Il Giappone ha la sua prima donna premier: chi è Sanae Takaichi

Il Giappone ha la sua prima donna premier: chi è Sanae Takaichi

Il Giappone si prepara a scrivere una pagina storica: Sanae Takaichi, ex ministro degli Interni e volto di spicco della destra conservatrice del Partito Liberal Democratico (LDP), dopo aver conquistato la leadership del partito, è oggi diventata la prima donna Primo Ministro in 140 anni dalla sua istituzione nel Paese.

L’elezione si è conclusa già al primo turno, grazie alla solida maggioranza parlamentare garantita dal partito e dalla sua alleanza con Nippon Ishin (JIP). La Takaichi ha ottenuto 237 voti, superando nettamente l’ex premier Yoshihiko Noda, fermatosi a 149 preferenze, su un totale di 465 seggi della Camera bassa del Parlamento. Il nuovo governo dovrebbe essere presentato già giovedì 23 ottobre e dovrà subito fare i conti con diverse sfide: dalla crescita economica stagnante ai rapporti complicati con gli Stati Uniti, fino alla profonda crisi interna del LDP, minato da una lunga scia di scandali per corruzione.

Il Giappone ha la sua prima donna premier: chi è Sanae Takaichi

La ‘Lady di Ferro‘ del Giappone 

Takaichi non ha mai nascosto di ispirarsi a Margaret Thatcher, che incontrò anche poco prima della morte. Le sue posizioni dure e nazionaliste, unite a un carattere diretto, le hanno già fatto guadagnare il soprannome di ‘Lady di Ferro giapponese’. Non mancano però le polemiche: la sua visione conservatrice potrebbe inasprire i rapporti con la Cina, soprattutto dopo le sue proposte di rafforzare i legami di sicurezza con Taiwan e di modificare la Costituzione pacifista del dopoguerra per legittimare il ruolo dell’esercito nipponico.

Mentre molti membri influenti del PLD sono politici di seconda e terza generazione che portano avanti ‘l’attività di famiglia’ di essere in carica, lei è cresciuta in una normale famiglia di genitori lavoratori. Il suo insolito curriculum include anche un periodo come batterista heavy metal durante i suoi anni all’Università di Kobe (foto sopra).

Dopo la laurea, nel 1984, entrò al Matsushita Institute of Government and Management e prese parte a un programma di scambio che la portò a Washington D.C., dove collaborò con lo staff di un deputato del Partito Democratico alla Camera dei Rappresentanti. L’esperienza negli Stati Uniti non segnò però un ingresso immediato in politica: dal 1989 iniziò invece a lavorare come giornalista per TV Asahi, distinguendosi per le sue analisi politiche.

Carriera politica

Sanae Takaichi si candidò per la prima volta nel 1992 come indipendente, senza successo. L’anno successivo riuscì però a ottenere un seggio alla Camera dei Rappresentanti nel distretto di Nara, assieme a Shinzo Abe, destinato a diventare suo alleato politico. Nel 1996 passò al Partito Liberal Democratico, entrando nella fazione Seiwakai. Protetta dall’ex premier Yoshirō Mori, ottenne nel 2006 il suo primo incarico di governo come ministra per Okinawa e i Territori del Nord nel primo gabinetto Abe.

Negli anni successivi consolidò la sua carriera: nel 2012 divenne la prima donna a guidare il Consiglio di Ricerca Politica del LDP e nel 2014 è diventata la prima donna ministra degli Interni e delle Comunicazioni. Dopo qualche anno di passaggio, sotto il governo Kishida (2021-24), ha ricoperto di nuovo ruoli di primo piano, tra cui ministra per la Sicurezza Economica e capo del Consiglio di Ricerca Politica del partito, distinguendosi per le sue frequenti critiche alla linea del premier, che ne hanno però indebolito la posizione interna.

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L’eredità di Abe 

Allieva e fedele sostenitrice di Shinzo Abe, Takaichi porta avanti molte delle sue linee guida economiche. Ha promesso un pacchetto di stimoli in stile ‘Abenomics‘, messi in pratica nella primavera del 2013 allo scopo di sollevare il Giappone dalla decennale depressione economica. Lei spinge su più spesa pubblica e tagli fiscali per contrastare il recente aumento del costo della vita, criticando le scelte della Banca del Giappone sui tassi di interesse.

Sul piano sociale, però, resta ancorata a posizioni ultraconservatrici: contraria al matrimonio tra persone dello stesso sesso e alla possibilità per le coppie di mantenere cognomi separati, ha più volte difeso valori tradizionali che spaccano l’opinione pubblica giapponese. In un discorso del mese scorso, si è anche lamentata dei > turisti che prendono a calci i cervi sacri che vagavano nel Parco di Nara, invocando un giro di vite contro gli stranieri maleducati.

Una sfida tutta da giocare

‘Non è il momento di gioire, il vero lavoro comincia adesso‘, ha dichiarato dopo la vittoria. E in effetti le sfide non mancheranno da Primo Ministro: ricostruire la credibilità del governo, rilanciare l’economia e gestire i rapporti internazionali in un’Asia sempre più tesa.

‘Da oggi abbandonerò l’espressione equilibrio tra lavoro e vita privata‘, una dichiarazione che riflette il duro impegno che spera di affrontare. Riuscirà Sanae Takaichi ad essere la ‘Lady di Ferro nipponica’ che molti attendono, o le divisioni interne e la perdita di consenso del suo partito metteranno presto a rischio la sua leadership?

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