Scandalo in Giappone: eletto consigliere comunale con 99 denunce di molestie
In Giappone sta facendo discutere l’elezione di Hideo Kojima, 75 anni, ex sindaco della città di Ginan (prefettura di Gifu). Si era dimesso lo scorso anno dopo un clamoroso scandalo legato a ben 99 accuse di molestie sessuali verso colleghi. Nonostante tutto questo, Kojima è riuscito a conquistare un seggio come consigliere comunale, arrivando secondo su dieci candidati eletti!
Lo scandalo e le dimissioni
Kojima si era dimesso nel marzo 2024, dopo che un’indagine interna lo aveva accusato di numerosi episodi di molestie nei confronti di dipendenti comunali. Tra i comportamenti segnalati: palpeggiamenti, pacche sulle natiche, richieste inappropriate e gesti ritenuti invadenti. Secondo il rapporto, Kojima avrebbe detto che “le sue mani e le sue gambe erano belle e lisce” per costringere le dipendenti a toccarle. Oltre che fatto commenti pesanti e fuori luogo durante l’orario di lavoro.
Nel corso dell’indagine, il comitato ha intervistato 193 dipendenti comunali: tra i 161 che hanno risposto, oltre la metà, il 53% degli uomini e il 58% delle donne, ha dichiarato di aver subito comportamenti del sindaco che li hanno messi a disagio. Lui, in conferenza stampa, ha respinto buona parte delle accuse, sostenendo che si trattava di malintesi: ‘Sembrava che li abbracciassi, ma non lo facevo davvero’, ha dichiarato in lacrime, aggiungendo che i suoi gesti erano solo segni di gratitudine.
La controversa rielezione
Nonostante lo scandalo, gli elettori di Ginan hanno deciso di riportarlo in politica. ‘Il risultato dimostra che i residenti si fidano ancora di me’, ha commentato commosso Kojima dopo la vittoria, ammonendo i giornalisti a “non menzionare più le accuse di molestie sessuali”. La notizia ha però scatenato un’ondata di indignazione sui social. Su X (ex Twitter), molti utenti hanno espresso rabbia e sgomento:
-
“Quindi agli elettori non importa nulla delle vittime? Vergognatevi”.
-
“Sono così scioccata da essere senza parole. Mi dispiace molto per quelle dipendenti”.
Un problema culturale più ampio
Il caso Kojima mette nuovamente in luce la difficile condizione delle donne in Giappone. Nell’ultimo > Global Gender Gap Index 2024 del World Economic Forum, il Paese si è classificato al 118° posto su 148 nazioni, confermando una persistente disparità di genere, soprattutto nel mondo politico e lavorativo.
Il movimento MeToo in Giappone è decollato con ritardo rispetto ad altri Paesi: molte vittime hanno paura di parlare per timore di ritorsioni o stigma sociale, tipico nel Paese. Tuttavia, alcuni casi di alto profilo hanno iniziato a incrinare il silenzio e a spingere l’opinione pubblica a interrogarsi sul sessismo ancora radicato nella società nipponica.
Una ferita aperta
L’elezione di Hideo Kojima non è soltanto un fatto politico locale: è un segnale che solleva interrogativi più ampi sul rapporto tra potere e consenso. Mentre parte dell’elettorato sembra aver scelto di dimenticare quanto accaduto solo poco tempo fa, molte voci critiche ricordano che dietro quelle accuse ci sono persone che si sono sentite umiliate e ferite.
Il rischio ora è che un simile precedente scoraggi ancora di più chi vorrebbe denunciare abusi e comportamenti inaccettabili. E purtroppo questa è una cosa molto comune in Giappone, dove si preferisce sempre tacere il disagio personale pur di non creare scompiglio nella società.
Post consigliato > Il rapporto sul ‘divario di genere 2025’ rivela che il Giappone resta fanalino di coda del G7
Scandalo in Giappone: eletto consigliere comunale con 99 denunce di molestie
Canale TELEGRAM! > Unitevi per restare aggiornati!





