Turista americano arrestato a Tokyo per aver inciso il cognome su un Torii del Meiji-jingu
Steve Hayes, turista americano a Tokyo, è stato arrestato qualche giorno fa per vandalismo durante la sua visita al Santuario Meiji. Si tratta di uno dei più grandi santuari shintoisti della città, situato vicino alla stazione di Harajuku. L’uomo, giunto in Giappone con la famiglia appena un giorno prima del fermo, è accusato di aver inciso con un’unghia il suo cognome su un Torii, tipico portale di legno situato all’interno dei Santuari nipponici.
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L’episodio richiama alla memoria un caso simile avvenuto solo il mese scorso. Un > turista americano diciottenne arrestato per aver appiccato incendi nei cestini di un quartiere di Tokyo. Anche in quel caso sono state determinanti le telecamere di sorveglianza, prova inconfutabile di colpevolezza. Tuttavia Hayes, a differenza del giovane incendiario, ha ben 65 anni. La sua età ovviamente rende la sua azione ancora più grave ed inaccettabile per i giapponesi.
Sicuramente questo spiacevole episodio non era parte dei piani turistici della famiglia statunitense, eppure questa bravata potrebbe essere ciò che ricorderanno di più di questo viaggio nipponico. Hayes è accusato di danneggiamento di proprietà e nell’interrogatorio ha ammesso candidamente di aver inciso il suo cognome su uno dei Torii del Santuario. Ancora non è chiaro se subirà una pesante multa o addirittura andrà in carcere, le leggi giapponesi in questi casi sono più severe che nel resto del mondo.
Il video dell’arresto di Steve Hayes, girato intorno alle 4:30 del mattino, mostra come la polizia giapponese abbia preso molto seriamente il reato. La plateale passerella della vergogna è stata divulgata dai media addirittura senza censurare il suo volto, cosa alquanto strana in Giappone. Probabilmente come monito per i turisti futuri. Ecco l’incredibile video qui sotto: sembra un criminale incallito!
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Questo evento è l’occasione per sottolineare l’importanza del rispetto nei luoghi storici e sacri, e non solo in Giappone. Anche noi italiani abbiamo ben presenti episodi simili a danno del nostro patrimonio artistico ad opera di turisti stranieri. Peccato che la differenza con il Giappone è che noi stessi danneggiamo il nostro Paese vandalizzandolo, mentre i giapponesi non si sognerebbero minimamente di farlo. Nè in casa loro nè all’estero.
Per alcuni turisti provenienti da Paesi poco civili e abituati all’arte, probabilmente templi e santuari possono sembrare simili a parchi tematici. E quindi non viene attribuito loro un valore così alto. In Giappone poi, l’atmosfera rilassata e la presenza di negozi e chioschi lungo le strade d’accesso ai Santuari, possono indurre dei visitatori sprovveduti a confondere questi luoghi con semplici attrazioni turistiche.
Tuttavia, il Giappone non tollera la mancanza di rispetto o il vandalismo, in nessun caso. Anche se si tratta di una semplice panchina. La polizia, sempre molto capillare in ogni angolo delle città, è particolarmente attenta a controllare il decoro urbano in generale. Figurarsi nei confronti di siti storici e spirituali. Insomma, se mai a qualcuno venisse in mente di fare una cosa tanto stupida come vandalizzare qualcosa in Giappone, forse sarebbe meglio non lasciare tracce evidenti come il proprio nome o peggio, il proprio cognome. Sempre che non ci siano telecamere nei paraggi…

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