Il film tratto dal manga ‘Look Back‘ cattura la gioia e l’agonia della creatività artistica
Tatsuki Fujimoto è noto soprattutto per il suo successo > Chainsaw Man. Un manga che conta ben 26 milioni di copie in circolazione in tutto il mondo. Da quest’opera è stata tratta anche una > serie animata realizzata egregiamente dal popolare Studio Mappa. L’arco narrativo ‘Public Safety Saga’ si è concluso nel 2020 nel manga, ma prima di lanciarsi in quello successivo, Fujimoto ha fatto un annuncio a sorpresa. Avrebbe pubblicato prima un one-shot manga indipendente intitolato > Look Back. E così ha fatto.
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La storia di questo > volume unico (qui), è incentrata su due giovani ragazze che cercano di diventare delle mangaka. La protagonista è Fujino, una scolara delle elementari che disegna una piccola striscia comica settimanale di 4 vignette per il giornalino scolastico. Avendo un ottimo successo tra i compagni di classe, con estrema sicurezza minimizza il suo impegno affermando che le bastano solo cinque minuti per realizzarlo.
La seconda protagonista è invece Kyōmoto, una compagna di classe di Fujino che è caratterialmente il suo opposto. Pubblica anche lei una striscia nel giornalino, ma è un’> hikikomori che si rifiuta di uscire di casa per frequentare la scuola. Quando Fujino vede la bellezza dei suoi disegni, decide di migliorare tecnicamente per superarla. Poi un giorno un professore le chiede di andare a trovare la compagna e dall’incontro tra le due ragazze nascerà un forte sodalizio umano e professionale.
È chiaro che questa è una storia profondamente autobiografica per Tatsuki Fujimoto. Le due protagonisti, Fuji-no e Kyō-moto, condividono ciascuna un carattere kanji presente nel suo cognome. Come se fossero due sue personalità che si sono sdoppiate per la trama. Inoltre, ad un certo punto della storia, appare anche l’università che ha frequentato Fujimoto, la Tōhoku University of Art and Design. E il manga Shark Kick che poi Fujino realizzerà assieme a Kyōmoto, è palesemente ispirato a quello che nel 2016 ha segnato il debutto di Fujimoto nel mondo dei manga: > Fire Punch.
Il film tratto dal manga però non è prodotto da Mappa come forse ci si aspetterebbe dopo l’egregio lavoro fatto su > Chainsaw Man. Bensì dallo studio d’animazione Durian. Ed è diretto dal suo fondatore, Kiyotaka Oshiyama, qui nelle vesti anche di sceneggiatore e autore del design dei personaggi. Il regista, noto per il suo lavoro su progetti come > Evangelion: 2.0 You Can (Not) Advance di Hideaki Anno e > Arrietty di Studio Ghibli e Hiromasa Yonebayashi, ha disegnato gran parte del film da solo. Portando con maestria sul grande schermo la sua visione della passione artistica di Fujimoto.
La sequenza iniziale del film, che mostra la giovane protagonista al lavoro alla sua scrivania, non è presente nel manga ma detta l’intero tono del film. Una lotta solitaria che agita il cuore di Fujino e che si evolve quando incontra Kyōmoto. Quando lei dimostra apprezzamento per il suo lavoro chiamandola ‘sensei’, appellativo che si riserva solo a qualcuno che si considera il proprio maestro, Fujino capisce che invece di competere con Kyōmoto, deve farla sua alleata.
L’adattamento anime di > Look Back riesce a rappresentare lo scorrere del tempo della storia in modo unico, aggiungendole profondità. Le scene animate riempiono gli spazi vuoti lasciati dal manga, toccando gli spettatori in modo emozionante. L’animazione realizzata a mano, fotogramma per fotogramma, tocca picchi di qualità impressionanti in questo film. I personaggi, le loro espressioni, gli sfondi e il tempo che collega tutto, sono il prodotto di un lavoro meticoloso. Guidato da una visione artistica e un amore per l’> opera originale di Fujimoto non indifferenti.
Il film rappresenta una fusione delle visioni creative di Fujimoto, che ha ideato la storia, e del regista Oshiyama, che le ha conferito un formato cinematografico. Non è una coincidenza che la loro collaborazione assomigli a quella tra Fujino e Kyōmoto. La loro storia, con i continui impulsi creativi e conflitti, simboleggia le lotte affrontate da tutti coloro che dedicano la propria vita all’arte. Che sia quella su pagine, su schermo o in qualsiasi altro medium.
La genialità di > Look Back si può trovare nella sua rappresentazione delle forze grezze scatenate nell’atto di creare qualcosa. Raccontato attraverso la storia di due giovani ragazze di talento. Dall’uscita del manga originale, molte discussioni si sono concentrate su quanto ad un certo punto la storia ricordasse l’> attacco incendiario alla sede di Kyoto Animation avvenuto nel luglio del 2019. Quando Fujimoto dice che l’opera rappresenta lui che si costringeva “ad accettare qualcosa che prima non riusciva ad accettare”, suggerisce che fosse più di una sua esplorazione personale. Ma un tentativo di riconciliare la relazione tra creazione artistica e società tutta.
La forza e il limite del manga sono la capacità di analizzare il tempo attraverso fotogrammi in forma di pagine. Questo aspetto ha un’evoluzione nel film, che lo rende ancora più perfetto della controparte cartacea. Anche con la durata inferiore a un’ora, la scansione temporale della pellicola è trattata in maniera egregia. Da un manga che era già un piccolo capolavoro, esce un’opera che lo riempie e lo completa. Ecco il trailer giapponese con sottotitoli di > Look Back:
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Il film è uscito in Giappone il 28 giugno, sotto trovate la locandina ufficiale. Nei suoi primi tre giorni di programmazione, la pellicola ha incassato un totale di 227 milioni di ¥ (circa 1,3 milioni di €) e 135.000 biglietti venduti. Il manga > Look Back ha vinto il primo Rakuten Kobo E-book Awards nel maggio 2023 e si è classificato primo nell’edizione 2022 della guida Kono Manga ga Sugoi! E’ stato distribuito a livello globale su > Prime Video lo scorso 7 novembre 2024. L’opera non avrà un continuo, né cartaceo né cinematografico. Fujimoto l’ha concepita come una storia autoconclusiva. 
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