Previsto mega-terremoto nella Fossa di Nankai in Giappone
Un recente rapporto del governo giapponese ha lanciato un grave allarme sulle possibili conseguenze di un terremoto di magnitudo 9 nella Fossa di Nankai. Una spaccatura sottomarina altamente sismica che corre lungo il Giappone per 900 km al largo della costa pacifica. Secondo le stime degli esperti, un evento di tale portata potrebbe causare circa 300.000 morti e danni economici pari a 270 trilioni di ¥ (circa 1,6 trilioni di €).
La Fossa di Nankai è nota per aver generato terremoti devastanti con una cadenza di 100-150 anni l’uno dall’altro. Lo scenario più critico ipotizza un sisma che si verifichi in una serata invernale, con conseguenti crolli diffusi, enormi tsunami e incendi. La prefettura di Shizuoka sarebbe la più colpita, con un bilancio stimato di 100.000 vittime. Inoltre, sarebbero tra i 26.000 e i 52.000 i decessi correlati al disastro nei rifugi di emergenza. Considerando anche che il Giappone ha una popolazione media molto avanti con l’età.
Le previsioni di mortalità sono state ridotte nel corso degli anni rispetto alle stime precedenti grazie a migliori strategie di prevenzione. Un aspetto che il Giappone tiene presente da sempre, con edifici e infrastrutture totalmente antisismiche ovunque, oltre che > preparazione ed esercitazioni costanti per tutta la popolazione fin dalla tenera età.
L’impatto economico stimato di un Big One nipponico invece è ora aumentato del 26%. A causa sia della crescente inflazione e quindi dello Yen debole, che di un’analisi più dettagliata dei dati rispetto al passato. Di fronte a questi rischi, il governo giapponese ha annunciato l’intenzione di rivedere i piani di gestione dei disastri naturali e di istituire una nuova agenzia per la loro prevenzione entro il 2026.
La probabilità di un mega-terremoto di magnitudo 9 nei prossimi 30 anni è ora salita all’80%. Ad agosto 2024, dopo il > sisma di 7.1° al sud del Giappone, era del 70%. Risultano essenziali misure eccezionali, sia per limitare quanto più possibile la perdita di vite umane, che danni e devastazioni. Le autorità invitano la popolazione a prepararsi adeguatamente e avere sempre pronti dei > kit di sopravvivenza e scorte varie.
Il problema saranno i sempre più numerosi turisti stranieri che visitano il Giappone. Questi difficilmente saranno abituati ad avere a che fare con cataclismi di questa portata e ad affrontarli con lucidità e pragmatismo come fanno i giapponesi. Sarà ovviamente necessario fare qualcosa per istruirli, magari con dei mini corsi all’arrivo e materiale informativo in tutte le lingue.
Inoltre gli esperti sottolineano l’importanza di investire ulteriormente in infrastrutture sicure, migliorare i sistemi di allerta precoce che appaiono già sui loro smartphone e aumentare ulteriormente l’educazione pubblica. Anche se sono già molto avanti rispetto al resto del mondo. Tutto per ridurre al minimo l’impatto che un sisma di magnitudo 9 avrebbe comunque sul Paese, pur con tutte le precauzioni adottate. Il Giappone si prepara ormai da decenni ad affrontare questa incombente minaccia. E continuerà ad impegnarsi per proteggere le persone e ridurre quanto più possibile le conseguenze umane ed economiche della spada di Damocle naturale che ha sotto i piedi.
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