Le fotografie sportive ad infrarossi: una nuova molestia per le atlete in Giappone
Le foto fatte di nascosto alle ragazze sono una piaga che il Giappone si porta dietro da anni. Non a caso tutti i cellulari in vendita hanno un fastidioso suono dello scatto quando fotografano che non può essere disattivato. E’ un provvedimento deciso dal governo nipponico proprio per combattere i guardoni che rubano immagini intime alle donne.
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La stessa pessima abitudine esiste incredibilmente anche nel mondo dello sport femminile giapponese. In tanti fanno foto alle atlete, spesso con body o divise come quelle delle giocatrici di volley, violando la loro immagine. Ma ultimamente c’è una nuova frontiera delle foto intime rubate alle atlete. Quelle fatte con le telecamere ad infrarossi! Queste macchine, grazie alla tecnologia che rileva il calore corporeo, permettono di vedere i contorni della biancheria intima attraverso gli indumenti. Incredibile.
In Giappone nel 2023 i casi di foto non consensuali sono saliti alla cifra record di 5.700 a livello nazionale, di cui l’80% fatte con uno smartphone. Pur avendo tutti il suono dello scatto, evidentemente c’è chi riesce a evitare questa restrizione usando app o trucchetti. Nelle stazioni ferroviarie di tutto il Giappone, ci sono tantissimi cartelli che avvertono le signore di stare attente a potenziali guardoni e molestatori, i famosi chikan dei treni. Per combattere questa piaga esistono anche dei > vagoni della metro solo per donne.
Le atlete in particolare sono vittime di una specifica forma di molestia: uomini che si presentano a gare o allenamenti non per assistere, ma per scattare loro foto sessualizzate. E le vittime sono spesso minorenni. Queste immagini vengono poi pubblicate anonimamente sui social media o addirittura vendute. Le atlete esprimono continuamente il loro disagio per questa ignobile situazione. L’ex ginnasta Rie Tanaka ha raccontato di sentire più volte il clic insistente delle fotocamere mentre esegue esercizi in spaccata sulle parallele.
“Questa cosa mi fa molto arrabbiare. Ho pensato molte volte: ‘Non sono in competizione per farvi scattare questo tipo di foto!’”
Nel 2023, il Giappone ha compiuto un passo avanti per contrastare le molestie sessuali alle atlete con l’approvazione di una nuova legge che regola la fotografia non consensuale. Tuttavia, questa non includeva esplicitamente lo scattare foto di atlete con intenti sessuali, creando un’area grigia giuridica. Un caso emblematico è avvenuto a Kyoto, dove una persona è stata denunciata per aver scattato foto alla parte inferiore del corpo e al seno di un’atleta durante una gara nazionale. L’uomo, che aveva già preso di mira studentesse di scuole superiori e università in passato, è stato arrestato e nelle sue fotocamere sono state trovate circa 180 immagini illecite.
La nuova frontiera sono però le foto ad infrarossi. Se l’uniforme dell’atleta che ne è vittima è abbastanza sottile, i guardoni possono scattare foto termiche che mostrano la sagoma dei loro reggiseni e mutande. Già all’inizio del decennio, alcune prefetture giapponesi avevano vietato la fotografia a infrarossi per proteggere gli atleti. Nel 2021, l’ex giocatrice di pallavolo Ai Ootomo ha denunciato questo tipo di molestia, oltre ad aver subito tentativi di ripresa all’interno dei bagni femminili.
Anche se vietare la fotografia durante gli eventi sportivi in Giappone aiuta, gli organizzatori non riescono a sgamare ogni fotografo illecito. Inoltre, quando gli atleti gareggiano al di fuori del Giappone, è più difficile stanarli. Per questo è venuta in soccorso l’azienda di abbigliamento sportivo giapponese > Mizuno. Lanciando una nuova linea ‘anti-infrarossi‘ per proteggere le atlete da foto indesiderate. Questi nuovi capi utilizzano materiali speciali che assorbono la luce nella gamma degli infrarossi, rendendo ciò che c’è sotto il tessuto invisibile a questo tipo di telecamere. Le nuove divise saranno utilizzate dalla squadra di pallavolo giapponese alle Olimpiadi di Parigi 2024 e in seguito integrate nelle uniformi di altri team sportivi nipponici.
Sebbene questa innovazione sia un passo avanti importante per la sicurezza delle atlete, non risolve il problema alla radice. La mentalità di alcuni uomini giapponesi è davvero sconcertante. È necessario un impegno collettivo per rieducare e sensibilizzare sulle molestie sessuali in generale, oltre che nello sport. Una piaga evidentemente difficile da debellare perché molto radicata nel lato più deplorevole e maniacale della mentalità nipponica.
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