Cosa fare se si viene invitati in una casa giapponese

Cosa fare se si viene invitati in una casa giapponese

Per un italiano abituato a fare aperitivi, pranzi e cene in casa con parenti e amici può sembrare strano ma è raro essere invitati in una casa giapponese. Soprattutto se non conosciamo molto bene la persona che potrebbe ospitarci. Il motivo però non c’entra con l’essere chiusi o poco socievoli. Semplicemente in Giappone le case sono generalmente piccole e assolutamente non attrezzate per fare adunate e mangiate con molte persone.

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In caso di ricorrenze e compleanni, i giapponesi sono abituati a festeggiare in locali e ristoranti, mai in casa. Più frequentemente invece può capitare di essere invitati singolarmente o con un gruppo ristretto di persone, per prendere un tè con dolcetti e fare una chiacchierata. Vediamo cosa fare e cosa no se dovesse capitare.

Cosa fare se si viene invitati in una casa giapponese

1. Orario

Quando si visita una casa giapponese, meglio comunicare in anticipo l’orario in cui si arriva. È considerato molto scortese presentarsi senza preavviso. Inoltre, mai arrivare prima dell’orario concordato da ospitante e ospite. Il padrone di casa potrebbe non essere pronto e questo sarebbe molto sconveniente. Anche se si è in ritardo, o si prevede di esserlo, è consigliato comunicarlo. Arrivare tardi ad un appuntamento comunque, in generale, in Giappone non è mai buona educazione. Se possibile evitarlo sempre.

Cosa fare se si viene invitati in una casa giapponese

2. Abbigliamento

Indipendentemente dal fatto che si conosca o no l’ospitante e a prescindere se l’occasione è informale o meno, meglio vestirsi sempre in modo consono all’ambiente. Sopratutto in una casa giapponese tradizionale. Infatti c’è da considerare che in quel caso servono dei vestiti comodi, con i quali potersi sedere comodamente sul pavimento di tatami. Ma la cosa più importante da tenere a mente quando si entra in una casa giapponese è che si dovrà al 100% togliere le scarpe prima di entrare. Quindi assicurarsi di indossare dei calzini e che siano puliti e non bucati!

Cosa fare se si viene invitati in una casa giapponese

3. All’ingresso

È consuetudine togliersi la giacca o il cappotto prima di entrare dall’ingresso. E prima di togliere le scarpe. Si saluta l’ospite una volta che si è stati invitati a salire in casa con la frase “agatte-kudasai” (per favore vieni su). Quando si chiude il portone, assicurarsi di non mostrare mai le spalle all’ospite, sarebbe scortese. Meglio chiuderlo stando in piedi ad angolo. Una volta tolte le scarpe metterle allineate ordinatamente contro un bordo del pianerottolo ribassato o, se è presente, nella scarpiera altrettanto ordinatamente. Potrebbero essere già presenti delle pantofole pronte per essere usate oppure no, dipende dai casi.

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Cosa fare se si viene invitati in una casa giapponese

4. Etichetta del regalo

È buona norma un po’ ovunque portare un regalo quando si è invitati a casa di qualcuno. E anche in Giappone c’è questa usanza. Dei dolcetti tradizionali come i Wagashi o della frutta pregiata sono i regali più comuni. Se conosciamo già i gusti di chi ci ospita, ovviamente portare qualcosa che sappiamo sarà gradito. Se il regalo è una bottiglia o qualche dolce che necessita di essere messo in frigorifero, si può consegnare subito all’ingresso. Altrimenti è buona norma dare il regalo solo dopo essere entrati in una stanza della casa. Questo deve essere estratto dalla sua borsa e presentato in modo che sia girato verso il destinatario.

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5. Quando la stanza è in stile giapponese

Se si viene accolti in una stanza tradizionale con i tatami a terra e cuscini zabuton (quelli da pavimento), meglio togliersi anche le ciabatte e rimanere con solo i calzini. Non sedersi subito, meglio aspettare l’arrivo del padrone di casa e poi scegliere un posto vicino all’ingresso, in un punto in cui non si intralcia il passaggio. Quando entra nella stanza è il momento buono per salutare e dare il regalo. Quando l’ospite ci chiede di sederci, finalmente possiamo poggiare le terga sopra lo zabuton. Attenzione a non calpestarlo mai con i piedi.

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