Il rapporto sul 'divario di genere 2025' rivela che il Giappone resta fanalino di coda del G7

Il rapporto sul ‘divario di genere 2025‘ rivela che il Giappone resta fanalino di coda

Il nuovo Rapporto 2025 del World Economic Forum (WEF) sul divario di genere mostra un quadro contrastante per il Giappone: piccoli passi avanti in alcuni settori, ma un brusco arretramento nella rappresentanza politica. Il Paese mantiene la 118° posizione su 148 nazioni, confermandosi all’ultimo posto tra i membri del G7, nonostante alcuni segnali positivi. Il rapporto sul ‘divario di genere 2025’ rivela che il Giappone resta fanalino di coda.

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Il Giappone ha registrato un lieve miglioramento complessivo dello 0,3% nella parità di genere, avvicinandosi al suo record del 67% stabilito nel 2015. Tra i progressi evidenziati:

  • Crescita della partecipazione economica femminile, dal 56,8% al 61,3%, grazie a un maggior numero di donne nella forza lavoro;

  • Aumento della presenza femminile nei ruoli di leadership, dal 14,6% al 16,1%;

  • Leggero incremento nella parità di reddito stimato, dal 58,3% al 59,2%.

Il rapporto sul 'divario di genere 2025' rivela che il Giappone resta fanalino di coda del G7

Battuta d’arresto nella rappresentanza politica

Nonostante questi dati incoraggianti, il Giappone ha perso terreno nella categoria dell’empowerment politico, scendendo dall’11,8% all’8,5%. La causa principale è il crollo della rappresentanza femminile nel governo nazionale: nel nuovo esecutivo guidato da Shigeru Ishiba, solo il 10% dei ministri sono donne, rispetto al 25% dell’anno precedente.

Questo calo è particolarmente significativo, poiché nel 2024 il Giappone aveva raggiunto il suo punteggio più alto di sempre in questa area. In generale, la presenza femminile nella politica giapponese resta molto limitata, soprattutto a livello locale. Tuttavia, si registrano segnali di cambiamento: alle ultime elezioni per la Camera Bassa sono state elette nuove figure femminili, e resta da vedere se questo trend proseguirà nelle imminenti elezioni per la Camera Alta. Va anche ricordato che il Giappone non ha mai avuto una donna Primo Ministro nella sua storia recente.

Ultimo nel G7

Nella classifica globale del WEF, il Giappone resta il Paese peggio posizionato tra le nazioni del G7. Anche l’Italia non è messa benissimo, è penultima, ma incredibilmente va meglio dei nipponici. Ecco la situazione attuale:

  • Regno Unito: 4°

  • Germania: 9°

  • Canada: 32°

  • Francia: 35°

  • Stati Uniti: 42°

  • Italia: 85°

  • Giappone: 118°

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I Paesi più virtuosi

In cima alla classifica per la parità di genere troviamo come sempre i Paesi nordici: Islanda, Finlandia e Norvegia guidano il mondo per le politiche inclusive e le opportunità garantite alle donne. Di recente, l’Imperatore giapponese Naruhito ha chiesto alla presidente islandese Halla Tómasdóttir quale sia stato il segreto del successo del suo Paese.

La risposta? Nel 1975, uno storico sciopero generale delle donne paralizzò l’Islanda, dando avvio a una trasformazione profonda e duratura. Da allora, il Paese ha investito sistematicamente nell’uguaglianza di genere. In Giappone invece non sanno nemmeno cosa significhi la parola sciopero.

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