Visite guidate alla centrale di Fukushima

Visite guidate alla centrale di Fukushima

A quindici anni dal disastro nucleare del 2011, la centrale di Fukushima Daiichi Nuclear Power Plant non produce più energia. Tuttavia il sito è tutt’altro che fermo: centinaia di tecnici e operai lavorano ogni giorno a uno dei progetti di smantellamento più complessi mai tentati.

Per avvicinare il pubblico a questa realtà, la compagnia elettrica Tokyo Electric Power Company (TEPCO) ha iniziato a organizzare visite guidate per residenti, studenti e curiosi. L’obiettivo è duplice: mostrare i progressi dei lavori e attirare nuove generazioni di lavoratori che in futuro dovranno portare avanti un processo destinato a durare decenni.

Visite guidate alla centrale di Fukushima

Un lavoro lento e pieno di ostacoli

Il 19 gennaio 2026 è stato completato un passaggio importante: la gigantesca copertura del reattore 1 (foto sopra), costruita per contenere eventuali contaminazioni durante le operazioni di smantellamento. All’interno dell’edificio si trovano ancora 392 elementi di combustibile esaurito, che TEPCO prevede di trasferire in un deposito sicuro a partire dal 2027.

Smantellare Fukushima, però, significa muoversi in un territorio completamente inesplorato. Ogni reattore ha danni diversi causati dalle esplosioni di idrogeno seguite al terremoto e allo tsunami dell’11 marzo 2011. Per questo motivo molti lavori devono essere svolti con robot e macchinari telecomandati, progettati appositamente per operare in ambienti dove la radiazione è troppo alta per gli esseri umani. Non mancano gli imprevisti: guasti tecnici, caldo estremo, maltempo e nuovi requisiti di sicurezza hanno già causato diversi ritardi nei lavori.

L’Ambasciata cinese lancia un’allerta: in Giappone turisti spintonati

Visite guidate alla centrale di Fukushima

Visitare la centrale oggi

Esistono dei tour organizzati da TEPCO per piccoli gruppi di visitatori che percorrono l’area su minibus e possono osservare da vicino i reattori danneggiati. Guide tecniche spiegano lo stato dei lavori e rispondono alle domande dei partecipanti. Tra i visitatori c’è chi lavora nella ricostruzione della regione, chi torna più volte per vedere i progressi e anche guide turistiche che vogliono capire meglio la storia del disastro per raccontarla ai visitatori. Molti restano colpiti dalla complessità dell’operazione: ogni edificio richiede strategie diverse e tecnologie sviluppate su misura.

Il vero nodo dello smantellamento è la rimozione di circa 880 tonnellate di combustibile nucleare fuso rimaste nei reattori 1, 2 e 3. I primi test con un braccio robotico hanno permesso di recuperare piccoli campioni, ma l’inizio della rimozione completa è stato rinviato: l’obiettivo realistico è ora intorno al 2037, con la possibilità di ulteriori ritardi.

Un luogo che resterà nella storia

Il nome Fukushima rimarrà per sempre legato al peggior incidente nucleare della storia del Giappone. Ma il sito rappresenta anche un enorme laboratorio di conoscenze: le tecnologie e le lezioni apprese qui potrebbero aiutare il mondo, non solo il Giappone, a gestire incidenti simili in futuro. E soprattutto ricordano una cosa fondamentale: tragedie come questa non devono mai più ripetersi.

Post consigliato > 15 anni dopo il disastro di Fukushima, il Tōhoku continua la lunga strada della ripresa 


Visite guidate alla centrale di Fukushima


Canale TELEGRAM! > Unitevi per restare aggiornati!