Il Giappone chiude i vicoli delle Geishe di Kyoto: troppi turisti cafoni

Il Giappone chiude i vicoli delle Geishe di Kyoto

Si sa, il Giappone non è il paese più abituato ai turisti che possa esistere. Ne ha sempre avuti storicamente pochi e non ha mai avuto bisogno economicamente di loro. Nell’ultimo decennio però, complice anche la riapertura dopo tre anni di frontiere chiuse causa pandemia, c’è stato un vero e proprio boom di ingressi. Con tutti i vantaggi economici del caso, ma gli svantaggi di un paese ligio alle regole e non preparato ad avere a che fare con i tipici turisti cafoni‘ che esistono nel resto del mondo.

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Per questo motivo, date le numerose lamentele della popolazione, il Giappone ha deciso di lanciare la propria battaglia contro i turisti indisciplinati. Innanzitutto ha appena varato nuove regole per chi decide di avventurarsi sul Monte Fuji: una tassa di entrata, un numero chiuso giornaliero e degli orari limitati per salire in vetta. Dettagli > qui. Tutto questo per limitare il sovraffollamento e relativo inquinamento da veicoli e da spazzatura nel sito patrimonio dell’umanità icona del Paese.

Ed ora arriva una nuova stangata per i turisti, che riguarda praticamente la meta preferita da tutti: Kyoto e relativi vicoli delle Geishe. Le strette stradine dello storico quartiere di Gion, sono uno dei pochi posti in Giappone dove si può ancora assaporare una cultura antica e peculiare che sta piano piano scomparendo. Negli anni ’20 del 1900 le Geishe erano circa 80.000, sparse in tutte le principali città del Giappone. Oggi oscillano solo tra le 1000 e le 2000 unità e si possono vedere solo a Kyoto.

Il Giappone chiude i vicoli delle Geishe di Kyoto: troppi turisti cafoni

Nel tardo pomeriggio, le Geishe e le loro apprendiste Maiko, camminano veloci lungo le strette stradine lastricate di Gion e Pontocho verso le case da tè. Con le loro infradito di legno, calzini candidi e splendidi kimono. Vanno al lavoro, non sono figuranti di un parco di divertimenti da fermare per farci delle foto insieme, cosa che invece i sempre più numerosi turisti non hanno ancora capito. Nonostante esistano dei cartelli multilingua sparsi nel quartiere che spiegano come ci si debba comportare.

I turisti fuori controllo le inseguono, le strattonano per il kimono per farle fermare e toccano i delicati ornamenti delle loro acconciature. E tutti le fotografano e riprendono senza il loro consenso. Ma a partire da questo aprile niente di tutto ciò sarà più possibile. Il consiglio comunale di Kyoto ha deciso di isolare il labirinto di vicoli di Gion e di limitarne l’accesso soltanto alle Geishe, ai loro clienti e ai residenti del quartiere.

Il Giappone chiude i vicoli delle Geishe di Kyoto: troppi turisti cafoni

Il divieto di accesso non sarà attivo nella strada principale del quartiere, Hanamikoji Dori, perché è una via pubblica. Questo potrebbe sortire anche un ulteriore effetto collaterale, ovvero ancora più affollamento in un’unica strada, che comunque serve alle Geishe per poi addentrarsi nel quartiere. Ma la situazione, a causa dei turisti che dopo il covid hanno superato il record dei 31,88 milioni annui del 2019, è ormai diventata insostenibile per le ragazze.

Il Giappone chiude i vicoli delle Geishe di Kyoto: troppi turisti cafoni

“I paparazzi delle Geishe sono diventati più sfacciati”, racconta il segretario del Consiglio di quartiere Isokazu Ota. Nei cartelli sparsi in giro è scritto in tre lingue che non è consentito fotografare le Geishe, si rischia una multa fino a 10.000 ¥ (crc. 61 €). Ma questo ovviamente non ferma degli stranieri poco avvezzi a rispettare delle regole così blande. Da qui la decisione del Consiglio comunale di chiudere i vicoli di Gion ai turisti da aprile.

La Geisha attira il fascino degli occidentali a causa di fraintendimenti e stereotipi che ancora perdurano fuori del Giappone. La parola Geisha significa letteralmente “persona d’arte, artista” e non ha nulla a che fare con la prostituzione. La sua specialità è l’arte della conversazione e dell’intrattenimento. Danza, canto e il suonare uno strumento tradizionale a corde chiamato shamisen. Quella che tutti confondono con la Geisha in realtà è l’Oiran, una prostituta di alta classe che indossa ingombranti kimono e strane infradito-trampoli. Questo errore viene dal fatto che durante la 2° guerra mondiale alcune prostitute si spacciavano per Geisha con i militari americani. E da allora si è diffusa questa credenza tra gli stranieri.

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