Il problema del profumo in Giappone: perché meglio evitare di indossarlo durante un viaggio

Il problema del profumo in Giappone

Quando si visita un nuovo paese, uno dei modi migliori per dimostrare rispetto è informarsi prima sulle usanze locali. In Giappone, molte tradizioni e regole sociali sono diverse da quelle occidentali, e alcune di queste potrebbero non essere così evidenti. Ad esempio, mentre è abbastanza sdoganato il fatto di non lasciare le bacchette nel riso infilzate in verticale per il loro legame con i funerali, o non mangiare mentre si cammina per strada, altre usanze sono più sconosciute. Come ad esempio il problema del profumo in Giappone.

Una delle più sorprendenti per tutti i viaggiatori stranieri, soprattutto occidentali, è proprio l’ostilità dei giapponesi nei confronti di profumi e deodorati potenti. Praticamente loro non li usano mai, e per questo non si trovano nemmeno in vendita nei negozi. Infatti, se nel caso di un viaggio dimentichiamo di portarci via il nostro deodorante preferito, sarà impossibile trovarlo lì. Le profumerie nipponiche pullulano di prodotti cosmetici, ma mancano di profumi. Quali sono i motivi dietro questa (per noi) strana avversione?

Il problema del profumo in Giappone: perché meglio evitare di indossarlo durante un viaggio

1. Cultura della discrezione e armonia sociale

Uno dei principi fondamentali della cultura giapponese è il concetto di wa (和), ovvero armonia sociale. Questo principio permea la vita quotidiana e l’idea di non disturbare gli altri è essenziale. In questo contesto, gli odori molto forti, anche se piacevoli, possono essere considerati invasivi e disturbanti. Spesso utilizzati in Occidente per affermare la propria individualità, potrebbero essere percepiti come una violazione dello spazio personale in Giappone. Per i giapponesi, il rispetto degli altri passa anche attraverso una gestione discreta della propria presenza fisica in pubblico.

Il problema del profumo in Giappone: perché meglio evitare di indossarlo durante un viaggio

2. Alimentazione e genetica

Un altro fattore che contribuisce alla diversa percezione degli odori corporei tra i giapponesi e altri popoli è legato alla genetica e all’alimentazione. Molti giapponesi, e in generale gli asiatici orientali, hanno una minore predisposizione a produrre sudore dall’odore intenso rispetto agli occidentali. Questo è dovuto alla presenza geneticamente minore di una particolare ghiandola, la ghiandola apocrina, responsabile della produzione della famosa ‘puzza di sudore’.

Di conseguenza, i giapponesi tendono a non avere bisogno di deodoranti forti o profumi coprenti. Anche l’alimentazione giapponese, ricca di pesce, riso e verdure, influisce positivamente sugli odori corporei. Una dieta povera di carne rossa e latticini, che possono intensificare l’odore di sudore, contribuisce generalmente a renderlo ancora meno forte di quello che già è.

Il problema del profumo in Giappone: perché meglio evitare di indossarlo durante un viaggio

3. Pulizia e igiene quotidiana

In Giappone, l’igiene personale è presa molto seriamente. Il bagno serale quotidiano è una pratica sacra, spesso ritualizzata negli onsen (bagni termali) o nei bagni pubblici (sento). In casa invece si fa tutte le sere un lungo bagno bollente chiamato ofuro. Questo rimuove i lipidi grassi che vengono secreti con il sudore, cosa che una veloce doccia da sola non riesce a fare. 

I pochi tipi di deodoranti che esistono in commercio in Giappone, sono spesso > roll-on antitraspiranti e inodori. La loro funzione è solo quella di bloccare la sudorazione senza aggiungere profumo al corpo. I deodoranti spray sono meno popolari rispetto a quelli in stick o crema e la loro fragranza è ridotta al minimo. Inoltre, alcuni giapponesi preferiscono usare degli > spray rinfrescanti lievemente mentolati, evitando odori artificiali che potrebbero risultare eccessivi o invadenti.

 

Il problema del profumo in Giappone: perché meglio evitare di indossarlo durante un viaggio

4. Il concetto di sumehara

In Giappone esiste anche un concetto chiamato sumehara (スメハラ), abbreviazione di ‘smell harassment’ ovvero > molestia olfattiva. Questo termine si riferisce al fastidio che un odore, anche piacevole, può causare agli altri. Proprio per evitare di essere associati a questa forma di disturbo, i giapponesi tendono a non utilizzare mai profumi. In alcuni luoghi pubblici, come uffici, trasporti, ristoranti o dove si è a stretto contatto con il prossimo, si richiede esplicitamente alle persone di evitare l’uso di profumi pesanti per non disturbare.

Il problema del profumo in Giappone: perché meglio evitare di indossarlo durante un viaggio

5. L’uso dei profumi nella storia giapponese

Storicamente, i profumi non sono stati estranei alla cultura giapponese, ma venivano usati in modi molto diversi. Durante il periodo Heian (794-1185), ad esempio, si diffuse l’uso dell’> incenso per profumare vestiti e ambienti, ma non per il corpo. La filosofia estetica giapponese anche a quel tempo tendeva a preferire odori naturali e delicati. Anche oggi, l’uso dell’incenso in contesti religiosi o per la meditazione è comune, ma si tratta di un odore associato a rituali e spazi specifici, non all’igiene personale o alla moda come avviene in Occidente.

Il problema del profumo in Giappone: perché meglio evitare di indossarlo durante un viaggio

6. Il profumo nei ristoranti

Uno dei luoghi in cui è particolarmente importante evitare il profumo è il ristorante, specialmente se si sta per gustare un delicato sushi. In Giappone, come in molte altre culture, l’olfatto gioca un ruolo cruciale nell’esperienza culinaria. L’odore del cibo contribuisce a determinare il sapore, e i profumi estranei possono interferire con questa percezione. Se avete mai avuto un raffreddore o perso l’olfatto con il Covid ad esempio, sapete quanto il cibo possa sembrare diverso senza la capacità di sentire gli odori. Questo avviene perché circa l’80% del gusto deriva dall’olfatto. Indossare un profumo intenso può coprire gli odori dei cibi, alterandone il sapore e rovinando l’esperienza non solo per noi stessi, ma anche per chi ci sta intorno.

Non è un caso che alcuni ristoranti in Giappone abbiano dei cartelli che vietano i profumi forti nelle loro sale. Come ha spiegato il professor Charles Spence, psicologo dell’Università di Oxford, “gli odori ambientali possono influenzare il sapore del cibo e l’umore”. Il cervello potrebbe non essere in grado di distinguere tra il profumo del cameriere, quello del cibo o dell’ambiente, compromettendo l’esperienza culinaria.

7. Come minimizzare il profumo in Giappone

Se proprio non possiamo rinunciare a un po’ di profumo o deodorante durante un viaggio in Giappone, ci sono alcune strategie da adottare per ridurre al minimo il rischio di infastidire chi ci circonda. Prima di tutto, familiarizziamo con la gerarchia di intensità dei profumi. Il parfum è la forma più concentrata e intensa. Di seguito l’> eau de parfum, > eau de toilette, > eau de cologne che hanno progressivamente fragranze sempre più leggere. È consigliabile scegliere le opzioni meno intense o, meglio ancora, evitarle del tutto se frequentiamo luoghi affollati e piccoli.

Un’altra tecnica è l’applicazione strategica del profumo: dato che lo mettiamo per noi stessi, invece di spruzzarlo quà e là direttamente sulla pelle, meglio applicalo su un batuffolo di cotone e poi tamponalo leggermente sotto il naso. In questo modo, ci godremo la nostra fragranza preferita senza diffonderla troppo nell’aria. Inoltre, meglio chiedere sempre a un compagno di viaggio se il nostro profumo è molto percettibile o no prima di uscire dall’hotel.

Post consigliato > Perché i giapponesi non puzzano di sudore? E cosa pensano degli stranieri ‘kusai’?


Il problema del profumo in Giappone


Canale TELEGRAM! > Unitevi per restare aggiornati!