Vende tutto e si trasferisce in Giappone senza lavoro e agganci

Vende tutto e si trasferisce in Giappone senza lavoro e agganci

Kiawanna Moore, una donna americana originaria della Louisiana, ha fatto una scelta drastica: ha venduto tutto e ha comprato un biglietto di sola andata per il Giappone. Un sogno che probabilmente in molti hanno fatto almeno una volta (io si): rifarsi una vita da zero in un paese diverso dal proprio, perché no il Giappone. Per qualità della vita, servizi efficienti, sicurezza, pulizia, cibo e altri particolari positivi è molto allettante. Ma il Giappone è anche un paese spietato, soprattutto con gli stranieri che non capiscono appieno la sua enigmatica e sfaccettata cultura. Ed ecco che se qualcuno parte senza prepararsi prima, la sua esperienza potrebbe diventare un vero incubo.

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Ed è proprio quello che è successo alla protagonista di questa storia. Kiawanna è partita nell’agosto del 2023 senza sapere nulla del Giappone. E si è ritrovata in un Paese diverso da tutti gli altri, senza un progetto lavorativo e con poche risorse economiche. Ben presto si è resa conto che il costo della vita a Tokyo, rispetto alla Louisiana, era molto più alto di quanto immaginasse. Ha capito che non sarebbe riuscita a sopravvivere a lungo con i soldi che aveva messo da parte e così, dopo i 3 mesi di visto turistico, ha cambiato paese. In questo lasso di tempo non è riuscita a trovare lavoro, perché farlo nei mesi di visto turistico è vietato dalla legge nipponica. E, per lo stesso motivo, nemmeno una casa stabile ed economica.

Così ha optato per un nuovo paese, la Thailandia. Qui ha trovato un costo della vita più basso, affitto, mezzi di trasporto e servizi vari. Ha potuto richiedere all’ambasciata un visto multi-ingresso valido 6 mesi che permette di entrare più volte nel Paese per soggiorni di non più di 60 giorni consecutivi. Ma anche con tutti i vantaggi del caso, Kiawanna non è riuscita nemmeno qui a trovare un lavoro e sono iniziati i problemi. Lei stessa ha raccontato le sue vicissitudini in un video su TikTok, dove confessa di essere passata da immigrata in Giappone a senzatetto in Thailandia. Ovviamente ha ricevuto tantissimi commenti contrastanti:

@experiencinggkiaa How I Ended up Homeless in Thailand ! #travel #livingabroad #homeless #thailand #pattaya ♬ original sound – Experiencingkiaa

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C’è chi la critica per la sua mancanza di pianificazione e chi invece la sostiene per il coraggio. Al momento, Kiawanna si trova in una situazione difficile. E’ senza casa e senza lavoro in Thailandia e il suo futuro è incerto. Ormai non ha più un posto in America in cui tornare, dato che prima di partire ha venduto tutto. La sua storia ci insegna che non sempre le scelte coraggiose pagano. E che se si spera di sfondare sui social raccontando le proprie esperienza di vita e farne un lavoro, è difficile riuscirci senza preparazione e competenze.

Vende tutto e si trasferisce in Giappone senza lavoro e agganci

Spesso si leggono storie di persone che partono e riescono a cambiare vita facilmente, ma la maggior parte delle volte le cose non vanno affatto così bene. Una buona percentuale di gente torna al paese d’origine solo dopo pochi mesi di tentativo. E più povera di come era partita. Per fare questi tipi di passi bisogna pianificare bene tutto prima, analizzando pro e contro e preparandosi ad ogni evenienza. Serve avere un buon budget di partenza, ma soprattutto serve conoscere qualche autoctono del Paese in cui vogliamo trasferirci che potrà aiutarci, almeno all’inizio.

Quindi, se voleste intraprendere la stessa strada di Kiawanna, il mio consiglio è quello di non imitarla. Innanzitutto, prima di partire, è utile coltivare delle amicizie a distanza. Magari qualcuno che già parlicchia un po’ d’italiano e che voglia impararlo meglio. Potremmo insegnarci reciprocamente le nostre lingue madri. Ma trovare ‘amici di penna 2.0’ non è facilissimo, soprattutto se sono giapponesi e non ne conosciamo già altri che possono presentarci. Sono un popolo molto timido e diffidente con gli stranieri.

La cosa migliore da fare è quella di partire da studenti per frequentare una scuola di giapponese in Giappone. E così crearsi una cerchia di persone amiche/conoscenti e trovare un aggancio lavorativo attraverso di loro. Non è facile ovviamente e il budget che serve per fare gli studenti in Giappone non è poco. Ma se non conosciamo nessuno che ci assume dall’Italia e quindi ci ‘regala’ un visto lavorativo, oppure non abbiamo i requisiti per il > nuovo programma per nomadi digitali che partirà presto, questo è uno dei pochi modi per fare un’esperienza di vita dai 6 mesi fino ai due anni in Giappone. Non quello di Kiawanna…

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