Startup giapponese realizza un robot gigante pilotabile

Startup giapponese realizza un robot gigante pilotabile 

Il Giappone si sa, è la terra dei robottoni. I giapponesi hanno una passione smisurata, ormai da molti decenni, per questi ‘giganti di ferro’ manovrati dal pilota umano di turno. Partendo da Mazinga, Jeeg Robot, Gundam, fino ad arrivare al più recente Evangelion. Tutti i bambini, adolescenti e adulti giapponesi e del mondo, hanno sognato almeno una volta di pilotare un mecha gigante.

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Ed ora, questo sogno diventerà realtà. Una startup nipponica, la Tokyo Tsubame Industries, ha progettato un robot pilotabile alto 4,5 metri che potrà essere realmente acquistato da privati. Alla ‘modica’ cifra di 445 milioni di ¥ (crc. 2,8 milioni di €). Nel costo è previsto anche un anno di manutenzione e riparazioni senza spese aggiuntive. Un vero affare no?

L’automa gigante si chiama Archax dal nome di un dinosauro alato. All’interno dell’abitacolo di pilotaggio, ci sono molti monitor con le immagini provenienti da telecamere esterne. Grazie a queste, è possibile manovrare braccia e mani del robottone attraverso joystick e pedali come se stessimo giocando ad un videogioco.

Startup giapponese realizza un robot gigante pilotabile

Il peso di Archax è di circa 3,5 tonnellate e può essere utilizzato in due diverse modalità: una eretta tipo umanoide e una versione veicolo a 4 ruote, che potrà viaggiare fino a 10 km/h. Il suo telaio contiene ferro, alluminio e acciaio ed è rivestito in fibra di plastica rinforzata e filamenti stampati in 3D. I suoi colori standard sono blu e giallo, ma i clienti potranno richiedere altri colori al momento dell’ordinazione. I tempi di consegna vanno dai 12 ai 18 mesi. Il robot sarà presentato ufficialmente a fine ottobre nel corso del Japan Mobility Show.

Startup giapponese realizza un robot gigante pilotabile

Ryo Yoshida, 25enne amministratore delegato della Tsubame Industries, spiega:

“Il Giappone è conosciuto nel mondo per le sue capacità nei settori dell’animazione, dei videogiochi della robotica e dell’automotive. Per questo ho pensato che sarebbe stato fantastico creare un prodotto che racchiudesse in sé tutti questi elementi. Volevo creare qualcosa che dicesse: ‘Questo è il Giappone’”.

La speranza di Yoshida, oltre che di vendere almeno 5 esemplari del suo robot, è che un giorno possa essere utilizzato nei soccorsi in caso di calamità o nell’industria spaziale. Yoshida si è avvicinato all’industria manifatturiera in tenera età, imparando a saldare nella carpenteria di suo nonno. In seguito, ha fondato un’azienda che produceva protesi di mani mioelettriche. Oggi si dice:

“Ansioso di contribuire a mantenere saldo il vantaggio competitivo del Giappone nel settore manifatturiero. Imparando dalle generazioni precedenti e portando avanti la tradizione”.

In molti hanno notato una certa somiglianza tra Archax e Gundam. D’altronde il direttore tecnico della Tsubame, Hironori Ishii, ha partecipato alla progettazione del Gundam mobile a grandezza naturale di Yokohama. Sotto trovate un video dal canale di Tsubame, dove si vede il robot in azione.

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