Suicidi infantili in Giappone ai massimi storici

Suicidi infantili in Giappone ai massimi storici

Negli ultimi anni, il tasso di suicidi tra gli adulti in Giappone ha registrato un calo costante, e questa tendenza positiva continua tutt’oggi. Tuttavia, purtroppo il numero di suicidi tra bambini e minori in età scolare ha raggiunto livelli senza precedenti, mettendo le autorità nipponiche di fronte a una sfida complessa e delicata: i suicidi infantili in Giappone sono ai massimi storici.

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Dati allarmanti

Secondo i dati riportati dal giornale giapponese > FNN Prime Online, nel corso dell’ultimo anno (2024) si sono verificati 22.680 suicidi totali in Giappone. Con una diminuzione di 1.569 casi rispetto all’anno precedente. Si tratta del secondo tasso di suicidio più basso mai registrato dal 1978, anno in cui il paese ha iniziato a raccogliere statistiche in materia. Nel complesso includono 13.763 uomini e 6.505 donne, praticamente il suicidio femminile è la metà di quello maschile.

Al contrario purtroppo, il numero di suicidi tra gli studenti delle scuole elementari, medie e superiori ha raggiunto un nuovo record nel 2024: 527 casi, con un aumento di 14 ragazzi rispetto all’anno precedente. Questo dato, il più alto dal 1980, include 15 bambini delle scuole elementari, 163 studenti delle scuole medie e 349 delle scuole superiori. Il numero maggiore arriva dai più grandi ovviamente, ma il suicidio di 15 bambini così piccoli fa molto riflettere…

Suicidi infantili in Giappone ai massimi storici

Le cause del disagio

Le principali motivazioni che spingono i minori di 19 anni al suicidio includono problemi scolastici, incertezza sul proprio futuro, difficoltà legate alla salute mentale e problemi familiari. L’ONG Daisan no Kazoku, intervistata dall’emittente > NHK News, ha rivelato che la sua piattaforma anonima per bambini riceve circa 5.000 messaggi al mese. Molti di questi evidenziano il senso di rifiuto da parte dei genitori, l’imposizione di una visione del mondo troppo rigida o la mancanza di comprensione riguardo alle difficoltà legate all’identità di genere o ai problemi di salute mentale.

Suicidi infantili in Giappone ai massimi storici

A tutto questo si aggiunge il noto problema del > bullismo giovanile giapponese, che spesso nasconde le motivazioni dietro ad un suicidio in età scolare. L’ijime, parola giapponese che lo identifica, è per molti versi più cattivo e distruttivo rispetto a quello occidentale. E’ un bullismo spietato, che abbatte psicologicamente la vittima, al punto che chi è preso pesantemente di mira arriva a togliersi la vita piuttosto che continuare a subirlo. Questo supplizio per alcuni ragazzini inizia presto, fin dalle elementari. I bambini molto piccoli sanno essere tremendamente cattivi perché senza filtri.

Haruka Okamura, a capo di Daisan no Kazoku, ha sottolineato che, sebbene alcuni ragazzi si rivolgano a linee di assistenza o a centri di consulenza, moltissimi evitano di parlarne con gli adulti perché si vergognano. “Dobbiamo creare nuove strategie per offrire supporto ai bambini e ragazzi che non hanno nessuno a cui rivolgersi”, ha dichiarato.

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Un problema sociale più ampio

Secondo Karin Moriyama, ricercatrice presso il Nanzan University Institute for Social Ethics, la situazione è peggiorata dopo il ritorno a scuola post-pandemia. Inoltre, con gli adulti sempre più preoccupati per l’aumento del costo della vita a causa della grande inflazione, più le solite difficoltà lavorative quotidiane, genitori e società giapponese tutta faticano a riconoscere segnali di disagio nei bambini. Per questo motivo, Moriyama sottolinea l’importanza di aiutarli a costruire “reti di sicurezza”, anche attraverso legami sociali deboli, ma comunque significativi per una giovane mente.

Dove chiedere aiuto

Se tu o qualcuno che conosci sta affrontando un periodo difficile, è fondamentale cercare supporto. In Giappone è possibile contattare:

  • Kokoro no kenkou soudan (こころの健康相談) al numero 0570-064-556, gestito dalle organizzazioni prefettizie e cittadine.
  • Inochi no denwa (いのちの電話) al numero 0570-783-556, gestito dalla Federazione di Inochi No Denwa.
  • Per assistenza in inglese in loco, è disponibile anche il servizio > TELL.

In Italia invece è possibile contattare Telefono Amico Italia. Al numero 02 2327 2327 c’è sempre qualcuno che risponde, tra le 9 del mattino e mezzanotte. Oppure Telefono Amico Cevita, i cui volontari rispondono ventiquattro ore su ventiquattro al numero 02 99777.

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