In Giappone si lavora davvero troppo?
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09:00 – 17:30: lavorare insieme
La cultura aziendale giapponese non consente di tornare a casa in orario solo perché tu in particolare hai finito la tua parte di lavoro. Tutti quelli che lavorano con te allo stesso progetto, devono aver finito assieme a te. Solitamente in Giappone sono impiegate in media 5 persone al posto di una, per questo la disoccupazione è praticamente inesistente. Ma così è quasi impossibile che tutti finiscano di lavorare nello stesso momento… e così la normalità è fare gli straordinari la sera per aiutarsi e staccare tutti insieme.
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Tuttavia a sempre più persone questa modalità pesa, vorrebbero raggiungere un più sano equilibrio tra lavoro e vita privata. Alcune aziende per questo stanno cominciando a introdurre i “giorni senza straordinari“, ovvero delle giornate lavorative ogni tanto in cui è vietato lavorare fino a tardi e l’intera azienda può staccare in orario. Dal 2017 il Ministero giapponese dell’Economia, del Commercio e dell’Industria, promuove anche i “Premium Fridays“, ovvero l’ultimo venerdì del mese in cui si può tornare a casa in orario. Questa pratica però ancora non ha preso molto piede, probabilmente a causa dell’ambiente lavorativo giapponese molto conservatore…
17:30 – 18:30: combattere la sedentarietà
In Giappone è normale fare una pausa quotidiana dal lavoro per fare degli esercizi tutti insieme. Questa abitudine si chiama radio taisō e cominciò a diffondersi nel 1928. Si tratta di accompagnare dei movimenti prestabiliti a suon di musica. Durante gli anni 30 e 40 divenne comune nelle aziende e nelle scuole giapponesi, per permettere a chi faceva una vita sedentaria di rimanere in forma. Nel 1945, dopo la sconfitta nella 2° Guerra Mondiale, questa pratica fu bandita a causa del suo aspetto militare. Ma nel 1951 il programma radio taisō fu reintrodotto dall’emittente NHK con il supporto del ministero dell’educazione e della salute. Tutt’oggi viene trasmesso quotidianamente alle 6:30 del mattino e alle 15:00 e seguito da milioni di persone. Gli anziani giapponesi si radunano nei parchi con la loro radio portatile e fanno così la ginnastica mattutina. Gli impiegati invece si alzano dalle scrivanie tutti i giorni alle 15.00 in punto per sgranchirsi con questa routine di movimenti.
Oltre a questo, i giapponesi sono diventati in generale più attenti alla forma fisica e alla salute negli ultimi anni. Molti si fermano anche in palestra la sera prima di tornare a casa. Lo yoga è particolarmente popolare tra le donne perché fa bene al corpo e alla mente, mentre gli uomini si concentrano sulla pesistica e le arti marziali. Molte persone frequentano anche dei corsi delle più svariate attività. Quelli di cucina o le lezioni di inglese sono i più gettonati. Più o meno la loro durata va dalle 18:00 alle 21:00.
19:00 – 22:00: cena e izakaya
Dato che a pranzo sono sempre tutti fuori, la cena è uno dei pochi pasti che un lavoratore giapponese consuma a casa. Se ha una moglie e una famiglia soprattutto, altrimenti i single optano quasi sempre per qualcosa da asporto preso sulla strada a piedi verso casa. C’è anche chi preferisce mangiare fuori anche a cena ma solitamente non capita tutti i giorni della settimana. Ovviamente si tratta sempre di ristoranti economici e con piatti unici, tipo una singola ciotola di > ramen. Molte catene chiudono tardi proprio per permettere anche a chi fa gli straordinari di mangiare qualcosa di caldo. Alcuni sono aperti anche h24 e non spendi mai più di 1000 ¥ (crc. 7 €) per un pasto con bevande incluse (acqua o tè).
Durante questo orario sono molto frequentati anche gli > izakaya (tipici piccoli pub giapponesi) ma in questo caso si tratta di uscite serali tra colleghi o amici che si godono un drink prima di rincasare. Queste serate alcoliche sono irrinunciabili per i giapponesi, soprattutto nei fine settimana e servono a rafforzare le relazioni tra colleghi ed essere meno ingessati rispetto all’ambiente lavorativo. Il problema è che se vieni invitato, soprattutto dal capo, non puoi rifiutare. Ora però, sempre più frequentemente i dipendenti più giovani tentano di sottrarsi a questa tradizione e preferiscono tenere separati il lavoro e la vita privata, oppure semplicemente non amano ubriacarsi.
22:00: relax
Dopo essere tornati a casa dal lavoro, ai giapponesi piace stravaccarsi e dedicare il poco tempo rimasto a loro stessi. Leggono, giocano alle console, guardano la TV o stanno sui social. Se hanno una famiglia questo è l’unico momento della giornata in cui trascorrono un po’ di tempo insieme a loro. La sera è anche il momento in cui tutti i giapponesi si godono il loro bagno ‘ofuro’ quotidiano. Prima una doccia seduti su uno sgabello e poi dentro una vasca piena di acqua bollentissima. Fare l’ofuro per loro non è solo lavarsi, ma è un rituale, il loro modo preferito di rilassarsi prima di dormire.
23:00 – 1:00: a letto
I giapponesi in passato erano soliti dormire su > materassi futon sopra dei pavimenti di paglia intrecciata chiamati > tatami. Oggigiorno però sono rimasti in pochi a farlo, solo chi abita in zone rurali o ha ancora in casa una stanza giapponese tradizionale. Nelle grandi città, dove ormai gli appartamenti sono tutti mediamente moderni, tutti hanno dei normali letti.
In Giappone si pensa porti sfortuna dormire con la testa rivolta a nord, c’è una teoria secondo cui la cosa è collegato a Buddha che morì con la testa rivolta in quella direzione. Prima di addormentarsi ogni giapponese programma la giornata che verrà preparando vestiti, pranzo se opta per il bento e tutto quello di cui avrà bisogno il giorno dopo. In modo da non perdere nemmeno un minuto la mattina, rischiando (giammai) di arrivare tardi al lavoro!
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