Un tempio di Kyoto è alle prese con turisti che gettano rifiuti e non capiscono i divieti
Kyoto, una delle mete turistiche più iconiche del Giappone, sta affrontando una crescente problematica legata all’> overtourism, ovvero il sovraffollamento turistico. Ogni anno, milioni di visitatori affollano la città per ammirare i suoi templi antichi, i giardini zen e le tradizioni culturali millenarie dell’antica capitale giapponese. Tuttavia, l’afflusso massiccio di turisti sta causando impatti negativi sulle infrastrutture locali e sulla qualità della vita dei residenti, oltre a minare l’integrità dei luoghi storici.
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Tra i templi più colpiti dal comportamento irrispettoso dei turisti stranieri, ci sono il famoso Kinkakuji (Padiglione d’Oro), il Kyomizudera e il Fushimi Inari. Ma ultimamente anche il Kodaiji. Con i suoi oltre 400 anni di storia, questo tempio fu fondato nel 1606 da Nene, vedova del celebre signore samurai Toyotomi Hideyoshi. E’ noto per la sua architettura storica, i suoi giardini di muschio e un suggestivo sentiero nel boschetto di bambù.
Tuttavia, la bellezza struggente di questi luoghi è sempre più compromessa dalla maleducazione di alcuni visitatori, che abbandonano impunemente in giro rifiuti. Mozziconi di sigaretta, bottigliette di bevande e bastoncini del gelato si trovano continuamente in diverse aree del tempio. Spesso imboscati dietro alberi e strutture, o appoggiati sopra le pietre antiche. Il sommo sacerdote del tempio, Koin Aoyama, mostra tutto in un video:
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Nonostante i continui sforzi del personale per mantenere pulita l’area, i rifiuti continuano a comparire giorno dopo giorno. Nel video si vedono anche un divisorio in bambù e una pietra antica danneggiate da un visitatore. Il tempio ha anche affisso dei cartelli di divieto per i servizi fotografici professionali, poiché questi eventi spesso causano danni al terreno e disturbano gli altri visitatori. Sono avvisi multilingua rivolti proprio ai turisti, ma molti di loro affermano di non comprendere gli avvertimenti, sia in giapponese che in inglese.

Si spera che i visitatori stranieri del Giappone in generale, imparino a rispettare di più l’ambiente che li circonda se vogliono continuare a viaggiare liberamente nel Paese. Capisco che in alcuni luoghi turistici (tipo l’Italia), lo sporco nelle strade sia tollerato pur di avere il turismo che porta ricchezza, ma in Giappone questo ragionamento non vale. I nipponici preferiscono non averli i turisti piuttosto che sopportare le strade sporche…
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