Dalle auto alle coppette mestruali: il cambio marcia
GomunoInaki, azienda giapponese con sede a Nagoya e fornitore storico di guarnizioni e componenti in gomma per giganti come Toyota e Denso, ha deciso di puntare su un settore del tutto nuovo e inatteso: le > coppette mestruali. La scelta arriva in un momento di grandi trasformazioni per l’industria automobilistica, dove la > transizione ai veicoli elettrici riduce progressivamente la domanda di componenti per motori a combustione.
Lanciata nel 2023, la coppetta mestruale Feminak rappresenta una piccola ma crescente parte del fatturato dell’azienda, che ammonta a 41,5 miliardi di ¥ (crc. 236 milioni di €). I risultati iniziali sono incoraggianti: ad agosto 2025 le vendite hanno registrato un aumento del 70% rispetto all’anno precedente. Forte di questi numeri, GomunoInaki punta a espandersi nei mercati asiatici, con un lancio a Singapore e in Vietnam entro la fine dell’anno. Facendo leva sul prestigio del ‘made in Japan’ fuori dai confini e sull’utilizzo di silicone medicale di alta qualità. Per il 2026 è già prevista anche una linea più economica di coppette.
Tecnologia automobilistica al servizio del benessere
La forza di Feminak rispetto ad altri marchi, e attualmente ne esistono molti, risiede nell’esperienza ingegneristica dell’azienda. Grazie alla precisione di lavorazione fino a 0,1 millimetri, le sue > coppette mestruali risultano sottili, morbide, flessibili, inodori e facili da pulire, senza compromettere la capienza e la sicurezza contro le perdite. “Abbiamo sentito la necessità di innovare e applicare il nostro know-how a nuove sfide sociali”, ha dichiarato Shunichi Koyama, responsabile della divisione Merchandise Planning.
Fondata nel 1919, l’azienda GomunoInaki ha sempre basato circa il 90% del proprio business sul settore automobilistico. Pur producendo anche altri articoli come componenti per stampanti e tappi per siringhe. La svolta verso il mercato dell’igiene femminile è arrivata in occasione del centenario dell’azienda, quando i dipendenti furono invitati a proporre nuove applicazioni della tecnologia dei polimeri.
Un mercato in crescita
Le > coppette mestruali si stanno diffondendo globalmente come alternativa sostenibile e riutilizzabile ad assorbenti e tamponi. Soprattutto per non essere usa e getta e quindi avere un basso impatto ambientale. In Giappone, dove un enorme 75% delle donne utilizza ancora gli assorbenti, il mercato sta gradualmente cambiando.
Secondo il sito Fortune Business Insights, il business mondiale delle coppette raggiungerà 1,3 miliardi di € nel 2025. E continuerà a crescere del 6,6% annuo fino al 2032 all’interno del settore dell’igiene femminile, che vale circa 42 miliardi di €. Quindi è un ottimo investimento dal punto di vista di un’azienda che ha capito in tempo di essersi basata su componenti per un’industria presto obsoleta come quella dell’auto a scoppio.
Come funziona una coppetta
Per chi ne ignorasse ancora l’esistenza o le guardasse con poca fiducia, è doveroso spiegare come si usa praticamente una > coppetta mestruale. Questi piccoli dispositivi in silicone medicale si inseriscono nella vagina come normali tamponi di cotone durante il ciclo. Essendo delle coppette morbide, vanno piegate formando un cilindro che poi si aprirà aderendo alle pareti vaginali creando una leggera aspirazione tipo ventosa che impedisce perdite.
Può essere indossata in media dalle 6 alle 12 ore, a seconda dell’intensità del flusso, quindi dura moltissimo di più rispetto ad un assorbente. Una volta rimossa, va svuotata nel wc, risciacquata nel bidet o lavandino e può essere subito reinserita. Con la giusta manutenzione, una coppetta può durare diversi anni, diventando un’alternativa pratica, economica e sostenibile a tamponi e assorbenti.
Sulle orme di FujiFilm
La scelta di GomunoInaki non è isolata: in Giappone sono diversi i casi di aziende che hanno trovato successo cambiando radicalmente settore. FujiFilm, ad esempio, ha trasformato la propria esperienza dalle pellicole fotografiche, ormai in disuso a causa delle foto digitali, ai dispositivi medicali e alla linea di cosmetici anti-età Astalift. Proprio questa svolta ha ispirato la GomunoInaki. “I prodotti di consumo richiedono investimenti iniziali alti, ma possono garantire stabilità se riescono a reggersi sul mercato”, ha spiegato Emi Kondo, collaboratrice coinvolta nel progetto Feminak.
Con il lancio internazionale delle sue > coppette mestruali, GomunoInaki dimostra come anche un’azienda legata a doppio filo all’industria automobilistica tradizionale possa reinventarsi, sfruttando il proprio know-how per rispondere a nuove esigenze sociali e ambientali.
È un messaggio che va oltre il Giappone: il cambiamento non va temuto, ma affrontato come un’opportunità. Anche in Italia, dove ad esempio le auto elettriche vengono viste come una minaccia a tutto il settore automobilistico tradizionale, la lezione è chiara: quando arriva un cambiamento, questo non vuol dire la fine di tutto, ma una possibilità di trasformazione. Reinventarsi è sempre possibile, e spesso è proprio questo che garantisce la sopravvivenza e la crescita.
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