Gender gap in Giappone: nessun miglioramento

Gender gap in Giappone: nessun miglioramento 

Il recente rapporto del WEF (World Economic Forum) sul divario di genere tra i due sessi, dipinge un quadro ancora scoraggiante per le donne in Giappone. Per la seconda volta consecutiva, il paese non ha registrato alcun progresso significativo nella parità di diritti umani e opportunità economiche per il genere femminile. Rimanendo tristemente indietro rispetto ad altri paesi sviluppati.

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Mentre le donne giapponesi hanno ottenuto buoni risultati in termini di istruzione e salute, con un tasso di alfabetizzazione femminile del 100% e una bassa mortalità materna, la loro rappresentanza politica ed economica rimane tutt’ora desolante nel 2024. Le donne sono sotto-rappresentate sia in politica che nel mondo del lavoro. Al Governo occupano solo il 26% alla Camera alta dei Consiglieri e un misero 10% alla Camera dei Rappresentanti. Ancora più preoccupante è l’assenza di donne ai vertici del potere, con il Giappone che non ha mai avuto una donna Primo Ministro.

Gender gap in Giappone: nessun miglioramento

In termini di diritti umani, il WEF ha anche classificato il Giappone come avente diritti limitati in due aree: diritto al divorzio e autonomia riproduttiva. Le donne in Giappone faticano ad accedere ad esempio alla pillola abortiva (del giorno dopo), che è ancora disponibile solo su prescrizione medica.

Anche se in Giappone le donne hanno accesso alle stesse opportunità educative degli uomini, ciò non si traduce in altrettante opportunità economiche. A parità di lavoro, guadagnano il 21% in meno degli uomini. Sono inoltre escluse dai ruoli di leadership nelle aziende, dove solo il 15,5% dei posti nei consigli di amministrazione è occupato da donne.

Gender gap in Giappone: nessun miglioramento

Inoltre, si trovano ad affrontare uno squilibrio anche in casa. Il WEF afferma che in Giappone le donne lavoratrici spendono anche il 15,14% del loro tempo libero nei lavori domestici. A differenza degli uomini che, usciti da lavoro, ne spendono solo il 3,12%. Le difficoltà del Giappone rispecchiano una tendenza più ampia nell’intera Asia orientale, mentre l’Europa ha molti paesi nei primi posti. Su 146 paesi totali presi in esame, il Giappone è al 118 posto, mentre l’Italia all’87.

Il WEF evidenzia anche una lentezza nei progressi verso la parità di genere, stimando che al ritmo attuale ci vorranno cinque generazioni per colmare il divario esistente. La strada è ancora lunga, ma la speranza non è perduta. Il Giappone ha le potenzialità per diventare un Paese più equo e giusto per entrambi i generi. Tuttavia, è necessario un impegno concreto da parte di tutti i settori della società per realizzare questo obiettivo.

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