Il 2025 sarà l’anno del Serpente: miti e curiosità
Con l’avvicinarsi del 2025, anno dedicato al > Serpente secondo lo > zodiaco cinese adottato in Giappone e chiamato ‘eto‘, esploriamo i legami tra questa affascinante creatura e la cultura nipponica. Dalle superstizioni legate alla ricchezza fino ai detti e simbolismi che lo circondano. Tra poco sarà il 2025 e sarà l’anno del Serpente: miti e curiosità sull’animale portafortuna dei prossimi 12 mesi.
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Serpente e fortuna finanziaria
Il 2025 riporta il > Serpente al centro dell’attenzione, con immagini di questo rettile che decoreranno calendari, biglietti d’auguri nengajō e varie esposizioni a tema. Nonostante molte culture trovino i serpenti inquietanti, comprese quelle occidentali legate ad alcune religioni, in Giappone sono considerati simbolo di prosperità economica. Una tradizione popolare suggerisce che conservare un pezzo di pelle di serpente nella borsa o nel portafoglio porti ricchezza.
Questa credenza si lega al serpente bianco, incarnazione della dea > Benzaiten, una delle Sette Divinità della Fortuna e protettrice della ricchezza. Chi desidera migliorare le proprie finanze può fare visita a un Santuario in un ‘giorno del serpente’, che ricorre ogni 12 giorni nel ciclo dello zodiaco. Il serpente simboleggia anche rinnovamento e trasformazione, grazie alla sua capacità di cambiare pelle. Questa caratteristica lo rende un emblema di rinascita e buona sorte.
Il Serpente nel tempo e nello spazio
L’eto non si limita agli animali zodiacali, ma si collega anche alle direzioni della bussola e alle ore del giorno. Il > Serpente (巳, mi) corrisponde al sud-sudest e regna sull’orario dalle 9 alle 11 del mattino, un momento che coincide con l’inizio della giornata lavorativa. Interessante è il kanji usato per rappresentarlo. Mentre 巳 (mi) è specifico del ciclo zodiacale, il termine comune per serpente, 蛇 (hebi), compare anche in parole come 蛇口 (jaguchi, rubinetto) e 蛇の目 (janome, occhio di serpente), che descrive il motivo ad anello visibile sugli ombrelli tradizionali o sul fondo delle tazze da sakè.
Per chi non lo sapesse, i > 12 animali dello zodiaco cinese e giapponese sono rappresentati in un cerchio: in senso orario Nezumi, Ushi, Tora, Usagi, Tatsu, Hebi, Uma, Hitsuji, Saru, Tori, Inu e Inoshishi, ovvero topo, bue, tigre, coniglio, drago, serpente, cavallo, pecora, scimmia, gallo, cane e cinghiale. Secondo la leggenda, sono questi i primi animali che hanno risposto alla chiamata del Buddha. Il sistema astrologico nipponico è chiamato ‘Junishi‘ ed arrivò dalla Cina circa 1300 anni fa. E’ solo uno dei numerosi elementi tradizionali che i giapponesi condividono con i cinesi, assieme agli > ideogrammi e a molti altri.
Detti popolari sul Serpente
Il > Serpente è anche protagonista di numerosi proverbi giapponesi, che riflettono saggezza e insegnamenti morali:
- 竜頭蛇尾 (Ryūtō dabi): ‘Testa di drago, coda di serpente’ descrive un inizio grandioso che termina in modo deludente.
- 蛇に睨まれた蛙 (Hebi ni niramareta kaeru): ‘Una rana fissata da un serpente’, usato per indicare chi rimane paralizzato dalla paura, simile all’inglese ‘a deer in the headlights’ (cervo abbagliato dai fari).
- 蛇に噛まれて朽縄におじる (Hebi ni kamarete kuchinawa ni ojiru): ‘Morso da un serpente, teme una corda marcia’. Indica una cautela eccessiva dopo un errore passato, simile a ‘Once bitten, twice shy’ (morso una volta, timido due volte).
- 藪をつついて蛇を出す (Yabu o tsutsuite hebi o dasu): ‘Punzecchiare un cespuglio e far uscire un serpente’ equivale a crearsi problemi inutili. Spesso abbreviato in yabuhebi.
- 蛇足 (Dasoku): ‘Gambe di serpente’. Derivato da un racconto cinese, rappresenta un’aggiunta superflua che finisce per rovinare l’insieme.
Con il 2025 alle porte, l’Anno del Serpente offre l’occasione perfetta per scoprire o riscoprire queste affascinanti connessioni tra tradizione, superstizione e cultura giapponese.
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