Oltre l’80% dei soccorsi fuoripista in Hokkaido riguarda stranieri
L’Hokkaido, la prefettura più settentrionale e nevosa del Giappone, è da anni un paradiso per sciatori e snowboarder. Località come Niseko e Furano attirano appassionati da tutto il mondo grazie alla qualità eccezionale della neve secca e farinosa, alla stagione lunga e, più recentemente, al boom turistico favorito dalla debolezza dello ¥. 
Ma dietro l’immagine da cartolina degli stranieri in vacanza sulla neve in Giappone, si nasconde una crescente tensione: oltre l’80% degli interventi di soccorso per sciatori fuoripista, riguarda cittadini stranieri. E questa cosa ai giapponesi non va giù per niente.
I numeri dei soccorsi: 82,8% stranieri
Secondo la polizia della prefettura di Hokkaido, tra la fine di novembre e il 2 febbraio 2026 sono stati soccorsi 58 sciatori e snowboarder che avevano lasciato le aree consentite. Di questi, 48, pari all’82,8%, erano stranieri. Molti visitatori, attratti dalla famosa ‘powder snow‘ giapponese, decidono di avventurarsi oltre i confini delle piste battute, pur essendoci moltissimi cartelli di divieto.
Tuttavia, la curiosità e l’incoscienza spesso supera la preparazione tecnica: c’è chi si perde, chi rimane bloccato in zone impervie, chi si infortuna o resta intrappolato dal maltempo. In diversi casi sono intervenuti elicotteri della polizia per recuperare i dispersi. Ecco un video della polizia della prefettura di Hokkaido che effettua il salvataggio in elicottero di uno studente universitario disperso.
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Perché la polemica è così accesa?
La questione non riguarda lo sci in sé. Gli incidenti in montagna possono capitare a chiunque. Ciò che irrita parte dell’opinione pubblica giapponese è la percezione che molti incidenti siano il risultato di una scelta deliberata di ignorare regole e divieti chiaramente segnalati. Una cosa che fanno spesso gli stranieri, meno ligi alle regole dei giapponesi.
La tensione è aumentata anche dopo i casi dello scorso anno, quando alcuni > escursionisti stranieri sono stati soccorsi sul Monte Fuji durante il periodo ufficiale di chiusura dei sentieri. In un episodio molto discusso, un turista ha richiesto assistenza due volte in 5 giorni. A questo si aggiunge un malcontento economico: nelle località sciistiche di Hokkaido, ristoranti e hotel hanno aumentato sensibilmente i prezzi per intercettare il turismo internazionale. Molti residenti, che non beneficiano di un tasso di cambio favorevole a causa dello yen debole, si sentono esclusi dal proprio territorio e penalizzati dall’aumento del costo della vita.

Chi paga i soccorsi?
Dal punto di vista legale, la situazione è complessa. Se intervengono polizia e vigili del fuoco, i costi non vengono generalmente addebitati direttamente alla persona soccorsa. Si tratta di servizi pubblici, finanziati con le tasse, proprio come accade per un furto o un incendio domestico.
Tuttavia, non sempre i soccorsi sono gestiti esclusivamente da enti pubblici. In alcune località, come nella zona di Furano, le operazioni possono coinvolgere squadre di soccorso civili o private. In questi casi le cifre possono essere molto elevate:
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circa 20.000 ¥ (circa 110 €) all’ora per il personale
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circa 50.000 ¥ (circa 275 €) all’ora per l’utilizzo di una motoslitta
Un recente intervento notturno durato tre ore si è concluso con una fattura superiore a un milione di ¥ (crc. 5.000 €). Quando invece intervengono solo forze pubbliche, i costi ricadono sull’amministrazione locale, alimentando il malcontento sull’uso delle tasse dei residenti.
Le reazioni online: tra rabbia e proposte drastiche
Sui social giapponesi i commenti sono stati durissimi. Molti chiedono che i soccorsi vengano sempre fatturati a chi viola le regole, altri propongono assicurazioni obbligatorie soprattutto per chi pratica sci fuoripista. C’è chi suggerisce tasse aggiuntive per i turisti e chi invoca l’intervento delle ambasciate.
È importante sottolineare che la rabbia non è rivolta contro gli stranieri in quanto tali, ma contro chi ignora deliberatamente le norme di sicurezza, generando costi e rischi per la collettività in un periodo di difficoltà economica per molte famiglie giapponesi.
Verso nuove regole?
Dopo i casi del Monte Fuji, in Giappone sono aumentate le richieste di far pagare integralmente i soccorsi a chi viola consapevolmente le restrizioni. Se gli incidenti fuoripista continueranno a crescere, non è escluso che anche i comuni dell’Hokkaido adottino misure più rigide.
Il turismo è una risorsa fondamentale per l’economia locale, ma il confine tra libertà individuale e responsabilità collettiva è sempre più al centro del dibattito. La neve dell’Hokkaido resta tra le più ambite mondo, ma in montagna, come ovunque, l’avventura senza regole può trasformarsi rapidamente in un costo, sociale ed economico, per tutti.
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