Il Giappone svela i suoi piani per un prossimo visto per nomadi digitali

Il Giappone svela i suoi piani per un prossimo visto per nomadi digitali

Cerchi un’opzione per rimanere in Giappone più a lungo di quanto consentito da un visto turistico standard di 3 mesi? Già dallo scorso anno il governo ha annunciato che stava cercando di creare, come hanno già fatto molti paesi asiatici, un visto giapponese per nomadi digitali. Ora abbiamo i primi dettagli su come potrebbe essere esattamente e da quando si potrà provare ad ottenerlo. Il Giappone svela i suoi piani per un prossimo visto per nomadi digitali e se avete in mente di provare a vivere in Giappone approfittandone, scoprite di seguito se rispettate i requisiti richiesti.

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Il visto per nomadi digitali è un nuovo tipo di visto sponsorizzato da circa 46 Paesi in tutto il mondo. Consente ai viaggiatori di vivere e lavorare in alcuni luoghi da remoto. Sia da liberi professionisti con partita iva, che da dipendenti con datori di lavoro di altre nazioni. Questi visti hanno chiaramente dei limiti di tempo, ovvero una durata media che va dai 6 mesi ai due anni. Devono anche rispettare degli status fiscali particolari. Alcuni paesi richiedono che i nomadi digitali paghino regolarmente tasse sul reddito, mentre altri offrono agevolazioni fiscali o addirittura esenzioni dall’imposta.

I visti per nomadi digitali hanno guadagnato grande popolarità durante la pandemia. Il turismo era limitato a causa delle restrizioni di viaggio e lavorare da remoto era diventato uno dei pochi modi per potersi spostare da un paese all’altro. Finito tutto però, fare i nomadi digitali è rimasto un buon modo per incoraggiare i viaggiatori a contribuire con parte dei loro guadagni all’economia locale del luogo da cui lavorano. E dato che attualmente molte persone vorrebbero trasferirsi anche per un breve periodo in Giappone, il governo ha pensato di sfruttare questa possibilità.

Dalla riapertura al turismo, il Giappone ha registrato un enorme aumento di ingressi nel Paese. Un visto per nomadi digitali non solo incoraggerebbe tante persone che amano il Giappone a fare questa esperienza, ma aiuterebbe anche a promuovere ulteriormente il turismo poiché i viaggiatori a lungo termine potrebbero dare dritte e parlare delle loro esperienze nel Paese. Poterci rimanere 6 mesi continuativi poi, darebbe più tempo per esplorarlo tutto a chi per farlo è costretto a farsi periodicamente un breve viaggio.

Il Giappone svela i suoi piani per un prossimo visto per nomadi digitali

Quali requisiti servono per il visto da nomadi digitali?

Vediamo ora un’anteprima di ciò che potrebbe comportare un visto per nomadi digitali in Giappone. Il viceministro dell’Istruzione, dello sport, della cultura e della scienza (MEXT) Imaeda Soichiro, ha rivelato alcuni dettagli in merito ai requisiti da rispettare per richiederlo:

  • Dimostrare di avere un reddito minimo di 10 milioni di ¥ all’anno (63.458 €).
  • Avere un’assicurazione sanitaria privata, altrimenti non si potrà usufruire del sistema sanitario nazionale giapponese.
  • I titolari di visto non saranno considerati residenti. Ciò significa che non avranno un certificato di residenza (住民票; juuminhyou) e non potranno affittare alloggi a lungo termine, ma solo brevi e più costosi.
  • Coloro che lavorano come imprenditori individuali o singoli appaltatori dovranno fornire prova di un contratto con un’organizzazione pubblica o privata all’estero.

Imaeda ha specificato che queste misure sono pensate per ‘evitare confusione tra i titolari di visto per nomadi digitali ed immigrati economici’. Questo per prevenire il free riding sull’assicurazione sanitaria e sulle risorse del Paese. I resoconti dei media locali, affermano che il Giappone mira a lanciare il visto per nomadi digitali entro la fine di marzo/inizio aprile 2024.

Il Giappone svela i suoi piani per un prossimo visto per nomadi digitali

Confronto del visto giapponese con quello di altri paesi 

In un tweet successivo, il gruppo Japan Digital Nomad Association (JDNA) ha presentato una tabella che confronta i piani del Giappone con la Corea del Sud e Taiwan.

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La Corea del Sud ha lanciato ufficialmente il visto per nomadi digitali il 1° gennaio 2024. Tecnicamente, Taiwan invece non ha un visto ufficiale per nomadi digitali. Tuttavia, questi possono trarre vantaggio dalla Employment Gold Card Nel Paese. Ecco il confronto tra i tre Paesi:

Condizioni Giappone Corea del Sud Taiwan
Paesi applicabili 46 paesi Non limitato Non limitato tranne la Cina, esclusa Hong Kong
Durata del soggiorno 6 mesi, rinnovabile dopo 6 mesi fuori 2 anni (1 anno + 1 anno di proroga) 3 anni (1 anno con proroghe, può essere convertito in visto di residenza)
Reddito 10 milioni di ¥/anno o superiore 9,15 milioni di ¥/anno o superiore 8,82 milioni di ¥/anno o superiore
Assicurazione sanitaria Richiesto piano sanitario privato Richiesto piano sanitario privato Consentito fare un’assicurazione sanitaria pubblica
Diritti di residenza Nessuno Nessuno I titolari del visto vengono conteggiati come residenti
Visti per familiari Sconosciuto Disponibile per bambini sotto i 18 anni Disponibile per coniuge, figli, genitori e nonni.

Il Giappone svela i suoi piani per un prossimo visto per nomadi digitali

Il visto giapponese per nomadi digitali è paragonabile a quello della Corea del Sud. Sebbene quello coreano consenta un soggiorno consecutivo molto più lungo, 2 anni invece di 6 mesi. Nessuno dei due paesi, tuttavia, regge il confronto con Taiwan. La sua Employment Gold Card è un visto di residenza che apre un facile percorso verso quella permanente, sia per se che per le famiglie.

Detto questo, ci sono ancora alcune cose che non sappiamo su come funzionerà il visto per nomadi digitali del Giappone. Il problema principale è se sarà cumulativo con altri tipi di visto, come quello turistico di 3 mesi. Attualmente si possono ottenere due visti turistici di 3 mesi per il Giappone, per un totale di 180 giorni consecutivi. Dopodiché si deve restare fuori dal Paese per un anno prima di poter rientrare. Altra grande questione è la famiglia, non si sa se il Giappone consentirà anche ai coniugi e ai figli dei titolari di visto per nomadi digitali di ottenerne uno per raggiungerli.

In tutti i casi il visto per nomadi digitali giapponese rappresenta un enorme passo avanti per un Paese da sempre chiuso agli immigrati. E che non cambia facilmente le proprie leggi in merito. Sebbene la durata di soli 6 mesi possa sembrare breve, i nomadi digitali si chiamano così proprio perché sono abituati a spostarsi spesso. E comunque, lo stacco obbligatorio di 6 mesi tra un visto e l’altro, consentirebbe di poterlo utilizzare almeno una volta ogni anno. Magari evitando l’umida e insopportabile stagione estiva giapponese facendosi 6 mesi nella vicina Corea ad esempio.

Ma ancora è presto per sapere tutto e non è detto che il Giappone, se l’iniziativa dovesse avere un buon riscontro, possa anche allungare la durata del visto. Come già successo in altri Paesi che hanno visto arrivare molti nomadi digitali. In conclusione: se non si è idonei a nessun altro tipo di visto lavorativo/studentesco e si soddisfano i requisiti di reddito richiesti, questa potrebbe essere una buona soluzione per provare a fare un’esperienza di vita in Giappone. Altrimenti rimangono i soliti 3 mesi turistici con proroga di altri 3.

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