Kyoto aumenta la tassa di soggiorno alberghiero: fino a 10 volte più cara
Templi eleganti, giardini zen scolpiti nella pietra, il profumo di tè verde appena preparato: Kyoto incarna da secoli l’immaginario del Giappone più autentico e raffinato. Ma oggi la capitale culturale del Paese combatte con un problema molto moderno: il sovraffollamento turistico.
Per questo il Comune della città ha deciso di aumentare in modo significativo la tassa di soggiorno che si paga negli alberghi. E, per alcune fasce di prezzo, i visitatori della bella Kyoto potrebbero pagare fino a dieci volte più di prima!
Come ha funzionato fino ad ora
La tassa di soggiorno solitamente si applica a persona per notte. Questo significa che due persone per due notti pagano la tassa quattro volte. Fino alla fine del mese scorso a Kyoto esistevano 3 fasce, calcolate sul prezzo della camera per persona a notte (tasse escluse):
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Camera da meno di 20.000 ¥ (110 €): 200 ¥ (crc. 1 €)
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Camera tra 20.000 e 49.999 ¥ (110-270 €): 500 ¥ (crc. 2.70 €)
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Camera da oltre 50.000 ¥ (270 €): 1.000 ¥ (crc. 5.50 €)
Le nuove tariffe appena entrate in vigore
Con la riforma entrata in vigore domenica scorsa, 1 marzo 2026, le fasce diventano 5 e gli importi crescono in modo esponenziale:
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Meno di 6.000 ¥ (33 €): 200 ¥ (crc. 1 €)
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6.000 – 19.999 ¥ (33-103 €): 400 ¥ (crc. 2 €)
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20.000 – 49.999 ¥ (103-270 €): 1.000 ¥ (crc. 5.50 €)
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50.000 – 99.999 ¥ (270-547 €): 4.000 ¥ (crc. 22 €)
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Oltre 100.000 ¥ (547 €): 10.000 ¥ (crc. 54 €)
Chi soggiorna in hotel di lusso o ryokan tradizionali sopra i 100.000 ¥ a notte pagherà quindi 10.000 ¥ di tassa, contro i 1.000 precedenti: un aumento di 10 volte. Nella maggior parte dei casi la tassa è già inclusa nel totale della prenotazione, quindi molti viaggiatori la pagheranno senza rendersene conto durante il soggiorno.
Quanto incasserà in più e cosa ci farà
Nel 2024 Kyoto ha incassato 6,2 miliardi di ¥ (33,9 milioni di €) dalla tassa di soggiorno. Nel 2025 le entrate sono scese a 5,9 miliardi (32 milioni di €) a causa del calo del turismo cinese negli ultimi mesi dell’anno, provocato dalle > dichiarazioni della premier Takaichi su Taiwan. Con le nuove tariffe, gli analisti stimano che nel 2026 il gettito potrebbe superare i 13 miliardi di ¥ (71 milioni di €), più del doppio rispetto all’anno precedente, in barba al calo cinese. Si parla di oltre 7 miliardi di ¥ (38 milioni di €) aggiuntivi.
L’amministrazione comunale promette di reinvestire le nuove entrate per contrastare l’overtourism e migliorare la qualità della vita dei residenti vessati dalle folle che congestionano la città e i suoi mezzi di trasporto. Tra gli obiettivi dichiarati:
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Ridurre congestione e inquinamento
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Alleggerire il sovraffollamento degli autobus urbani presi d’assalto dai turisti per mancanza di linee metro verso le attrazioni
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Gestire meglio i rifiuti abbandonati nelle aree turistiche per mancanza di cestini
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Preservare il patrimonio culturale e il paesaggio storico
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Sostenere cultura e industrie tradizionali locali
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Migliorare sicurezza e infrastrutture, come nuovi varchi nelle stazioni metro
Negli ultimi anni, infatti, sono aumentate le lamentele dei residenti: autobus pieni nelle ore di punta, strade congestionate, e turisti non abituati alla consuetudine giapponese di portare con sé i propri rifiuti.
Soluzione efficace o boomerang?
Sulla carta, la strategia è chiara: rendere più costoso dormire in città per ridurre i flussi e usare le maggiori entrate per gestire meglio quelli che restano. Ma c’è un nodo delicato. Il boom turistico è trainato soprattutto dai visitatori stranieri, mentre le nuove tasse colpiranno anche i viaggiatori giapponesi. Con lo yen debole, gli stranieri possono assorbire più facilmente i rincari, mentre per molti giapponesi Kyoto sta diventando una meta sempre più costosa e impraticabile.
Il rischio? Che siano proprio i turisti nazionali a rinunciare a visitare la città, accelerando una tendenza già in atto: quella di percepire Kyoto come troppo cara e invasa dai visitatori internazionali. Va detto però che gli aumenti più drastici riguardano le strutture di lusso oltre i 50.000 ¥ a notte. In altre parole, a pagare di più saranno soprattutto i viaggiatori stranieri, attualmente con maggiore capacità di spesa.
Kyoto riuscirà a trovare l’equilibrio?
La sfida per Kyoto è delicata: proteggere il proprio patrimonio millenario senza trasformarsi in un parco tematico sovraffollato. Ovvero quello che purtroppo sta diventando. Se l’aumento della tassa riuscirà davvero a migliorare trasporti, pulizia e qualità della vita, potrebbe diventare un modello anche per altre città giapponesi. In caso contrario, rischia di essere percepito solo come l’ennesimo rincaro in una destinazione già sotto pressione. Voi sareste disposti a pagare di più pur di vivere una Kyoto meno caotica?
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