e si allontanano. Ma Aya non perde la sua luminosità. È forte, ma amichevole. Trova sempre un modo per superare le difficoltà. È difficile vivere nel nostro mondo ma non importa, si può sempre trovare un modo. Ti fai degli amici e vai avanti.”

Quello che manca di più al giorno d’oggi è la forza nei momenti difficili. Il pensiero comune è che bisogna avere un’espressione sconcertata o ostile in viso, che questo sia onesto e positivo. Invece rende solo più difficile vivere”.

Hayao Miyazaki rilascia un'intervista sull'ultimo film Ghibli del figlio

Le opere di Hayao sono spesso tinte di nostalgia, di ricordi dei bei vecchi tempi. L’intervista si chiude con una domanda emblematica: “Perché i ragazzi d’oggi avrebbero bisogno del tipo di forza di Aya?

Miyazaki risponde: Quando ero bambino, tutto quello che potevamo fare per passare il tempo era giocare per strada. Incontravi tutti i tipi di bambini. Alcuni arroganti, altri disonesti altri più grandi o più piccoli. Dovevi convincerli con vari stratagemmi a giocare con te.

I ragazzi di oggi non hanno più questo tipo di esperienze. Gli unici con cui giocano sono bambini della loro stessa età dentro la loro stessa scuola. Non giocano più per le strade. Il loro mondo è cambiato. Non sviluppano le capacità di sopravvivere in gruppo facendosi furbi, raccontando bugie e combinando marachelle. Così finiscono per trasformarsi in giovani ragazzi dal cuore puro, troppo perbene e delicati. Questo è quello che penso.”

Miyazaki però, diversamente dal solito, in questa intervista irradia uno strano calore. Sorride con uno sguardo soddisfatto, da nonno quale è. Non diverso dallo sguardo compiaciuto che ha mostrato recentemente quando sorseggiava una soda al caffè nel rinnovato bar del Museo Ghibli.

Per quanto riguarda il suo filosofeggiare su ciò che serve per crescere bene, forse vedremo queste idee nel suo prossimo film Kimitachi wa do ikiru ka, in uscita tra un paio d’anni, trasposizione del romanzo di Genzaburo Yoshino E voi come vivrete? Non a caso ha detto più volte che sarà dedicato proprio al nipotino.

Fonte: @soranews24 e @YouTube/東宝MOVIEチャンネル


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