'Gli stranieri sono nostri ospiti': governatore giapponese contro i prezzi maggiorati

‘Gli stranieri sono nostri ospiti’: governatore giapponese contro i prezzi maggiorati 

In un momento in cui il Giappone vive un afflusso record di turisti stranieri, si è acceso il dibattito su come far fronte all’aumento dei prezzi e all’inflazione nel Paese. Il cambio favorevole per gli stranieri in entrata sta mettendo a dura prova i consumatori giapponesi. Lo yen debole significa che le aziende giapponesi, che dipendono in gran parte dalle importazioni per le materie prime che non hanno, stanno vedendo aumentare le loro spese. E per non soccombere sono state costrette ad aumentare i prezzi per i consumatori.

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La pandemia poi è stata un periodo difficile per il settore dei viaggi e della ristorazione. Tutti i giapponesi sono ansiosi di recuperare i profitti persi. Un’idea per poterlo fare è quella di implementare un sistema di prezzi ‘a due livelli’, con tariffe più alte per i turisti e più basse per i local. Un ristorante di Tokyo ha già adottato questa politica, scatenando però le proteste di molti. In particolare il governatore della prefettura di Kanagawa, Yuji Kuroiwa, si oppone a questa politica. La sua dichiarazione:

“Sono fortemente contrario a questa idea. I viaggiatori stranieri sono nostri ospiti. Abbiamo invitato per lungo tempo tutti a venire in Giappone. E ora che i turisti sono qui, vogliamo farli pagare di più? Sarebbe come fargli una multa per essere venuti nel nostro Paese.”

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Il governatore sostiene che i turisti stranieri contribuiscono già all’economia giapponese attraverso le tasse sul consumo, le tasse sugli alloggi e altre imposte indirette. Inoltre, sottolinea che la loro presenza genera benefici anche per la popolazione locale, creando posti di lavoro e stimolando l’economia. Il politico Toru Hashimoto invece ha affermato che imporre prezzi più alti agli stranieri è anche un modo per fornire un supporto adeguato agli stessi. Citando costi di servizi come le infrastrutture amministrative e gli ospedali dei quali usufruiscono anche loro.

“Penso che sia necessario che i turisti stranieri paghino qualcosa dato che usano gratis i servizi pagati dal popolo giapponese.”

Yuji Kuroiwa invece è completamente dell’opinione contraria:

“Anche i giapponesi traggono molti benefici dai turisti. La situazione è la stessa di quando i giapponesi viaggiano a livello nazionale in un posto diverso da quello in cui vivono. Se qualcuno viene a Kamakura da un’altra prefettura, non paga le tasse a Kamakura, ma gli permettiamo comunque di usufruire dei servizi cittadini.”

'Gli stranieri sono nostri ospiti': governatore giapponese contro i prezzi maggiorati


L’opposizione di Kuroiwa ai prezzi a due livelli è in linea con la sua reputazione di politico progressista e pro-business. Egli è noto per il suo impegno a promuovere il turismo e lo sviluppo economico nella sua prefettura. Affermare che i viaggiatori stranieri non contribuiscono alle casse fiscali del Giappone secondo lui è falso. Far pagare loro un’extra non è il tipo di benvenuto che Kuroiwa vuole offrire agli ospiti stranieri.

La sua posizione è stata accolta favorevolmente da molti. Ma alcuni sostengono che i turisti dovrebbero comunque contribuire di più ai costi delle infrastrutture e dei servizi di cui usufruiscono. Ad esempio è stata introdotta la scalata del Monte Fuji a pagamento e c’è la proposta di mettere una tassa di soggiorno per il monte Koya. Ma da qui a mettere i prezzi maggiorati su tutti i menù turistici, negozi e ingressi ai musei c’è differenza. Il dibattito è quindi destinato a continuare mentre il Giappone cerca di bilanciare la necessità di aumentare le sue entrate con il desiderio di mantenere un’immagine accogliente per i visitatori stranieri. Irasshaimase!

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