A Tokyo spuntano barriere che oscurano la vista dei ciliegi in fiore

A Tokyo spuntano barriere che oscurano la vista dei ciliegi in fiore

Quello che un tempo era un angolo tranquillo e quasi segreto di Tokyo, perfetto per ammirare lo spettacolo dei ciliegi Sakura, oggi è preso d’assalto dal turismo di massa. Si tratta del quartiere di Nakameguro, a due passi da Shibuya, ora finito al centro delle polemiche per una decisione drastica: installare barriere per impedire ai visitatori di fermarsi su un ponte ad ammirare e fotografare il fiume attorniato da alberi in fiore.

Da gemma nascosta a meta presa d’assalto

Fino a circa vent’anni fa, Nakameguro era conosciuto solo dagli appassionati più attenti dell’hanami, l’osservazione dei Sakura. Lungo il fiume Meguro si poteva passeggiare in tranquillità, lontano dalle folle che oggi caratterizzano altri luoghi iconici della città, e trovare tantissimi alberi lungo i due argini.

Oggi, invece, la situazione è completamente diversa. Nakameguro è diventato uno dei posti più trendy per ammirare i ciliegi in fiore, soprattutto tra i giovani. Il quartiere offre un mix irresistibile: file di alberi rosa lungo il fiume, locali alla moda, caffè eleganti e una vita notturna vivace. Inoltre, la vicinanza a Shibuya, appena due fermate di metropolitana, lo rende ancora più accessibile. Il risultato? Durante la stagione primaverile si riversano qui milioni di persone. Solo l’anno scorso si sono registrati circa 2,3 milioni di visitatori, e i numeri continuano a crescere.

A Tokyo spuntano barriere che oscurano la vista dei ciliegi in fiore

La decisione shock: ‘vietato fermarsi’

Per far fronte al caos sempre più estremo che si forma nel quartiere in primavera, quest’anno è stata presa una decisione senza precedenti. Sul ponte principale vicino alla stazione di Nakameguro sono stati installati grandi pannelli rosa che bloccano completamente la vista dei ciliegi.

Non si tratta solo di una barriera visiva: i cartelli riportano messaggi chiari come ‘Divieto di sosta’ e ‘Senso unico’, obbligando i visitatori a continuare a camminare senza fermarsi per foto e selfie. Una scelta drastica, che però nasce da problemi che i giapponesi percepiscono come molto concreti.

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La sicurezza prima di tutto

A differenza di luoghi come il Parco di Ueno, progettati per accogliere grandi folle, Nakameguro è composto da strade strette e marciapiedi ridotti. Il ponte in particolare, è sempre stato uno dei punti più critici: troppo piccolo per contenere l’enorme flusso di gente che si ferma a fotografare.

Durante l’hanami, la situazione diventa spesso ingestibile: persone ammassate ovunque, traffico bloccato, pedoni che invadono la strada. Un rischio reale, soprattutto considerando che quei ponti sono utilizzati anche da residenti e lavoratori per spostarsi. Per questo, l’associazione dei commercianti locali ha deciso di intervenire, anche a costo di sacrificare uno dei punti panoramici più amati della città.
Ecco un video dove si vedono bene le barriere e alcuni giapponesi intervistati in merito:

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A Tokyo spuntano barriere che oscurano la vista dei ciliegi in fiore

Non un caso isolato in Giappone

Il caso di Nakameguro non è un’eccezione. Situazioni simili si stanno verificando in tutto il Giappone, dove il turismo sta raggiungendo livelli record. Un esempio famoso ed emblematico arriva da > Fujikawaguchiko, ai piedi del Monte Fuji. Qui, nel 2024, le autorità hanno installato pannelli neri per bloccare la vista della montagna da un punto fotografico diventato virale sui social, dopo che orde di turisti avevano congestionato un marciapiede e una strada bloccando il traffico. Il messaggio giapponese è chiaro: quando i flussi turistici diventano ingestibili, anche un bel panorama può essere sacrificato.

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Turisti stranieri o problema generale?

Nel dibattito locale, spesso si punta il dito contro i turisti stranieri. Tuttavia, chi conosce bene Nakameguro sa che il problema del sovraffollamento esiste da molto prima del boom internazionale. Le folle durante l’hanami sono sempre state numerose, per anni composte in gran parte da visitatori giapponesi. Certo, oggi il turismo globale amplifica il fenomeno, ma non ne è l’unica causa. Il fatto è che gli stranieri hanno portato, oltre alle folle, anche il problema dei rifiuti abbandonati in giro per mancanza di cestini e un comportamento poco rispettoso delle regole in generale se paragonato agli autoctoni. Anche se non sono stati indicati ufficialmente come motivo dell’installazione delle nuove barriere, probabilmente è così.

Per ora, le barriere si trovano solo sul ponte principale vicino alla stazione, mentre lungo il fiume la vista resta libera. Anche se, per fare delle belle foto, era ovviamente preferibile stare sul ponte. Anche altre città giapponesi hanno dovuto fare i conti con lo stesso problema, addirittura arrivando a cancellare eventi legati alla fioritura dei ciliegi. Come il festival a Fujiyoshida con lo spot panoramico sul Fuji dalla famosa Pagoda Chureito contornata di Sakura in fiore, abolito quest’anno per troppo ingestibile affollamento.

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