Cerimonia di apertura Milano-Cortina: l’omaggio del Giappone all’Italia

Cerimonia di apertura Milano-Cortina: l’omaggio del Giappone all’Italia

La cerimonia di apertura delle Olimpiadi invernali di Milano-Cortina ha segnato una svolta storica per i Giochi. Per la prima volta, la tradizionale Parata degli Atleti non si è svolta in un unico stadio, ma in una forma ‘diffusa’, coinvolgendo contemporaneamente quattro località simbolo dell’evento: Milano, Livigno, Predazzo e Cortina d’Ampezzo. Quattro scenari diversi, uniti da un’unica regia e da un solo messaggio: raccontare l’Italia attraverso diversi territori, trasformando la geografia olimpica in un palcoscenico condiviso.

Gli atleti hanno sfilato, per ovvi motivi logistici, nei luoghi più vicini alle sedi delle loro competizioni, rompendo con l’immagine classica della parata e avvicinando simbolicamente sport e territorio. Come da protocollo olimpico, la sfilata si è aperta con la Grecia, paese natale delle Olimpiadi, e si è conclusa con l’Italia, Paese ospitante, che ha presentato una delegazione di 146 atleti. In totale, sono state 92 le delegazioni presenti alla cerimonia.

Cerimonia di apertura Milano-Cortina: l’omaggio del Giappone all’Italia

Il gesto del Giappone che pochi hanno notato

In mezzo a questa nuova coreografia olimpica, un dettaglio carico di significato è stato snobbato nella diretta televisiva di Rai 1. Durante la sfilata in contemporanea allo stadio di San Siro di Milano e negli altri luoghi designati per le gare, la delegazione del Giappone si è distinta per un gesto tanto semplice quanto simbolico: tutti gli atleti tenevano in mano non solo la loro bandierina, ma anche il tricolore italiano.

Un omaggio esplicito al Paese ospitante, unico nel suo genere durante la cerimonia. Nessun’altra delegazione ha replicato questo gesto, rendendo l’iniziativa giapponese ancora più significativa. Un segnale di rispetto e amicizia che arriva a poche settimane dalla visita ufficiale della premier Giorgia Meloni a Tokyo, inserendosi in un momento di relazioni diplomatiche particolarmente rosee tra Italia e Giappone.

In un evento spesso dominato da grandi coreografie e messaggi ad alto impatto visivo, il tributo giapponese ha scelto la via della discrezione, fedele a uno stile culturale che privilegia il simbolo silenzioso alla dichiarazione plateale. Ecco un video del momento della sfilata giapponese con la doppia bandierina nelle mani di tutti gli atleti:

Cerimonia di apertura Milano-Cortina: l’omaggio del Giappone all’Italia

La squadra giapponese a Milano-Cortina

Il Giappone si presenta alle Olimpiadi invernali di Milano-Cortina con una delle delegazioni più numerose della sua storia recente: 120 atleti, di cui 47 uomini e 73 donne, impegnati in 13 discipline diverse. A guidare la squadra durante la cerimonia di apertura sono stati i due portabandiera Wataru Morishige e Sena Tomita (foto sopra), rispettivamente pattinatore di velocità e snowboarder, volti rappresentativi di una generazione che, dopo i trionfi a Pechino 2022, punta a consolidare il ruolo del Giappone tra le potenze emergenti degli sport invernali.

Negli ultimi anni, Tokyo ha investito molto nello sviluppo delle discipline su ghiaccio e sulla neve, con risultati già visibili soprattutto nel pattinaggio artistico, nello snowboard e nel salto con gli sci. Uomo simbolo dei suoi successi olimpici invernali > Yuzuru Hanyu, leggenda del pattinaggio di figura ormai ritirato, primo uomo asiatico a vincere l’oro olimpico individuale (Sochi 2014) e primo in 66 anni a difendere il titolo con un secondo oro consecutivo (PyeongChang 2018).

Ambizioni, medaglie e continuità

Gli obiettivi della delegazione giapponese per quest’anno sono chiari: puntare a nuove medaglie nello snowboard e nel pattinaggio, e sorprendere in sport dove è tradizionalmente meno favorita. Particolare attenzione è rivolta anche alla crescita del settore femminile, che rappresenta oltre la metà della squadra, segnale di una strategia sportiva sempre più inclusiva e orientata al lungo periodo.

Milano-Cortina diventa così un banco di prova fondamentale: non solo per il medagliere, ma per dimostrare che il Giappone è ormai una presenza stabile e competitiva anche alle Olimpiadi invernali, dopo il successo organizzativo e simbolico degli ultimi Giochi estivi di Tokyo 2020. Posticipati di un anno a causa della pandemia di COVID-19, sono stati un’edizione storica. Caratterizzata da competizioni principalmente a porte chiuse, nuovi sport come surf e skateboard e da un record assoluto per l’Italia con ben 40 medaglie conquistate.

Un messaggio che va oltre lo sport

Il tricolore sventolato dagli atleti giapponesi non è stato solo un gesto di cortesia, ma un messaggio più ampio: lo sport come unione di popoli, capace di raccontare relazioni internazionali, rispetto culturale e visioni condivise. In un periodo storico così segnato da tensioni e conflitti, le Olimpiadi tornano a ricordarci il loro significato più profondo: quello di uno spazio neutrale, dove le bandiere non dividono ma dialogano tra loro.

Anche se passato inosservato in Tv, con i telecronisti che durante il gesto parlavano d’altro, l’omaggio del Giappone all’Italia resta uno dei momenti più significativi della festosa cerimonia di apertura di Milano-Cortina. A volte, più delle vittorie urlate, sono proprio i dettagli silenziosi a raccontare le storie più interessanti dei Giochi Olimpici.

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Cerimonia di apertura Milano-Cortina: l’omaggio del Giappone all’Italia


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