‘Solo l’Imperatore ci fa sedere gratis’: le panchine a Tokyo sono sempre più un miraggio
A Tokyo, l’architettura ostile sta prendendo piede ormai da decenni. Ma i turisti e i cittadini non ne sono affatto entusiasti. Sappiamo tutti che è una città molto affollata e in costante trasformazione, con sempre più palazzoni e centri commerciali che spuntano come funghi. Ma in tutto ciò ci sono sempre meno spazi all’aperto e gratuiti dove potersi rilassare. ‘Solo l’Imperatore ci fa sedere gratis’: la scomparsa delle panchine a Tokyo.
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La questione è esplosa sui social media grazie a un post in giapponese dell’account X @windymelt:
“Non ci sono mai posti liberi dove sedersi a Tokyo, quindi mi siedo sempre sulle panchine attorno al fossato del Palazzo Imperiale. Solo l’Imperatore ci lascia sedere gratuitamente”.
Il post ha raccolto oltre 120.000 like e 10.000 condivisioni, scatenando un acceso dibattito. Alcuni utenti hanno ironicamente ringraziato l’Imperatore per la sua generosità, mentre altri hanno evidenziato un problema sempre più evidente: a Tokyo, trovare un posto per riposarsi senza consumare qualcosa è diventata una sfida. Un commento in particolare ha sottolineato il fenomeno del momento:
“Le panchine stanno pian piano scomparendo, mentre i bar crescono a dismisura”.
Una città in trasformazione
La mancanza di posti in cui sedersi anche pochi minuti all’interno della città, non è un fenomeno nuovo. Non ci sono mai state panchine urbane, tranne che all’interno dei parchi. Ma ora la situazione sembra essersi aggravata, anche a causa del boom turistico. I pochissimi posti liberi sono sempre occupati, persino i locali sono troppo affollati per trovare posto per una pausa caffè al tavolino.
Lo scrittore Tanigashira Kazuki, esperto di sviluppo urbano, ha recentemente condiviso la sua esperienza a Shibuya:
“I bar erano tutti pieni, non potevo entrare. E le panchine disponibili erano poche e scomode. Alcune, come quelle lungo Shibuya Koen Dori, avevano degli ostacoli che rendevano difficile sedersi”.
Molte amministrazioni locali giustificano la riduzione degli spazi pubblici con motivazioni legate alla sicurezza. A Shinjuku, ad esempio, alcune delle poche panchine presenti, sono state ‘decorate’ con coni stradali per impedire una seduta confortevole. Altre invece sono state costruite appositamente scomode o per impedire alle persone di fermarsi troppo o sdraiarsi. La motivazione ufficiale è quella di ridurre gli schiamazzi notturni di chi beve in strada. Ma lo scopo reale è ovviamente quello di ostacolare i clochard.
Il prezzo dello sviluppo
Tanigashira sottolinea che il problema non riguarda solo la sicurezza, ma anche il selvaggio sviluppo urbano. Recenti progetti come Azabudai Hills a Minato City, stanno letteralmente trasformando il volto di Tokyo, sostituendo gli spazi pubblici con uffici e negozi di lusso.
Anche Shibuya, un tempo quartiere dei giovani, si sta adattando ai turisti e agli investitori, sacrificando il suo spirito originario. E Shinjuku sta subendo la stessa sorte: la Kabukicho Tower, con le sue attrazioni di lusso come il cinema premium da 4.500 ¥ a biglietto (crc. 27 €), è diventata il simbolo di una città che non è più per tutti.
E nonostante le proteste, le autorità sembrano ignorare il problema, più interessate al profitto che al benessere dei cittadini. A questo ritmo, viene da chiedersi se anche l’Imperatore inizierà a far pagare per permettere di sedersi nelle sue panchine…
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