Chiuso per la prima volta Host Club giapponese che spingeva donne indebitate a prostituirsi

Chiuso per la prima volta Host Club giapponese che spingeva donne indebitate a prostituirsi

In Giappone gli Host Club sono locali dove giovani uomini affascinanti intrattengono ospiti donne mentre bevono costosi alcolici. Esiste anche la versione al femminile, gli Hostess Club. Funzionano con un sistema di credito, chiamato ‘urikakekin’, che consente ai clienti di non pagare subito le consumazioni, ma di accumularle a debito per poi saldarle. Le signore, inebriate dall’alcool e dalle mille attenzioni degli aitanti ragazzi, non si rendono conto dell’ammontare delle loro spese e si ritrovano poi con conti da capogiro. Questo sistema è architettato per poi spingere chi non può pagare, alla prostituzione. Per la prima volta in Giappone, un club che attuava un tale sistema è stato costretto a chiudere. Ma andiamo con ordine.

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Il club in questione, il LOVE del quartiere a luci rosse Kabukicho a Tokyo, ha chiuso lo scorso 20 maggio per mano della Commissione metropolitana di pubblica sicurezza. Il suo proprietario Sato (pseudonimo), è stato arrestato per istigazione alla prostituzione. Una sua cliente, Tanaka (pseudonimo), aveva accumulato un debito di 10 milioni di ¥ (crc. 70.000 €) frequentando il locale. Così Sato l’aveva spinta a prostituirsi per ripagarlo. La donna fortunatamente ha trovato il coraggio di denunciare l’accaduto, purtroppo non tutte ci riescono.

Ma come funzionano questi Host Club e come riescono ad accalappiare le clienti e costringerle a vendersi per saldare i debiti? La storia di Tanaka, una giovane donna di 20 anni che lavorava nel commercio al dettaglio a Shinjuku, è emblematica. Per affrontare la solitudine e la noia dopo una lunga giornata di lavoro, ha cercato un po’ di sollievo avventurandosi per la prima volta in un Host Club chiamato LOVE. Essendo una nuova cliente e senza un host assegnato, la donna si ritrovò circondata da diversi ragazzi e passò la serata a bere e chiacchierare con loro. Solitamente ogni cliente poi sceglie il suo intrattenitore fisso e preferito. Scambiò i contatti LINE (il Whatsapp giapponese) con alcuni host, ma solo uno, Sato, la chiamò quella notte stessa.

Chiuso per la prima volta Host Club giapponese che spingeva donne indebitate a prostituirsi

La loro conversazione telefonica durò per circa due ore, al termine delle quali Sato le chiese di tornare assolutamente a trovarlo al LOVE. Tanaka, inizialmente era restia a causa delle sue limitate finanze, ma il ragazzo la convinse dicendole che i soldi li avrebbe forniti lui, pur di rivederla. Al loro secondo incontro, Sato le regalò 30.000 ¥ (crc. 175 €) e la riportò al club. Tanaka spese tutto, apprezzando la gentilezza e le mille attenzioni del suo host. In seguito, il ragazzo la invitò pure a cena a sue spese e poi in hotel. Ormai Tanaka era completamente innamorata, ignara che l’interesse di Sato fosse solo una tattica per incastrarla economicamente.

I sentimenti di Tanaka per Sato crescevano, mentre il suo conto in banca si svuotava rapidamente, continuando a frequentare il club per vederlo. Per far fronte alle spese sempre più elevate, Tanaka decise di lasciare anche il lavoro nel commercio al dettaglio per guadagnare di più. Iniziò così come ‘soap girl’ nelle Soapland di Yoshihara, una lavoro decisamente più remunerativo. Si tratta di locali di intrattenimento erotico soft, dove ufficialmente si va per farsi lavare da belle ragazze in costume da bagno, dato che i bordelli veri e propri sono illegali in Giappone. Ma poi al loro interno può succedere di tutto, previo accordo e pagamento aggiuntivo ovviamente.

Chiuso per la prima volta Host Club giapponese che spingeva donne indebitate a prostituirsi

Così, sotto l’influenza di Sato, Tanaka si è ritrovata ben presto intrappolata in un ciclo di debiti e prostituzione senza uscita. Spese folli al LOVE, torri di champagne e ruote panoramiche di tequila, la portarono ad accumulare un debito totale di 10 milioni di ¥ (70.000 €), impossibile da ripagare con il solo lavoro da soap girl senza andare oltre. Tuttavia, Tanaka ad un certo punto dice basta e riesce a trovare la forza per sfuggire a questa vita. Denunciando alle autorità e grazie all’aiuto di persone amiche, è riuscita a liberarsi di Sato e dei debiti, lasciando per sempre il mondo degli Host Club. Ora ha un lavoro normale ed è felicemente sposata con un altro uomo.

La decisione di chiudere un locale come il LOVE, è un segnale forte per il Giappone. Da anni vanno avanti queste modalità criminali, non dimentichiamo che dietro alle attività illecite di Kabukicho c’è sempre la mafia giapponese > Yakuza. Ma ora pare che le autorità giapponesi stiano smettendo di chiudere più di un occhio prendendo sul serio la questione degli Host Club. Oltre alla chiusura del suo locale, Sato è stato bandito per cinque anni dall’industria dell’intrattenimento. Tanaka ha ricevuto sostegno dal governo e ora si è rifatta una vita. E questo è solo l’ultimo esempio della repressione in corso contro questi club. Negli ultimi mesi la polizia di Tokyo ne ha chiusi diversi altri, la maggior parte per violazioni come vendita di alcolici a minorenni e esercizio senza licenza.

Sono in corso numerose proteste e proposte di riforma per combattere lo sfruttamento della prostituzione nel settore. Recentemente, è nata anche un’associazione dei club di Shinjuku che collaborerà con le autorità per abbassare i prezzi e aumentare il limite di età per gli ospiti a 20 anni. Sono disponibili anche delle risorse per aiutare le ragazze cadute nella trappola degli Host Club. Esiste un’associazione per la tutela delle vittime dello sfruttamento della prostituzione chiamata > Seiboren. Questo ‘Consiglio dei padri e delle madri per la protezione dei giovani’ ha sede a Tokyo ed è raggiungibile dal Giappone al numero 03-5291-5335.

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