Italia-Giappone: operativo il nuovo 'visto vacanza-lavoro'

Italia-Giappone: operativo il nuovo ‘visto vacanza-lavoro

Buone notizie per chi sogna di vivere un’esperienza di vita autentica tra sushi, grattacieli e templi: Italia e Giappone hanno finalmente reso operativo il nuovo programma Working Holiday Visa valido un anno. Per poter vivere e lavorare in Giappone senza un normale visto lavorativo, ci sono però dei requisiti da rispettare, come era prevedibile.

La misura, pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale n. 224 del 2025 con la Legge n. 136, ratifica l’accordo bilaterale firmato a Roma nel maggio 2022. L’intesa permette ai giovani italiani e giapponesi di viaggiare e lavorare temporaneamente nell’altro Paese, favorendo preziosi scambi culturali, linguistici e professionali.

Cos’è il ‘visto vacanza-lavoro’

Il Working Holiday Visa è un permesso di soggiorno che consente ai cittadini di uno dei due Paesi di trascorrere fino a un anno nell’altro, combinando turismo e piccoli lavori per sostenersi economicamente durante il viaggio. È una formula già molto popolare in Paesi come Australia, Canada o Nuova Zelanda. Ed ora anche il Giappone e l’Italia si aggiungono alla lista di destinazioni che permettono questo tipo di esperienza imperdibile.

Il visto viene rilasciato gratuitamente dalle ambasciate o consolati dell’altro Paese, e rappresenta un’occasione preziosa per chi vuole immergersi veramente nella vita quotidiana locale. Senza dover sottostare ai vincoli di un visto turistico tradizionale di soli 90 giorni, durante i quali è ovviamente vietato svolgere qualsiasi attività lavorativa.

Italia-Giappone: operativo il nuovo 'visto vacanza-lavoro'

I requisiti per ottenere il visto

Per poter fare domanda, occorre soddisfare alcune condizioni ben precise. Ecco i principali requisiti per i cittadini italiani che vogliono partire per il Giappone. E viceversa per i giapponesi che vogliono venire in Italia.

  • Avere un’età compresa tra 18 e 30 anni

  • Entrare nel Paese principalmente per turismo

  • Non essere accompagnati da persone a carico (a meno che anch’esse non abbiano un visto analogo)

  • Possedere un passaporto valido per almeno tre mesi oltre la data prevista di rientro

  • Avere un biglietto di ritorno o fondi sufficienti per acquistarlo

  • Disporre di mezzi economici adeguati per mantenersi durante il soggiorno

  • Possedere un’assicurazione sanitaria per tutta la durata della permanenza

  • Non avere precedenti penali

  • Impegnarsi a rispettare le leggi e i regolamenti locali

  • E, naturalmente, lasciare il Paese alla fine del periodo autorizzato

Inoltre, chi ha già usufruito in passato di un visto ‘vacanza-lavoro’ non potrà farne richiesta una seconda volta.

Italia-Giappone: operativo il nuovo 'visto vacanza-lavoro'

Cosa si può fare con questo visto

Il visto giapponese per i cittadini italiani consente di rimanere nel Paese fino a 12 mesi dalla data di ingresso e di lavorare legalmente senza bisogno di un permesso di lavoro separato. L’attività professionale deve però restare secondaria rispetto al viaggio: lo scopo principale resta la vacanza e la scoperta culturale, non l’impiego a tempo pieno. Perfetti a questo scopo sono i > tipici lavoretti part-time giapponesi, come ad esempio il commesso in un conbini.

In Italia, i cittadini giapponesi potranno fare lo stesso: soggiornare fino a un anno e lavorare senza un permesso di soggiorno per motivi di lavoro, anche per diversi datori. Ma il periodo lavorativo non deve superare i 6 mesi complessivi.

Entrambi i Paesi stabiliranno ogni anno il numero massimo di Working Holiday Visa da rilasciare, in base alla domanda e alle capacità di accoglienza. Il numero esatto sarà reso noto dalle autorità competenti, come l’Ambasciata del Giappone in Italia o il Ministero degli Esteri italiano, e potrà variare di anno in anno.

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Un’occasione unica per i giovani viaggiatori

Questo accordo rappresenta un passo importante nei già buoni rapporti tra Italia e Giappone. Oltre che aprire nuove possibilità per chi sogna di vivere un’esperienza internazionale fuori dagli schemi: studiare la lingua, fare lavoretti part-time, esplorare il Paese con lentezza e costruire un ponte tra due culture molto diverse ma da sempre affascinate l’una dall’altra.
Le informazioni ufficiali, le modalità di candidatura e i moduli aggiornati sono già disponibili (dal 1 aprile 2026) sui siti:

Conviene cominciare subito a candidarsi, il programma è nuovo, ma le richieste si prevedono molto numerose. Concedersi un anno sabbatico per viaggiare, lavorare e conoscere davvero il Giappone (o l’Italia per i giapponesi) per chi è appassionato di questi due paesi non ha prezzo. Il Working Holiday Visa segna una nuova era di mobilità tra Italia e Giappone.

In un mondo che sembra correre sempre più veloce, il programma vacanza-lavoro invita a rallentare, a viaggiare con curiosità e rispetto, e a costruire legami che vanno oltre i confini geografici. Un ponte culturale tra due Paesi lontani, ma uniti da una profonda ammirazione reciproca.

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