Tutti gli omaggi all'arte italiana ed europea nel film Il Ragazzo e l'Airone

Tutti gli omaggi all’arte italiana ed europea nel film Il Ragazzo e l’Airone 

Ormai sono passate più di due settimane dall’uscita dell’attesissimo film Il Ragazzo e l’Airone in Italia. Ho visto e letto miriadi di contenuti che ne hanno parlato, con le teorie più svariate oltre alla mia interpretazione. Dato il successo planetario di questo film, che attualmente è ancora primo in classifica al box office italiano (!), tutto questo mi rende molto fiera di essere una fan storica di Miyazaki e Studio Ghibli. Da quando in Italia lo conoscevano solo i pochi appassionati di animazione giapponese.

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Ed ora sono davvero felice che anche il grande pubblico, soprattutto chi ha sempre snobbato i cartoni animati‘, si stia finalmente rendendo conto che il media non fa il contenuto. Usare la tecnica dell’animazione non vuol dire per forza sfornare prodotti per bambini. E con i film di Miyazaki e Studio Ghibli questa cosa raggiunge l’apice perché sono trasversali. Proprio a causa della loro bellezza e complessità artistica stratificata in più livelli, possono essere visti ed apprezzati a qualsiasi età.

Prendiamo ad esempio proprio il film Il Ragazzo e l’Airone. Se a vederlo è un bambino/ragazzino, potrà apprezzare la storia di un suo coetaneo che fa un avventuroso viaggio in un regno strano e fantasioso, una sorta di isekai. Per chi non sapesse di cosa si tratta è uno dei generi anime che va per la maggiore ultimamente, dove i protagonisti delle storie si ritrovano catapultati in strani mondi paralleli.

Se a guardarlo invece è un fan di Miyazaki e Studio Ghibli, la cosa si fa molto più profonda e articolata. Avendo continui rimandi autobiografici alla vita e alle opere del suo creatore, che solo chi conosce approfonditamente può cogliere. Dato che io rientro in questa categoria di spettatori, se voleste capire questo lato del film, ovvero la storia di Miyazaki come regista senza eredi, trovate il post QUI con una mia interpretazione.

Fortunatamente però, esiste una terza chiave di lettura de Il Ragazzo e l’Airone che tutti, anche chi è vergine di Miyazaki e Studio Ghibli può apprezzare. E non parlo solo del livello personale, ovvero quello che le persone possono trovare dentro di loro quando guardano una qualsiasi opera d’arte. C’è un livello in più che riguarda i rimandi artistici e letterari di cui questo film è impregnato. Chi è appassionato di arte, come la sottoscritta, avrà sicuramente già notato dei plateali omaggi. Non è un segreto che Miyazaki sia da sempre un estimatore della cultura occidentale, soprattutto europea ed italiana. Ed infatti in questo film, come in quelli precedenti, gli omaggi sono riconoscibilissimi! Partiamo da quelli più vicini a noi italiani, per poi spaziare per un totale di 7:

Tutti gli omaggi all'arte italiana ed europea nel film Il Ragazzo e l'Airone

1. Omaggio alla ‘Divina Commedia’ di Dante Alighieri

Il tunnel, che subito fa pensare a Chihiro e famiglia che nel film La Città Incantata attraversano all’inizio della storia, zoomando svela la presenza di un’iscrizione in italiano:Fecemi la divina potestate, letteralmente “mi ha creato il Padre”. A simboleggiare che attraversando il tunnel si entra nel regno dei sogni/film creato da Miyazaki, padre dello Studio Ghibli. Questa frase scritta in italiano arriva direttamente dalla Divina Commedia, dal famoso III canto dell’Inferno. Quello in cui Dante Alighieri entra nella porta degli inferi accompagnato da Virgilio, in questo caso Mahito con un Airone.

“Per me si va ne la città dolente,
per me si va ne l’etterno dolore,
per me si va tra la perduta gente.

Giustizia mosse il mio alto fattore;
fecemi la divina potestate,
la somma sapienza e ’l primo amore.

Dinanzi a me non fuor cose create
se non etterne, e io etterno duro.
Lasciate ogni speranza, voi che entrate.”

Tutti gli omaggi all'arte italiana ed europea nel film Il Ragazzo e l'Airone

2. Omaggio al film ‘8 ½’ di Federico Fellini

Il celebre 8 ½ di Fellini, vincitore dell’Oscar come miglior film straniero nel 1964, parla di un regista confuso alle prese con la sua prossima opera. Non ha idee e nella sua mente si affollano immagini, persone e sogni che non riesce a dipanare in una trama definita. E’ sul set e tutti, sia i suoi assistenti che gli attori, lo stressano continuamente per capire quale storia sta per raccontare. Cerca di imbastire alla meglio una trama, un bilancio tra realtà e fantasticherie, ricordi dei genitori morti sogni, che si intrecciano con gli avvenimenti concreti della sua vita.

Alla fine però, nel bel mezzo ad una crisi artistica, decide di abbandonare il progetto. Mentre i suoi set vengono smontati, lui è seduto in una panchina a rimuginare. E finalmente arriva il lampo di genio: il film si farà e parlerà proprio di questo. Di un regista che voleva fare un film ma non si ricorda più quale. Ecco, se avete visto Il Ragazzo e l’Airone troverete molto di tutto questo al suo interno. Oltre che un omaggio visivo spettacolare di Mahito che levita sopra le onde del mare preso proprio da un iconico fotogramma di 8 ½. Continua con altri 5 omaggi nella seconda pagina…

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