Un film giapponese ha fatto sbellicare tutti alla Mostra del Cinema di Venezia
L’umorismo demenziale è una delle specialità del Giappone. Film, serie Tv e spettacoli televisivi spesso raggiungono livelli di comicità ineguagliabili. Anche se quello che fa ridere i giapponesi è abbastanza diverso dal resto del mondo. Gran parte della fama comica del Giappone in Italia, è merito di Takeshi Kitano. Pensate che il suo più grande fan club è proprio qui. Attore, cabarettista e regista, è diventato famoso negli anni ’80 con programmi incredibili come Takeshi’s Castle, più conosciuto da noi come Mai dire Banzai. Che guarda caso ha ispirato anche il nome di questo sito e del libro omonimo > Sempre Dire Banzai che trovate > QUI.
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Avrete capito che per me Takeshi Kitano è un guru, un vero genio dell’umorismo demenziale. Per farlo bene ci vuole estrema intelligenza, quella che lui possiede. Negli anni ’90 Kitano ha dimostrato il suo talento anche come regista oltre che attore, creando film di grande profondità e bellezza. Alcuni drammatici e toccanti, altri di enorme valore artistico. Tra i miei preferiti > Sonatine del 1993, > L’estate di Kikujiro del 1999 e > Zatoichi del 2003. Ha persino vinto un Leone d’Oro a Venezia nel 1997 con > Hana-Bi, Fiori di fuoco.
Oggi Takeshi Kitano è una vera leggenda vivente. A 77 anni, nonostante i numerosi problemi di salute e una mobilità ridotta strascico di un vecchio incidente in moto, ha ancora smalto e capacità di sorprendere. I suoi ultimi film non sono stati all’altezza di quelli vecchi, ma Broken Rage, presentato fuori concorso alla Mostra del Cinema di Venezia, ha ribaltato le aspettative. Questo film, esilarante e volutamente assurdo, ha fatto scompisciare l’intera sala. L’idea di base è già di per sé divertente: la storia di un killer assoldato dalla malavita che viene catturato e convinto dalla polizia a tradire i suoi capi per 30 minuti. Nei 30 minuti successivi, la stessa storia viene ripetuta, ma con un tono completamente demenziale.
Questo tipo di comicità è inconfondibile. Anche le scene serie del film finiscono per far ridere, perché l’umorismo di Kitano si manifesta in ogni dettaglio: un’espressione trattenuta troppo a lungo, una situazione leggermente implausibile. Quando la storia riprende con un tono assurdo, le risate diventano incontenibili. Il film diventa poi un susseguirsi irresistibile di gag, spaziando dall’umorismo più immediato fatto di cadute e botte in testa (il preferito dai giapponesi), a giochi di parole raffinati e situazioni inaspettate.
Tra le scene più esilaranti, un interrogatorio in cui i poliziotti minacciano di farsi del male da soli, terrorizzando il malcapitato. Molto del divertimento deriva dalla presenza in scena dello stesso Kitano, protagonista del film oltre che regista. Il suo corpo, la sua camminata sbilenca conseguenza dell’incidente motociclistico e la sua straordinaria capacità di giocare con i tempi comici, sono memorabili.
Broken Rage, prodotto da > Prime Video, sarà presto disponibile sulla piattaforma, anche se ancora non c’è una data precisa d’uscita. Nonostante la fama del regista, il film non ha pretese di essere raffinato, anzi. Abbraccia con orgoglio proprio il tipo di umorismo grezzo e diretto che caratterizza Kitano. È un piccolo esercizio di stile di soli 60 minuti, realizzato con un budget ridotto. E un minimalismo che mette in evidenza l’essenza più pura della comicità demenziale del mitico Beat Takeshi.

L’abilità di Kitano sta proprio nel trasformare scenette apparentemente semplici in momenti di puro divertimento, grazie al suo modo unico di recitare. Anche se la sceneggiatura di questo film non contiene comicità, Kitano riesce a riempire ogni scena di umorismo, dimostrando ancora una volta la sua maestria come attore e regista. Broken Rage non ha ambizioni particolari, ma riesce comunque a essere un’incredibile dimostrazione di forza comica primitiva d’altri tempi, molto rara da trovare oggi.
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