La mia interpretazione de Il Ragazzo e l'Airone: chi erediterà la torre-Studio Ghibli? 

La mia interpretazione de Il Ragazzo e l’Airone

Ho aspettato qualche giorno per sviscerare le mie personali opinioni sul nuovo film di Miyazaki. Mi serve sempre del tempo per metabolizzare qualcosa che aspettavo da così tanto di vedere. Quasi mi era passata la voglia dalla paura. Quella tipica fobia che ti prende quando non vuoi restare deluso da qualcosa a cui tieni particolarmente e in cui riponi troppe aspettative. E se poi non mi piace? Sarebbe terribile se l’ultimo acclamato film del tuo regista preferito in assoluto, praticamente il suo testamento artistico, non fosse bello come speri. 

Canale TELEGRAM! > Unitevi per restare aggiornati!

Non dirò subito se mi è piaciuto o meno. In questi primi pensieri che mi sono balenati in testa, non mi soffermerò sul lato artistico e visivo, sul quale non ho nulla da sottolineare se non che è come sempre pura arte in movimento. Non farò nemmeno una recensione, voglio solo parlare del suo criptico significato per come l’ho percepito io. Ho notato che in tanti sono rimasti perplessi, soprattutto dal finale, quindi voglio fornire loro una possibile chiave di lettura.

Credo che per la prima volta nella sua carriera, lo schivo e riservato Miyazaki in questo film abbia mostrato il fianco. Non a caso il protagonista de Il Ragazzo e l’Airone si chiama Mahito, che in giapponese vuol dire ‘sincero’. Miyazaki ha praticamente spalancato la testa per mostrarci senza remore i suoi incubi e fantasmi infantili, fino ad arrivare al suo presente da nonno. E lo ha fatto facendoci intraprendere un viaggio onirico nell’inferno della sua mente creativa. Per questo è così difficile stargli dietro in questo film, soprattutto per chi non è un fan sfegatato che conosce la sua vita e il suo pensiero.

Il Ragazzo e l’Airone è l’unico film in cui Miyazaki ci rappresenta un incubo invece che un sogno. Anche La Città Incantata parte allo stesso modo, ma poi diventa meno cupo. In quasi tutti gli altri suoi film, Miyazaki ci fa entrare dentro il suo sogno di volare, che è anche il mio sogno ricorrente. Da giovane avrebbe voluto fare il pilota, ma a causa della miopia ha dovuto rinunciare. L’unico suo film nel quale quasi nessuno vola è questo. Pur essendo pieno di uccelli, solo l’Airone vola, mentre gli altri tipo gli inquietanti parrocchetti sono talmente pesanti da non poterlo fare. L’Airone per me rappresenta il suo mentore e compare, colui che gli ha insegnato a volare con la fantasia: il compianto Isao Takahata. Questo film inizialmente avrebbe dovuto parlare della loro amicizia ma poi con la morte di Takahata, Miyazaki ha desistito. 

La mia interpretazione de Il Ragazzo e l'Airone: chi erediterà la torre-Studio Ghibli? 

Ci sono talmente tanti livelli di lettura in questo film, che non credo basti una singola visione per trovarli tutti. Io per ora, conoscendo vita e opere di Miyazaki ne ho pensato uno. Ma sono convinta che anche una mente vergine di Studio Ghibli possa trovare una sua chiave. Se voi ne avete una diversa da quella che leggerete qui di seguito, scrivetela pure nei commenti sotto a questo post su Fb. Ovviamente da ora in poi ci saranno spoiler, ma credo che se siete qui abbiate già visto il film al cinema che, con mia somma gioia, è primo in classifica in Italia! Continuiamo ad andare a vederlo per farlo ‘volare’ ancora di più, io stessa ci tornerò al più presto! Anche per riuscire a scovare nuovi dettagli ed interpretazioni ovviamente.

La mia interpretazione de Il Ragazzo e l'Airone: chi erediterà la torre-Studio Ghibli? 

Partiamo con la prima spiegazione che mi sono data, soprattutto sull’apparentemente incomprensibile finale. All’inizio di questo film il protagonista Mahito è Miyazaki, essendoci molti parallelismi con la sua vita vera. La guerra, la madre malata, il trasferimento in campagna, il padre costruttore di aerei. Da metà film in poi e fino al finale, Miyazaki diventa il barbuto prozio, mentre Mahito diventa il suo vero nipote-erede, figlio di suo figlio Goro, nel quale si rivede. Ricordo che una delle prime informazioni trapelate di questo misterioso film, uscito in Giappone senza trailer e trama, è stata proprio che Miyazaki voleva lasciarlo in eredità al nipotino. 

La mia interpretazione de Il Ragazzo e l'Airone: chi erediterà la torre-Studio Ghibli? 

La torre in cui si addentra Mahito, di cui il prozio-Miyazaki è artefice e custode, è chiaramente lo Studio Ghibli. Infatti dentro le sue mura possiamo vedere scene tipiche e personaggi ispirati ai suoi vecchi film: il tunnel de La Città Incantata, la mamma morta che si scioglie come Howl nel Castello Errante, i wara wara simili ai kodama di Mononoke o ai makkurokurosuke di Totoro.

La mia interpretazione de Il Ragazzo e l'Airone: chi erediterà la torre-Studio Ghibli? 

Tutti questi pezzi-fotogrammi di film, sono in equilibrio precario a formare la torre perché Miyazaki non ha un erede che ne aggiungerà di nuovi per farla stare ancora in piedi. Infatti il Mahito-nipote alla fine sceglie di non ereditare lo Studio Ghibli dal nonno, come ha fatto anche il padre Goro. E anche se questa sembra una scelta negativa, in realtà Miyazaki ci fa capire che è positiva. E’ come se fosse sollevato di liberare il nipote da questo peso incombente, che per tutta la vita è stato sulle spalle del figlio. 

La mia interpretazione de Il Ragazzo e l'Airone: chi erediterà la torre-Studio Ghibli? 

Goro Miyazaki, dopo una mediocre carriera da regista, ha infatti recentemente scelto di distruggere l’equilibrio dello Studio Ghibli rifiutando di dirigerlo. Così la quota di maggioranza della sua proprietà è stata ceduta all’emittente televisiva Nippon Tv. Non a caso il Re parrocchetto, che rappresenta proprio Goro, sul finale distrugge la torre di formine di pietra che il prozio-Miyazaki fa stare in equilibrio. Goro non solo non vuole lo Studio Ghibli per sé, ma non vuole nemmeno che sia il figlio ad ereditarlo, piuttosto lo fa crollare. Vuole risparmiargli quello che ha passato lui, che non è mai stato artisticamente all’altezza del padre.

E allora, che fine farà la torre Ghibli una volta che Miyazaki sarà morto? Se non esiste un erede, il lavoro di una vita e tutte le sue raccomandazioni per l’umanità come l’odio per la guerra e per l’inquinamento, che fine faranno? A cosa sono serviti i suoi film passati se ancora nel 2024 i conflitti si susseguono senza sosta e il disastro ambientale è addirittura aumentato? E’ stato tutto inutile? Questa è la domanda fondamentale del film che, guarda caso, ha come titolo originale il molto più azzeccato Kimi-tachi wa dō ikiru ka?, ovvero E voi come vivrete? E non il semplicistico Il Ragazzo e l’Airone che è molto meno emblematico.

La mia interpretazione de Il Ragazzo e l'Airone: chi erediterà la torre-Studio Ghibli? 

E noi come vivremo? Ebbene, quando Miyazaki morirà, dopo aver elaborato il lutto come lui ci mostra in questo film, capiremo che i suoi eredi siamo noi! Ecco perché questo film e il suo finale mi sono piaciuti. Siamo noi che continuando a guardare le opere di Miyazaki e a farci ispirare in qualsiasi ambito artistico o filosofico, portiamo avanti i suoi intenti. Copiamolo sia da artisti che non, attraverso le idee di pacifismo ed ecologismo che ha voluto divulgare nei suoi film. Facciamolo per creare un mondo migliore di quello che purtroppo è ancora adesso.

E tra tutti noi che lo ammiriamo e lo ammireremo anche dopo la sua morte, magari potrebbe nascere un nuovo Miyazaki. Anche se in tanti lo copieranno, dai suoi insegnamenti potrà generarsi qualcosa di nuovo, non necessariamente collegato al cinema d’animazione tradizionale. Potrebbe essere anche una nuova forma d’arte visiva che ancora non è stata nemmeno inventata. Ma sono sicura che prima o poi, prevedibilmente in Giappone ma non è detto, arriverà un nuovo Miyazaki. Magari c’è già e si chiama Hideaki Anno, Masaaki Yuasa o Mamoru Hosoda, tre dei registi di anime più promettenti al momento. E se invece dovesse ancora nascere, sono certa che le opere del Maestro Miyazaki saranno sempre lì ad aspettarlo ed ispirarlo. 

Post consigliato > Conan, il primo anime diretto da Hayao Miyazaki, diventa uno spettacolo teatrale


La mia interpretazione de Il Ragazzo e l’Airone