Il Ragazzo e l'Airone vince l'Oscar: il direttore di Studio Ghibli spiega l'assenza di Miyazaki

Il Ragazzo e l’Airone vince l’Oscar: il direttore di Studio Ghibli spiega l’assenza di Miyazaki

In tanti hanno spesso contestato che i film d’animazione premiati all’Academy Award siano in realtà semplicemente ‘qualunque cosa Disney o Pixar abbiano pubblicato quest’anno’. Poiché queste due case di produzione hanno portato a casa complessivamente 15 dei 24 premi da quando la categoria venne creata nel 2001. I numeri, tuttavia, mostrano che di tanto in tanto una pellicola non-Disney/Pixar riesce a spuntarla. E domenica scorsa è esattamente quello che è successo. > Il Ragazzo e l’Airone dello Studio Ghibli, è riuscito a vincere l’Oscar come miglior film d’animazione.

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Questo è il secondo Academy Award per Studio Ghibli, dopo quello de > La Città Incantata nel 2002. > Il Ragazzo e l’Airone è diretto anche dallo stesso leggendario regista e co-fondatore dello studio, Hayao Miyazaki. Né lui, né il produttore storico Ghibli, Toshio Suzuki, erano però presenti alla cerimonia al Dolby Theatre di Los Angeles. La reazione istintiva è stata di supporre che si sia trattato di un’altra manifestazione della mancanza di simpatia del pacifista Miyazaki per gli Stati Uniti e le sue varie operazioni belliche.

Il Ragazzo e l'Airone vince l'Oscar: il direttore di Studio Ghibli spiega l'assenza di Miyazaki

Già quando vinse con > La Città Incantata nel 2002, Miyazaki non presenziò alla cerimonia in segno di protesta contro il coinvolgimento dell’America nella guerra in Iraq. E non si presentò nemmeno gli anni seguenti, per le nominations de > Il Castello Errante di Howl e > Si Alza il Vento. Anche se poi nel 2014 ha ceduto e ci è andato negli Stati Uniti per accettare l’Oscar alla carriera.

L’assenza di Miyazaki e Suzuki di quest’anno però non voleva significare un ammonimento per l’operato degli Stati Uniti come in passato. Almeno ufficialmente dico io. Parlando attraverso un interprete, il direttore operativo Ghibli Kiyofumi Nakajima, che era a Los Angeles per ritirare fisicamente il premio a nome dello studio, si è scusato e ha spiegato:

Vorrei ringraziare tutte le persone che sono legate a questo film. Vorremmo scusarci per il fatto che il regista, Hayao Miyazaki, e il produttore, Toshio Suzuki, non hanno potuto essere qui oggi. Per favore perdonateli, sono un po’ avanti con l’età.

Il Ragazzo e l'Airone vince l'Oscar: il direttore di Studio Ghibli spiega l'assenza di Miyazaki

Stavolta quindi il problema principale è quello di due anziani (83 anni Miyazaki e 75 Suzuki) che non possono affrontare il volo per gli Stati Uniti. Miyazaki poi, come è suo solito, non si è rivolto ai media per rilasciare dichiarazioni dopo la vittoria. Il più eloquente Suzuki, invece lo ha fatto. Ed ha raccontato che il regista ha seguito la premiazione dal suo ufficio di Tokyo e gli ha detto: “Poiché sono giapponese, non posso mostrare felicità sul mio volto”. Invece Suzuki era visibilmente felice ed ha subito inoltrato un messaggio di ringraziamento da far leggere a Nakajima. Questo conteneva una dichiarazione secondo cui, sebbene il film possa essere considerato l’ultimo lungometraggio di Miyazaki, Suzuki non considera ancora la sua carriera finita.

Siamo onorati di ricevere l’Oscar per il miglior film d’animazione. Desideriamo ringraziare l’Academy per questo premio. Vorrei anche ringraziare coloro che sono stati coinvolti nella produzione e quelli che hanno lavorato per distribuirlo in tutto il mondo.

Questo film è iniziato con la ritrattazione della dichiarazione di ritiro fatta da Hayao Miyazaki dopo l’uscita di Si Alza il Vento. In seguito abbiamo trascorso sette lunghi anni a produrlo. Sono passati 10 anni dal film precedente, durante i quali si sono verificati cambiamenti drammatici nell’ambiente che circonda i film. Questo è stato un progetto davvero difficile da portare a termine. Apprezzo molto che il lavoro creato dopo aver superato queste difficoltà sia stato visto da così tante persone in tutto il mondo e che abbia ricevuto questo riconoscimento.

Sia io che Hayao Miyazaki siamo invecchiati considerevolmente. Sono grato di ricevere un tale onore alla mia età e, prendendolo come un messaggio per continuare il nostro lavoro, mi dedicherò ancora di più al lavoro allo Studio Ghibli in futuro. Grazie mille.

Ecco anche la dichiarazione di Kiyofumi, direttore operativo dello Studio Ghibli, per la cerimonia di premiazione. Non è andata in onda durante la serata, ma in seguito caricata su Youtube.

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La vittoria de Il Ragazzo e l’Airone solleva una questione. Con lui gli anime in generale acquistano un valore artistico agli Oscar? La risposta probabilmente è no. Sì, è il secondo film anime a ricevere un Academy Award, ma il numero totale di questi da altri studi oltre Ghibli che hanno vinto il premio rimane zero. E lo studio non vince se Miyazaki non è al suo posto di regista. Sia > La Storia della Principessa Splendente (2013) di Isao Takahata che > Quando c’era Marnie (2014) di Hiromasa Yonebayashi, sono tornati a casa a mani vuote. Pur meritando entrambi, soprattutto Takahata, tenendo conto della sua immensa carriera al fianco di Miyazaki e da solo.

Il Ragazzo e l'Airone vince l'Oscar: il direttore di Studio Ghibli spiega l'assenza di Miyazaki

È anche difficile escludere del tutto che > Il Ragazzo e l’Airone debba la sua vittoria al fatto che è l’ultima possibilità per l’Academy di rendere omaggio a Miyazaki che ha ormai 83 anni. Poi c’è il fatto che lo Studio Ghibli occupa uno spazio unico nel settore degli anime, in quanto non ha alcun interesse a tenere il passo con le tendenze attuali. Loro fanno i film a mano nell’era dei computer. Ma la loro qualità è in grado di garantire generosi finanziamenti per i progetti che hanno in mente.

> Il Ragazzo e l’Airone è anche il primo film d’animazione a vincere il premio Oscar con una classificazione Pegi-13, ovvero consigliato per spettatori sopra i 13 anni. E questo potrebbe aprire le porte ad altri contendenti animati più maturi nella categoria. Il Ragazzo e l’Airone rompe anche una serie di 20 anni di premi assegnati a film d’animazione fatti al computer o in stop-motion. L’unico altro film ‘fatto a mano’ ad aver vinto l’Oscar è > La Città Incantata. Stesso studio e stesso regista non a caso

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