Quanto si guadagna con un lavoro part-time in Giappone?

Quanto si guadagna con un lavoro part-time in Giappone

Molti stranieri che hanno scelto il Giappone come nuova patria raccontano la loro esperienza attraverso i social media, offrendo una visione reale della vita quotidiana in questo Paese. Come spesso viene sottolineato in questo sito e nel > libro Sempre Dire Banzai, il Giappone presenta notevoli differenze rispetto all’occidente. Sia per quanto riguarda gli usi e costumi che, soprattutto, la mentalità. E il mondo del lavoro è uno di quelli che si discostano di più da quello a cui siamo abituati noi.

Canale TELEGRAM! > Unitevi per restare aggiornati!

Basta prendere ad esempio come si cerca e trova un lavoro in Giappone. Qui il part-time, chiamato baito, è molto diffuso e svolto da diverse categorie di persone. Non si tratta solo di studenti che cercano di occupare il loro tempo libero dopo le lezioni mattutine per avere qualche soldo in più. Ma anche di casalinghe e pensionati che desiderano arrotondare le entrate. O chi ha già un posto ma ha bisogno di un secondo lavoretto. Solitamente sono impieghi non molto impegnativi e flessibili, che offrono la possibilità di integrare il reddito mensile senza rigidi vincoli contrattuali. E sono facilissimi da trovare perché molto richiesti.

In Italia negli annunci di lavoro gli orari e lo stipendio non sono mai chiari e palesi. Se c’è un cartello fuori da un negozio, si legge solo un generico: ‘cercasi personale’, senza nessuna informazione aggiuntiva. In Giappone invece gli avvisi lavorativi affissi all’esterno di esercizi commerciali e locali, forniscono subito tutte le informazioni necessarie ai potenziali candidati. Non ci sono problemi ad esporre pubblicamente orari di lavoro e paga oraria. In questo modo, chi cerca lavoro, non avrà sorprese una volta entrato a chiedere un colloquio e in caso firmato il contratto. In Italia una cosa del genere non esiste… quanto si dovrà lavorare effettivamente e quanto si guadagnerà è sempre un mistero.

Quanto si guadagna con un lavoro part-time in Giappone?

Ebbene, per entrare nel dettaglio, ecco l’esempio dell’esperienza lavorativa part-time di uno straniero in un combini in Giappone. I combini, letteralmente ‘convenience store’ giapponesizzato, sono dei piccoli mini-market. Una vera istituzione giapponese, una rete capillare di punti vendita di diversi marchi aperti 24 ore su 24, 7 giorni su 7, che offrono una vastissima gamma di prodotti e servizi. All’ingresso di ogni combini, si può notare un cartello che indica gli orari dei turni di lavoro. La giornata lavorativa è suddivisa in quattro fasce: tre diurne e una notturna. Le fasce diurne, che iniziano alle 8:00 di mattina, durano 5 ore ciascuna.

Il Giappone vara una nuova enorme nave per cacciare le balene

La paga base per il lavoro di commesso part-time di un combini, si aggira intorno ai 760 ¥ l’ora (crc. 5 €). Durante la notte, la tariffa aumenta leggermente, arrivando a 1.300 ¥ (circa 8 €). Facendo un rapido calcolo, si può stabilire che la paga oraria part-time media sia intorno ai 6/7 € netti. Bisogna però considerare che lo stipendio lordo subisce delle detrazioni fiscali, che possono variare a seconda della situazione individuale. In media, si stima che le tasse ammontino al 20% circa. Un aspetto positivo è che spesso i datori di lavoro rimborsano ai dipendenti part-time le spese di trasporto per recarsi al lavoro, con un tetto massimo mensile.

Quanto si guadagna con un lavoro part-time in Giappone?

Contrariamente a quanto si potrebbe immaginare, il lavoro part-time non implica necessariamente un ritmo frenetico, come invece accade per i dipendenti a tempo pieno. Con i part-timer c’è più permissività e loro hanno meno responsabilità. La loro situazione offre anche una panoramica interessante e realistica del lavoro in Giappone. Evidenziando che, pur non trattandosi di guadagnare grandi cifre, nel Paese il costo della vita tutto sommato è abbastanza accessibile a tutti. E quindi anche con un part-time in tanti riescono a vivere dignitosamente.

Se stai pensando anche tu di fare un’esperienza di vita in Giappone, solitamente l’opzione migliore è quella di iscriversi ad una scuola privata di giapponese ed ottenere un visto studentesco. Ci sono tantissime opzioni, basta fare una semplice ricerca online. Le rette non sono proibitive, soprattutto se si scelgono scuole non troppo centrali nelle grandi città. E mentre si frequenta, il punto è proprio cercare un lavoretto part-time per le ore libere dalle lezioni per ammortizzare i costi di soggiorno.

Un’ottima opportunità non solo per pagarsi l’affitto, solitamente abbastanza costoso, ma anche per allenarsi nella lingua, immergersi nella cultura locale e ovviamente conoscere persone. Magari quel qualcuno che poi potrebbe assumerci full-time e fornirci un agognato visto lavorativo una volta che ce la caviamo abbastanza bene con la lingua da non aver più bisogno della scuola.

Post consigliato > Qual è lo stipendio medio in Giappone? Tre falsi miti e tre realtà da sviscerare


Quanto si guadagna con un lavoro part-time in Giappone?