Il Monte Koya vuole introdurre una tassa di soggiorno 

Il Monte Koya vuole introdurre una tassa di soggiorno 

Nell’ultimo anno, una zona di pellegrinaggio con meno di 3.000 residenti ha avuto quasi 1,4 milioni di turisti. I giapponesi visitano il Monte Koya, noto anche come Koyasan, da secoli. Ma qui non si erano mai visti così tanti viaggiatori stranieri prima d’ora, la fama internazionale della zona è cresciuta esponenzialmente in poco tempo. Situati sulla catena montuosa dei Monti Kii della prefettura di Wakayama, i complessi di Templi del Monte Koya risalgono a più di mille anni fa. E da allora pellegrini e amanti della vita all’aria aperta, percorrono i tanti sentieri suggestivi che li collegano.

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Negli ultimi anni però, il Monte Koya e la città di Koya ai suoi piedi, hanno visto più visitatori che mai nella loro storia. Nel 2004 l’UNESCO ha inserito i “Siti Sacri e le Vie di Pellegrinaggio nella catena montuosa Kii” all’interno dei Patrimonio dell’Umanità. Ed ora grazie a questo e alla fama cresciuta grazie ai social, il Monte Koya sta diventando uno degli itinerari preferiti di molti turisti stranieri del Giappone centrale. Questo interesse internazionale poi, come già successo per altre zone del Giappone, ha riacceso anche l’interesse dei viaggiatori autoctoni. Rendendo però queste mete inevitabilmente affollatissime, con tutti i disagi e i problemi correlati che possiamo immaginare.

Per questo, sembra che i visitatori del Monte Koya dovranno iniziare ad abituarsi a dover pagare una tassa speciale nei prossimi anni. Il numero dei turisti continua ad aumentare, mentre al numero dei residenti sta accadendo il contrario, dato che stanno diminuendo sempre più. Attualmente, Koya ha una popolazione di circa 2.600 abitanti, in calo rispetto ai circa 9.000 di 50 anni fa. Nel corso del 2023 però, sono passati dalla città circa 1.397.000 viaggiatori. Di questi, 228.000 hanno pernottato in zona e di questi ancora circa 93.900 erano viaggiatori stranieri.

Il Monte Koya vuole introdurre una tassa di soggiorno 

La città di Koya non è mai stata grande e tutti questi visitatori stanno mettendo a dura prova le infrastrutture locali, secondo il sindaco Yoshiya Hirano. Aumentano i costi per la manutenzione dei bagni pubblici e del sistema fognario, nonché per la gestione e rimozione dei rifiuti lasciati dai visitatori. Anche il budget per i servizi di emergenza è al limite, le richieste di ambulanze da parte dei turisti che visitano la montagna, superano quelle dei pochi residenti locali.

Dato che la popolazione della città è poco numerosa, sta diventando sempre più difficile mantenere le infrastrutture con le entrate fiscali attuali, spiega il sindaco. “Il fatto è che i residenti si fanno carico di un grosso onere per sostenere le infrastrutture della città, spingendo a chiedere l’introduzione di una tassa di soggiorno.” Il piano va a braccetto con le recenti decisioni delle autorità di iniziare a far pagare i biglietti d’ingresso per il sentiero escursionistico più famoso del Monte Fuji e di imporre una tassa di soggiorno sull’isola di Miyajima nella prefettura di Hiroshima.

Apparentemente, l’aumento del traffico turistico verso Koya dovrebbe già aumentare le entrate fiscali della città. I viaggiatori utilizzando le attività commerciali locali, pagano imposte sulle vendite e sui consumi. Tuttavia, a differenza dei recenti picchi turistici in aree più sviluppate come Kyoto, Koya non presenta molte opportunità di spesa. Essendo una piccola cittadina rurale, molti dei suoi negozi e ristoranti sono semplici e relativamente economici.

Inoltre, visitare il Monte Koya e percorrere i suoi sentieri è abbastanza fattibile come gita di un giorno da Osaka o da Kyoto. Come dimostra l’oltre 1 milione di turisti che l’hanno visitato l’anno scorso senza la spesa del pernottamento che finirebbe nelle casse fiscali della zona. E mentre alcuni templi fanno pagare già l’ingresso, se pur molto poco, i sentieri per raggiungerli invece sono attualmente gratuiti. Ma probabilmente ancora per poco.

Il Monte Koya vuole introdurre una tassa di soggiorno 

Il Monte Koya si trova nella situazione di ricevere molti visitatori che però arrivano dopo aver già mangiato o che se lo portano al sacco. E che quindi non fanno acquisti nei negozi in loco, tornando poi in serata al loro Hotel a Kyoto o Osaka. Minimizzando così il loro contributo economico alla zona. Questi fattori sono probabilmente anche il motivo per cui la tassa di soggiorno verrebbe riscossa sia dagli ospiti che pernottano che dagli escursionisti giornalieri.

Il sindaco Hirano sottolinea però che la sua richiesta di una tassa di soggiorno non è un tentativo di tenere lontani i visitatori. “Koyasan è un posto meraviglioso e siamo felici di ricevere molte persone in visita. Con il calo della popolazione però, è diventato difficile mantenere il territorio con il solo contributo dei residenti, quindi dobbiamo chiedere un aiuto a tutti”. I dettagli dell’imposta, come l’importo e le modalità di riscossione, devono ancora essere definiti. Ma l’intento è di farla entrare in vigore nella primavera del 2028.

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Il Monte Koya vuole introdurre una tassa di soggiorno