10 cose che non sai su Aokigahara

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10 cose che non sai su Aokigahara

6. Molti bestseller giapponesi segnalano Aokigahara come destinazione perfetta per il suicidio

Seicho Matsumoto scrisse La Torre delle Onde, libro con protagonista un uomo morto suicida in questa foresta, già nel 1960. Inoltre, il famigerato Manuale completo del suicidio di Wataru Tsurumi, controverso testo per l’aspirante suicida che fa discutere dal 1993, afferma che Aokigahara è il luogo perfetto per porre fine alla propria vita.

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10 cose che non sai su Aokigahara

7. Il mito della foresta dei suicidi è legato anche all’Ubasute

L’Ubasute giapponese è praticamente un’antica forma di eutanasia. La parola letteralmente si può tradurre come “abbandono di una vecchia”. Questa pratica veniva utilizzata in tempi di crisi e carestie e consentiva ad una famiglia numerosa di ridurre il numero di bocche da sfamare. Naturalmente, come la selezione naturale negli animali insegna da tempi immemori, tocca all’individuo più debole e inutile del branco.

Nel caso della famiglia umana questo era il componente femminile più anziano, che si sacrificava spontaneamente per salvare i giovani nipoti. Veniva così portato e abbandonato in mezzo ad una montagna a morire di fame o di morte naturale. Molti credono che l’abitudine di praticare qui molti ubasute in passato, sia alla base del mito della foresta di Aokigahara.

10 cose che non sai su Aokigahara

8. La polizia e la gente del posto effettuano perlustrazioni periodiche per cercare cadaveri

Molti volontari aiutano a pattugliare la foresta di Aokigahara per recuperare i macabri resti dei tanti morti e dare loro una sepoltura adeguata. Ogni anno vengono rinvenuti circa 70–100 cadaveri, anche di anni e anni precedenti. Il governo giapponese è riluttante a rilasciare il numero reale dei corpi trovati durante le perlustrazioni, quindi probabilmente in alcune annate sono anche molti di più.

Purtroppo su internet è facile trovare immagini inquietanti sulla foresta dei suicidi. Infatti, molti non vanno semplicemente alla ricerca dei cadaveri per onorarli di sepoltura ma anche per fare foto e video sensazionalistici o fare sciacallaggio di eventuali effetti personali costosi. In tanti ricorderanno la vicenda del video dello youtuber americano Logan Paul che nel 2018 si recò nella foresta di Aokigahara e trovò un cadavere scherzandoci sopra. Gli valse un giusto ban da youtube per diversi anni…

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9. Portare una tenda ad Aokigahara attira l’attenzione

Pur essendo consentito il campeggio libero all’interno di tutta l’area della foresta di Aokigahara, la polizia ritiene che chi trasporta una tenda sia sospetto. Potrebbero infatti essere tra quelli che progettano il suicidio dato che decidere di rimanere per più di un giorno nella fitta foresta è uno dei sintomi che si sta valutando l’idea. Per questo, pur non esistendo il divieto di campeggio, la polizia potrebbe fermare chi tenta di entrare nella foresta con una tenda dietro.

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10. In caso di emergenza potremmo non essere in grado di telefonare

Il territorio dove sorge la foresta di Aokigahara è ricco di rocce contenenti composti magnetici che non fanno funzionare i cellulari. Quindi non solo potrebbe mancare il normale segnale 4G ma anche il GPS satellitare che in assenza di linea funzionerebbe comunque, qui potrebbe non prendere facendoci perdere la strada. E lo stesso accade anche alle analogiche bussole che qui impazziscono proprio a causa dello strano magnetismo.

La raccomandazione delle autorità quindi è estrema per chi si vuole addentrare nella foresta, anche come semplice turista. Potremmo perderci senza riuscire più ad uscirne o in caso di incidente potremmo non poter chiamare i soccorsi col telefono. Per questo i volontari che pattugliano la foresta usano un vecchio metodo per orientarsi che somiglia alla favola di pollicino: disseminano gli alberi di pezzetti di nastro adesivo a forma di freccia.

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