In Giappone è boom di agenzie specializzate che aiutano a licenziarsi dal lavoro

In Giappone è boom di agenzie specializzate che aiutano a licenziarsi 

In Giappone sta crescendo sempre più la domanda di agenzie specializzate nell’assistenza ai lavoratori che desiderano dimettersi. Un fenomeno che si è accentuato dopo la pandemia. Queste agenzie, per un costo equivalente a quello di una cena di lusso, circa 135 €, offrono supporto a chi, per timidezza o per il noto forte peso sociale e culturale presente nel Paese, trova difficile lasciare il proprio impiego. Una mentalità tipicamente nipponica.

In Occidente le dimissioni sono spesso viste come un atto liberatorio, non ci si fanno enormi problemi a licenziarsi. Nella cultura giapponese invece, fortemente gerarchica e orientata al sacrificio, può rappresentare un grande ostacolo psicologico. Queste agenzie specializzate offrono alle persone particolarmente deboli da questo punto di vista, un modo per dimettersi senza dover affrontare lo stress che può accompagnare questo processo.

“Ci sono persone che si rivolgono a noi dopo che la loro lettera di dimissioni è stata strappata più volte dai superiori, che non permettono loro di andarsene nemmeno quando si inchinano o si mettono in ginocchio,” racconta il proprietario di un’agenzia per le dimissioni.

In Giappone è boom di agenzie specializzate che aiutano a licenziarsi dal lavoro

In Giappone, anche semplici richieste come andare a casa dal lavoro in orario, prendere un permesso o qualche giorno di ferie, possono risultare ostiche per alcune persone. Presentare le dimissioni poi, è considerato un atto disonorevole e di grande insubordinazione in Giappone. Un paese dove i lavoratori tradizionalmente tendono a restare fedeli alla stessa azienda per decenni, se non per tutta la vita.

Nei casi più estremi, alcuni dirigenti arrivano a strappare le lettere di dimissioni che vengono loro presentate. Oltre che fare i peggio sotterfugi pur di costringere i dipendenti a restare. Ad esempio, minacciano di rendergli impossibile trovare un nuovo impiego altrove. Se farà domanda, non lo assumeranno perché le altre aziende saranno avvertite di avere davanti un pessimo elemento. Uno che lavora male e si è pure licenziato lasciando il capo in difficoltà.

In Giappone è boom di agenzie specializzate che aiutano a licenziarsi dal lavoro

Dopo il Covid e gli anni di lavoro da remoto, molti lavoratori nipponici, anche i più leali, hanno iniziato a riflettere. La vita è imprevedibile, non ha senso rodersi il fegato per qualcosa che non soddisfa più e che non è flessibile come i tempi moderni ora richiedono. Lo smart-working, che ha indubbiamente il vantaggio di avere maggiore libertà per i dipendenti, in Giappone finita la pandemia è sparito.

Il mondo lavorativo giapponese è ancora molto anacronistico, e si deve essere fisicamente e mentalmente sempre a disposizione dell’azienda. Per questo c’è stato un boom delle agenzie di dimissioni che facilitano la complicata fuga, soprattutto dalle > black-corporations burakku kigyō. Quelle compagnie che spesso portano al karoshi (morte da superlavoro) o al suicidio i propri dipendenti…

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In Giappone è boom di agenzie specializzate che aiutano a licenziarsi 


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