Straniero condannato a 8 mesi di carcere per una scritta con lo spray

Straniero condannato a 8 mesi di carcere per una scritta con lo spray 

Un uomo cinese di 29 anni è stato condannato a otto mesi di prigione dopo aver vandalizzato il Santuario Yasukuni di Tokyo con della vernice spray. Il 31 maggio scorso, Jiang Zhuojun si è recato al santuario situato nel quartiere Chiyoda della capitale giapponese. Qui, con una bomboletta rossa, ha scritto la parola ‘toilet’ (toilette) su uno dei pilastri di pietra del luogo di culto. Uno straniero è stato condannato a 8 mesi di carcere per una scritta con lo spray.

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Dopo essere stato identificato e incriminato a luglio, Jiang ha affrontato ora il processo. Ed è stato giudicato colpevole di danneggiamento di proprietà e mancanza di rispetto verso un luogo sacro, reati considerati gravi in Giappone. La sentenza, emessa dalla Corte distrettuale di Tokyo il 25 dicembre, prevede una pena detentiva di 8 mesi senza sospensioni.

Straniero condannato a 8 mesi di carcere per una scritta con lo spray

Il significato del Santuario Yasukuni

Fondato nel 1869, il Santuario Yasukuni è un luogo dedicato ai soldati giapponesi caduti in battaglia, compresi quelli morti nella Seconda guerra mondiale. Questo lo rende oggetto di controversie, specialmente con nazioni come Cina e Corea del Sud, che furono vittime delle campagne militari giapponesi nella prima metà del XX secolo.

Sebbene molti giapponesi non lo considerino un simbolo politico, per alcuni è percepito come un luogo che riflette tensioni storiche e politiche. Il registro del Santuario include i nomi di 2,4 milioni di soldati, tra cui 1.066 criminali di guerra. Tuttavia, è famoso anche per altre caratteristiche peculiari, come la presenza dell’albero campione di Sakura di Tokyo, utilizzato per segnare l’inizio ufficiale della stagione primaverile.

Straniero condannato a 8 mesi di carcere per una scritta con lo spray

Il movente e la risposta della corte

Durante il processo, Jiang ha dichiarato che il suo gesto non era legato a risentimenti storici verso il Giappone, bensì a una protesta contro il > rilascio controllato di acqua trattata dalla centrale nucleare di Fukushima nell’oceano. Un’operazione approvata dall’Agenzia internazionale per l’energia atomica e considerata attualmente non pericolosa. La corte, tuttavia, ha respinto questa giustificazione, affermando che “non è accettabile esprimere dissenso attraverso atti illegali”. Non sono stati menzionati provvedimenti alternativi come la libertà vigilata, il che implica che Jiang dovrà scontare la pena in carcere.

Un monito per i residenti stranieri

La condanna sottolinea come lo status di cittadino straniero in Giappone non garantisca trattamenti più indulgenti per i crimini commessi. In altri Paesi spesso si chiude un occhio quando un turista o ospite straniero fa qualche reato di lieve entità. Ma non in Giappone. Episodi di vandalismo, anche se motivati da proteste, possono avere conseguenze legali molto severe. Questo caso dimostra che, oltre a una possibile deportazione, anche la reclusione è una realtà concreta per chi viola la rigide leggi giapponesi.

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